lunedì 31 ottobre 2011

La Casa degli Incidenti Domestici



Dita nelle prese.
Bottiglie di detersivo ingurgitate.
Scivoloni nella doccia.
Coltellacci che cadono dritti dritti negli occhi.
Balconi senza ringhiere...




Quale carosello potrebbe essere piu' adatto alla notte di Halloween che questa simpatica serie di siparietti dell'orrore gentilmente offerta da Altro Consumo?
E io che, ingenua, ero andata a vedere il sito perche' volevo raccattare la Guida alle Faide di Condominio, massi, quella gratuita che vi aiutera' a sopravvivere alle riunioni condominiali senza uscirne avendo l'aspetto di Carrie Sguardo di Satana
Macche' riunioni condominiali - quelle al confronto sono un giretto nel ranch dei Mio Mini Pony.
No no, se voi aprite il link di sopra, sarete catapultati in una vertiginosa dimensione parallela, tutta fatta di incidenti domestici dei quali il vostro piccolo dolce pupo cadra' vittima inesorabile ad ogni pie' sospinto, con conseguenze alquanto perniciose, se non letali.
Allora, venghino signori venghino, facciamoci tutti un giro nella Casa degli Orrori Domestici.

Io intanto con una mano mi attanaglio la panza (per l'occasione dipinta da zucca), e con l'altra mi iscrivo al corso avanzato di disostruzione pediatrica della Croce Rossa.
Che anche li, gia' alla lezione preliminare mi era venuto un colpo. Era la lezione in cui i volontari cercavano di attrarre il maggior numero di persone a partecipare al corso, sfoderando le loro armi piu' truculente, ovvero video su video di bambini (fortunatamente in stile cartone animato, che la tivu verita' non e' ancora arrivata a tanto) in preda ad asfissia da ingerimento di uva, chiodi, mollette, e quant'altro.
Ma anche di madri disperate che escono dalla loro amabilissima villetta inglese dai mattoni rossi, in preda al panico perche' il pupo non respira. E poi, sempre la stessa sfigata, che ha un flash back che da ragazza la vede investita da un teppista della strada. Ed ecco che lei giace moribonda, e poi anche il suo pupo sta diventanod blu, quando eureka! arriva il volontario della British Red Cross che salva tutti, in contemporanea, in uno staccato di video e controvideo che neanche MTV.

Insomma, la Croce Rossa si impegna in tutto il mondo a farci venire il coccolone.
Altro che travestimnenti di Halloween.

Che voglio dire, se io son venuta qui, al tuo corso, vorra' pur dire che non hai bisogno di mettermi paura, che gia' un po' ce l'ho di mio, la paura, altrimenti non sarei neanche venuta stasera, giusto?
Io son gia' convinta, della necessita' di questo corso, gia' convertita alla vostra causa.
Sono anche pronta a sborsare i 30 euri del corso avanzato, in cui avro' occasione di provare la mirabolante esperienza di praticare la manovra di Heimlich su un pupazzo che assomiglia in tutto e per tutto a un pupo rantolante in fase avanzata di asfissiamento.
E' come se uno cercasse di convincere me, vegetariana, che mangiare animali e' sbagliato, mostrandomi video di animali che vanno al macello.
Sfondate uan porta aperta. Non serve che mi facciate vedere queste cose. Davvero.

Pero' io stasera che e' Halloween non posso che contribuire al dilagare del panico da Incidente Domestico.
Chiudendo con questo video di Aldo Giovanni e Giacomo - ve li ricordate quando facevano gli Svizzeri?
Ecco, vi lascio nelle mani del Poliziotto Uber, che lui si che e' un professionista e sa come risolvere le situazioni.
Happy Halloween!

domenica 23 ottobre 2011

Chi ha paura della Verita'?



Era da tanto che volevo scrivere questo post. Solo che, come al solito per le faccende che mi stanno particolarmente a cuore, procrastinavo.
Poi, vedendo l'articolo di TQF su Genitori Crescono, che parla del dire ad un figlio (ma anche ad un genitore) di essere omosessuale, mi e' scattata la molla.
E da solita gnorry, sono 'scesa dal pero' come si dice qui al borgo pedemontano, e mi sono accorta che il tema del mese di Genitori Crescono e', appunto, il Dire, ossia lo spiegare ai bambini delle verita' che possono essere scomode, o inusuali.

