mercoledì 30 ottobre 2013

Scherzetto o dolcetto?

Abbiamo una donatrice.
Sono qui che mi dibatto e mi agito e non dormo da una settimana, cioe' da quando l'ho saputo, ma riesco a darvi la notizia solo ora, perche' sono settimane piene pienissime di impegni di lavoro. Impegni belli, galvanizzanti, adrenalinici; e finalmente ci voleva, un po' di lavoro. Pero' io sono fatta cosi, per me e' difficile accettare che basta un niente per farmi piombare nel vortice dello stress e dell'insonnia. E quindi devo costantemente scremare, selezionare, priorizzare, delegare, e soprattutto scendere a compromessi con me stessa, e accettare che non posso arrivare ovunque.
All'alba dei 35 anni, quest'arte non la domino ancora del tutto, ma ci sto lavorando. Metti la cera, togli la cera, prendi la maledetta mosca con le bacchette e mangiatela tutta in un lungo OM.

mercoledì 2 ottobre 2013

One Person One Language

Un recente commento di Viola al post che avevo scritto sul bilinguismo mi ha fatto tornare voglia di parlarvi di come ci gestiamo noi in famiglia, e delle questioni che mi ronzano in testa, che magari le vostre idee possono aiutarmi a chiarirmi le mie...

Da quando e' nata Picca, non so piu' quante volte ho assistito alla seguente serie di commenti
"Oh, ma tuo marito e' inglese!"
(si)
"Oh ma parla inglese alla bambina?"
 (si)
"Aaaah ma allora sara' sicuramente bilingue, che fortunaaaaaa""
(mah).
Fino a qualche tempo fa ci credevo pure io, e reagivo a questi commenti con un sorriso compiaciuto ed il cuore di mamma orgogliosa che mi si gonfiava in petto.
Poi ho cominciato a riflettere sul fatto che non e' proprio cosi automatico che Picca sara' bilingue.
Certo, avra' un vantaggio rispetto ad altri bambini, ma questo non vuol dire che si rapportera' all'inglese (la sua lingua minoritaria: la lingua del papa') allo stesso modo in cui si rapportera' all'italiano (la lingua maggioritaria: la lingua del contesto in cui vive, del nido, dei nonni, degli amici, ecc.).
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