Allora mi sono decisa, perche' anch'io e Dear Husband, prima o poi una verita' di questo genere la dovremo affrontare con il nostro Picconatore.

Cioe', piu' che 'dovremo', noi la 'vorremo' affrontare.

Perche' in realta', non l'ha ordinato il dottore che noi diciamo a Picco che e' nato da una Fivet eterologa.
In realta', a differenza della situazione in cui si trovano coppie omosessuali o genitori single, noi potremmo benissimo evitare l'argomento del tutto, e non rivelare mai a Picco il fatto che c'e' stato un Donatore di Seme che ci ha aiutati a concepirlo.
D'altra parte, e' solo un minimo dettaglio nella nostra storia di futuri genitori, giusto?
D'altra parte, una volta che Picco sara' venuto alla luce, saremo noi e solo noi i suoi genitori. Perche' essere genitori vuol dire talmente tanto, che in prospettiva, la parte della concezione, del fornire una cellula affinche' un'altra si possa fertilizzare non e' che un minimissimo dettaglio facilmente trascurabile, giusto?

Certo, anche questa potrebbe essere una posizione, e va rispettata.

E in effetti, in parte questa posizione la condivido anch'io: l'essere genitori va ben al di la' del legame genetico. Ma nonostante io sia profondamente convinta di questo, sono anche assolutamente convinta del fatto che questa posizione non debba diventare una linea dietro la quale trincerarsi e giustificare con se stessi il fatto che
Dire la Verita' Fa Paura

Perche' dire una verita' di questo genere potrebbe allontanare Picco da noi.
Potrebbe fargli dire cose crudeli, soprattutto da adolescente brufoloso e tormentato in cui tutto viene messo in discussione, inclusa l'autorita' di un genitore.
Anche questo e' possibile. Ma credo di essere pronta ad affontare una situazione cosi.
(D'altra parte, ci sono sempre i collegi in svizzera dove mandare un figlio insubsordinato, giusto?)

O forse no, non sono pronta, no.
E in effetti non sarei neanche pronta a vedermi Picco col fagottino in spalla mi dice che vuole rintracciare le proprie origini genetiche, i propri 'fratelli genetici', e chissa', anche il Donatore di Seme in persona.

Ma non lo sono neanche a quelle millemila altre eventualita' e problematiche che essere genitori (di un figlio nato da eterologa o meno) comporta. 

E quindi, diciamo questa Verita', liberiamoci di questo fardello. Che se poi ci tornera' indietro come un boomerang, sicuramente sara' meglio un boomerang che un Gigantesco Scheletro nell'Armadio.
Perche' io ne sono convinta: i segreti non portano nulla di buono.
E se Picco prima o poi lo venisse a sapere, come potrei io affrontare la sua delusione e la sua rabbia nei miei confronti?
Quello si, che sarebbe un macigno di problema.
Come posso io nascondere a Picco una parte della sua storia?

Una storia, che tra l'altro, e' cosi speciale, da meritare di essere raccontata.
Una storia di civilta', di altruismo, di generosita'. E parlo del Donatore.
(e sia chiaro, qui non si parla di passare una piacevole decina di minuti a leggere riviste porno in cambio di una lauta mancia - qui si parla di una persona che nonostante le recenti leggi nel Regno Unito che rendono la donazione non anonima e non retribuita, ha deciso che voleva aiutare chi non aveva scelta).

Una storia di amore e compassione da parte di un uomo, e parlo di Dear Husband, che ha saputo andare oltre la propria infertilita' e accettare un dono da uno sconosciuto. E proprio perche' lo ha accettato, in futuro, sapra' andare oltre la Paura della Verita', e Dirlo a Picco.
Perche' alla fine, per Picco, questa cosa non sara' motivo di vergogna piu' di quanto non la percepira' nel nostro racconto.

Niente Vergogna nel nostro racconto = Niente Vergogna nella percezione di Picco.

Questo, oltre ad essere buon senso e a valere per mille altre cose, lo dicono anche i Grandi Guru della Psicologia.
I quali dicono anche che prima lo si racconta, meglio e'.
Perche' e' ormai chiaro e diimostrato che prima lo si dice, prima questo fatto viene assimilato, come una parte di noi, della nostra storia familaire che e' sempre stata li. E magari, chi lo sa, per Picco sara' pure una parte talmente scontata da diventare irrilevante. Come il fatto che io ho i capelli castani e tu li hai biondi. E' un fatto consolidato, e non c''e motivo di discuterne piu' di tanto.

E magari, come spesso accade, saranno gli adulti quelli che faranno piu' fatica ad accettare questa Verita'.
Gia' mi immagino chi cerchera' a  tutti i costi di vedere somiglianze tra Picco e Dear Husband. Chi non sara' pronto a sentirsi dire che 'No, non e' possibile che si assomiglino, ma questa non e' la cosa piu' importante ta di loro'. Ma questo e' un problema loro, non nostro.

Noi ormai siamo in ballo, e ci divertiamo a ballare. Se, e quando, la miccia ci scoppiera' sotto i piedi, balleremo ancora piu' forte.

Questo post partecipa a Blogstorming.

venerdì 14 ottobre 2011

Accesso Negato: riprova e sarai piu' fortunata?

No, dai, questa faccenda va raccontata.
Vi prego, ditemi cosa ne pensate spassionatamente, senza remore. Se volete dirmi che mi vado a cercare le rogne, che ho tempo da perdere e di andare a lavorare e a guadagnarmi la pagnotta anziche' perdermi via in ste diatribe, di mettermi calma, o come dice il Gufo, di 'non inventarne su piu' di scemenze', fatelo pure. Non mi offendo. Un po' sotto sotto lo so che e' vero.

Comunque, veniamo ai fatti.

Siccome appunto sono in modalita' Tempo in Mezzo', come dice Seavessi, e qualsiasi scusa e' buona pur di non tirare la tesi fuori dallo scatolone per fare quelle maledette correzioni (e' l'unico scatolone che ancora langue in corridoio!), ecco, io qualche giorno fa mi sono inventata di scrivere al forum di Cerco un Bimbo.

Era da tanto che lo volevo fare, insieme ad altri propositi, come
- scrivere una lettera alla ASL della Landa di Robin Hood, per dire che seppur aneddotica, la storia mia e di Dear Husband e' la prova che i finanziamenti non vanno assegnati sempre e solo in base a statistiche (per altro poco affidabili visto il campione, la novita' del campo di ricerca bla bla bla). Ecco, magari quello aspetto a farlo di aver partorito, giusto per scaramanzia, you know.
- scrivere al centro di PMA (privato) dove abbiamo fatto le due FIVET, per ringraziare di tutto quello che hanno fatto per noi, con una foto che spero mostri noi tre sdrenati ma felici dopo il parto (dream dream dream...)
- scrivere sul forum del centro suddetto, per raccontare la nostra storia e dare un filo di speranza a chi si trova ad affrontare problemi simili ai nostri. Perche' quando non sapevo ancora se questa faccenda della Fivet avrebbe dato i suoi frutti, passavo giornate su giornate a setacciare forum vari, in cerca di storie di donne simili a me che ce l'avevano fatta. E quelle storie poi le copiavo tutte su un file, e me le stampavo anche, per poi metterle via, pronte ad essere lette nelle le Giornate Buie.

E insomma, mi sono iscritta al forum di Cerco un Bimbo.
Ora non ricordo nel dettaglio come sia andata, ma com'e' come non e', il Grande Fratello del forum e' venuto a sapere (probabilmente per qualche stupida crocetta che io ho barrato senza pensarci), che oh-my-god, io e Dear Husband siamo incinti.
E questo e' bastato perche' io fossi marcata come untrice.
Vade Retro, Satana. Non ti vogliamo. Non vogliamo sentire la tua storia. Pussa via!

Ecco, io avevo letto un messaggio di netiquette sul forum, in cui si diceva che per sensibilita' e tatto nei confronti di chi sta lottando per avere un figlio, le donne incinte non erano, come dire, benvenute.
Ma credevo che il messaggio si riferisse solo a chi scriveva cose senza tatto ne' cognizione di causa, come
- Caro forum di Cerco un Figlio, sono incinta. Che palle, ora non posso piu' andare in giro a ubriacarmi e darla via tutte le sere. Secondo voi devo abortire?
oppure
- Caro forum di Cerco un Figlio, sono incinta. Questo e' il mio millesimo figlio. Ne ho talmente tanti che non so piu' dove metterli. Gia' sette sono in miniera, alcuni stanno a spacciare in stazione, e le femmine le ho messe a battere sul provinciale. Avendo occupato tutti i posti disponibili sul mercato, vorrei vendere questo mio ultimo arrivato a voi donne, che vedo che qui c'e' penuria e ho bisogno di soldi.
oppure
- Caro forum di Cerco un Figlio, sono incinta. L'ho scoperto l'altro giorno in bagno, mentre mi stavo tirando una grossa grassa pista di cocaina, e vedendo il pacco di test di mia sorella (quella povera sfigata che cerca un figlio da tempo immemore), ho pensato di provare questa esperienza. Sai, dopo il patto di sangue con Fiffi, il giro del Sahara in carrozza con Gianfry, e quella volta che con Milly ci siamo fatte portar via in barella dalle piste di St. Moritz per sciatura in stato stupefacente (a proposito, qualcuno sa dove e' finito il mio SnowBoard Prada tempestato di Swarovsky?), ecco, ho pensato che fare un test di gravidanza fosse un must dell'eseperienza estrema. E ora ho scoperto di essere incinta. Che faccio, lo metto nel cassettone della Caritas o lo tengo e lo mando in un collegio svizzero?

Ecco, fermatemi perche' sto diventando prolissa (chi? io?!)
Quello che volevo dire e' che leggendo questa regola di netiquette, pensavo che si riferisse al fatto che sta tutto al buon senso e alla sensibilita' della persona incinta interrogarsi sul motivo per cui essa untrice intenda scrivere su Cerco un Bimbo, e i toni da usare nel proprio messaggio.
E mi sono messa a scrivere.
BAM! messaggio rimbalzato. Accesso non autorizzato a Donna Incinta. Verboten!

Eh no, ci dev'essere un errore, penso io. E scrivo una breve mail chiedendo delucidazioni, e supponendo un errore tecnico.
Questa e' la mail di risposta che mi arriva da Her Majesty The Administrator:
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La tua richiesta di registrazione e' stata respinta perche' risulti
interessata solo alla sezione relativa alla gravidanza (e infatti la
tua mail conferma che sei gia' incinta), e non e' gradito che ci si
iscriva al nostro sito essendo gia' incinte o avendo gia' figli,
dunque senza interesse per i suoi temi centrali.

Saluti,
l'amministrazione
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E qui scatta la modalita' polemica in GravidWoman.
Temo che tutta questa esperienza dell'intertilita', delle PMA, della gravidanza, e anche delll'essere stata esposta a tante culture diverse in questi ultimi anni mi abbia cambiata. Che mi abbia resa piu' consapevole, e anche, come dire...un filino polemica.
Giuro, io non ero cosi.
Io alle superiori ero quella che non scioperava, quella che non si riteneva mai abbastanza informata per potersi esporre nell'arena del dibattito, la sottomessa, la pupilla della prof., la secchiona che durante i dibattiti in classe ripassava la lezione dell'ora dopo...insomma, quella sfigata li.

Ora no. Ora io a questa ho risposto. Il piu' carinamente e informalmente possibile, ma le ho risposto:
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Ciao Federica,

Grazie mile della risposta cosi veloce!

Si si, avevo visto nel forum un annuncio a proposito di essere incinte, ma io
guarda assolutamente non volevo mandare messaggi del tipo "Guardatemi che figa
che sono, sono incinta, ole'!"'
Al contrario, volevo raccontare la mia storia, perche' io e mio marito davvero
siamo partiti con praticamente zero probabilita' di rimanere incinti, e alla
fine ce l'abbiamo fatta, dopo averne passate tante. Era per dare speranza...Io
ricordo un anno fa, quando ci diagnosticarono tutti quesit problemi, che facevo
passare al rastrello tutti i forum in cerca di una storia che mi desse la forza
e la speranza di provare e insistere...

E poi, vorrei comunque poter accedere al forum sulla menopausa precoce,
perche' questa e' sempre la mia diagnosi - io ho 33 anni, ma sono vicinissima
ala menopausa precoce, e quando ci penso, credo davvero di aver bisogno di un
sostegno e di condivisione su questa cosa...
Che dici, come posso cambiare il mio profilo o comunque poter essere dei
vostri??

Grazie,
S.
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Questo era in data 2 ottobre.
Da allora, silenzio stampa.

Avevo anche cercato di dimenticarmi di questa faccenda, ma il post di Jenisha di oggi mi ci ha fatto ripensare. e ha riacceso la polemica in me: quella Sfolli che non sapevo esistesse, quella che  si informa, legge, firma petizioni, commenta sui forum, dibatte con ardore alle cene con gli amici, insomma quella che non perde occasione per rompere i maroni all'inverosimile.
Che dite, mi devo calmare, che senno' finisco in piazza con la gonnellona da hippie, intenta a bruciare reggiseni? I capelli per aria ce li ho gia', e spesso esco di casa senza trucco. 
C'e' da preoccuparsi, vero?

mercoledì 12 ottobre 2011

Ma quanto e' impegnativo non fare un tubo dalla mattina alla sera? (ok, shoot me now)


Esssi', dai diciamocelo, sono una sciagurata: ma come si fa a lasciare il blog muto per ben DUE settimane?!
E che ne so.
Di scuse non ne ho...il tempo mi e' proprio scivolato di mano, senza che io avessi grandi impegni o un lavoro o un Picco gia' partorito di cui occuparmi.
Niente, non ho fatto niente.
Eppure mi sembra di essere stata cosi presa. Mai stata cosi presa in vita mia.



Ho finalmente pulito casa. Ho addirittura avuto un incontro ravvicinato con il ferro da stiro (questo sconosciuto) e dopo essermici scottata ho anche capito che il suo posto e' nel ripostiglio insieme ai pesetti, al servizio buono della Prozia Arsenico & Merletti, a quel paio di manette di pelo fucsia comprate nel 1995 e mai usate, e alla silhouette cartonata di Shrek, rubata fuori da una nota catena di cinema in una lontana notte di ebrezza estiva da Dear Husband e la sottoscritta (ooh come ci sentivamo Bonnie & Clyde!, vi prego non denunciateci, che ormai sara' anche caduto tutto in prescrizione, dai...)

Poi ho rivisto con calma tanti amici, e ho pure ospitato K., la nostra prima visitatrice dalla Landa di Robin Hood (indi le manovre di pulizia di cui sopra). E quale modo migliore per intrattenerla che una visita al mercato internazionale di mangiume vario, con grandi abbuffate di focaccia ligure (oh.my.god), caldarroste (alla decima manciata mi e' sorto il dubbio sull'igiene delle stesse, ma ormai ahime', era troppo tardi), e falafel. Si, tutte queste cose me le sono mangiate insieme.
Nella stessa seduta.
Per colazione.
Cioe', prima di pranzo, ecco. Per quello abbiamo preso l'auto e siamo andati a farci il giro di 10 cantine alla sagra dell'Inferno & Sassella, e chi e' intenditore intenda...No, io mi sono limitata a documentare fotograficamente la lenta ma inesorabile caduta di K. e Dear Husband nel tunnel dell'alcolismo...magari con qualche sorseggio qua e la, che l'educazione etilica del nostro Piccolo Alpino non va trascurata, nevvero?!

E poi mi meraviglio di quanto peso io abbia messo su.
Si, perche' in tutto questo essere presa dal far nulla, ho anche sfondato la Barriera.
No, non quella della luce, come i famosi neutrini nel tunnel della Gelmini.
Intendevo la Barriera dei 60 Kg. Che io da brava donnina ossuta non avevo neanche mai contemplato. Tanto che la bilancia, l'altro giorno, deve aver pensato che fosse tutta una gran presa per i fondelli, e mi ha avuto un attimo di vacillamento.
Tu? Sfolli? Ma non eri quella che si inacidiva ai frequenti, troppo frequenti commenti dello sventurato di turno che mi chiedeva se per caso fossi anoressica? Come puoi ora dare forfait alle clavicole a manubrio di bicicletta e agli zigomi a punta (che quando la gente si fa baciare e abbracciare da te rischia lo sfregio), varcandomi la Barriera cosi, senza tante cerimonie?
In effetti era da un po' che non mi pesavo...diciamo pure da quando, ad agosto, scoprii di aver gia' messo su 6 Kg in 5 mesi. Momento in cui misi in atto la nota strategia dello struzzo.
Ora siamo a 9 Kg in 7 mesi, e io mi appresto gioconda e dondolante ad assumere il ruolo di Gabibbo Nazionale.
Qualcuno lo dovra' pur ricoprire, questo ruolo ingrato, no?

E io intanto rotolo, rotolo tra il divano e il letto, dove mi dedico a letture piu' o meno impegnative.
Nniente mi sfugge: dal catalogo Prenatal ai forum di mia vecchia conoscenza, ovvero quelli di chi cerca un bimbo e anche di chi sta lottando per accettare una diagnosi di menopausa precoce, per ricordarmi di quanto sono fortunata, di dove ero un anno fa, di quello che mi passava per la testa, e di come anch'io cercassi di farmi una ragione che si, le mie ovaie potrebbero tirare le cuoia da un momento all'altro, nonostante io abbia meno di 35 anni.
E poi leggo anche libri - libri veri, neee. Come questo qui, di Margaret Atwood.


Lo conoscete?
Il titolo in italiano e' Storia di un'Ancella, e parla di un ipotetico mondo post-catastrofe dove un Evento dai contorni non ben definiti ha lasciato la maggior parte della popolazione femminile americana sterile (anzi no, dovrei dire infertile!), tranne un manipolo di donne, per le quali il dono della fertilita' si trasforma in una condanna, perche' ora sono loro a dover portare il compito di procreare in una societa' ormai governata dall'ansia e dalla paura di vedersi a poco a poco languire nell'oblio.
E insomma, questo compito pesa, pesa come un macigno, perche' queste donne vengono fatte passare per un calvario di assurdi rituali e sottomissioni affinche' finalmente possano procreare - per poi donare, da brave 'ancelle', il proprio frutto alle famiglie di queste donne ormai rese infertili dall'Evento, e ricominciare tutto da capo...
Non vi sto a raccontare le scene grottesche e spassose in cui la protagonista, un'ancella presso una famiglia altolocata, viene sottoposta al rito mensile della fecondazione da parte del Vecchio Generale Capofamiglia - leggete il libro e poi ci facciamo una risata a denti stretti insieme :-)
Il problema e' che procreare non e' facilissimo neanche per questo manipolo di donne scelte.
Perche' neanche loro sono delle macchine infallibili.
O forse il Vecchio Generale perde qualche colpo anche lui, chi lo sa?
Fatto sta che la nostra ancella protagonista si vede scivolare tra le mani un mese dopo l'altro, senza riuscire a venire a capo di nulla, e condannata alla prigionia tra le quattro mura dell'altolocata residenza, dove tutti la pecerpiscono come una presenza scomoda, imbarazzante, fuori luogo eppure necessaria.

Insomma, lei e il suo ventre vuoto vengono percepiti come un ingombro, un corpo estraneo, appena tollerabile.
E leggendo il paragrafo che vi riporto qui sotto, ho pensato alle sensazioni che provavo prima di avere la famigerata Botta di Culo - come la chiama la nostra Nina (che diciamocelo, altro che BdC - io mi sento di aver vinto al lotto!).
Ho pensato che se quelle erano le sensazioni che provavo io, forse sono anche un po' quelle di chi ora si trova nella situazione in cui mi trovavo io un anno fa.
Forse qualcuna ci si ritrovera'.
Forse qualcuna di voi sara' spinta a leggere questa storia che e' un folle e claustrofobico gioco di specchi. Dove almeno per un astuto capovolgimento di prospettiva, chi e' privilegiato dal dono della fertilita' e' in realta' imprigionato nel proprio corpo.

Comunque poi, a parte che vi ho tritato i maroni, volevo concludere dicendo che davvero, raccontata come ve l'ho raccontata io sembra drammatica e raccapricciante, ma vi assicuro che contiene dei passaggi davvero spassosi.

E ora, passo la parola a Margaret Atwood. Se avrete voglia di leggerla in inglese. Che altrimenti che tritatura di maroni sarebbe la mia?!

I used to think of my body as an instrument: of pleasure, or a means of transportation, or an implement for the accomplishment of my will. 
I could use it to run, push buttons, of one sort or another, make things happen. 
There were limits, but my body was nevertheless lithe, single, solid, one with me. 
Now the flesh arranges itself differently. [...] Inside it is a space, huge as the sky at night and dark and curved like that, though black-red rather than black. 
Pinpoints of light swell, sparkle, burst and shivel within it, countless as stars. 
Every month there is a moon, gigantic, round, heavy - an omen. 
It transits, pauses, continues on and passes out of sight, and I see despair coming towards me like famine. 
To feel that empty, again, again. 
I listen to my heart, wave upon wave, salty and red, continuing on and on, marking time.
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