mercoledì 28 settembre 2011

Attenti a quella banconota e altre cose Nor-ma-lis-si-me

Eccola qua, guardate che bella, la banconota da 500 euro: la piu' ricercata, la piu' elusiva, la piu' preziosa.
Ma al momento, diciamocelo, anche la piu' sfigata.
Che qui non si sa se la Grecia scoppiera', se l'euro andra' ammale, se tra qualche mese in Italia per comprare una pagnotta si dovra' andare dal panettiere con la carriola piena di banconote, o anche col lingotto d'oro.

E allora, in questo clima di confusione, Dear Husband mi ha appena comunicato il suo astutissimo pensiero.
Dice che dobbiamo evitare le banconote che cominciano con la Y, perche' a quanto pare, quelle son state emesse in Grecia. Quindi, si puo' dire che nel gruppo di euro-banconote, gia' sfigate di per loro, quelle con la Y sono le piu' sfigate di tutte. Nel senso che se la Grecia salta, poi quelle banconote li non valgono piu' niente (perche' andranno convertite in dracme, o soldi del monopoli, o monetine di cioccolato, non ricordo bene). Quindi, badate bene, lasciate perdere i piani di investimento, non ascoltate quella 'culona' della Merkel, date retta a Dear Husband: sbarazzatevi delle sfigatissime banconote. Immediatamente!
Spendete, datevi alla pazza gioia, o in alternativa, mandatele pure a me, che mi sacrifico. Ma mi raccomando: non tenetele li a marcire!
Eh, non c'e' che dire, sono fortunata ad avere un marito con un tale acume economico, vero?

Comunque, siccome le fortune non arrivano mai da sole, ecco qui un breve sunto degli altri, rocamboleschi, eventi di questa settimana.

Anzitutto, e' tornata Vanna Marchi dalle vacanze.
Tutta abbronzata e brillantinata, pronta a riprendere in mano il timone, dopo una deriva dovuta alla sua sostituta, una esile signorina con un filo di voce acuta e impercettibile (che neanche Tigro avrebbe potuto percepire i suoi ultrasuoni) che non ce la faceva proprio a mimare gli esercizi a bordo.
Insomma, in balia di questa gatta morta, attendevo con ansia perfino il ritorno di Vanna Marchi. La quale, mentre tutte le altre impanzate si immergevano in vasca, e vedendomi gia' immersa e gongolante a crogiolarmi abbarbicata all'unico jet dell'idromassaggio, mi chiede con aria innocente
"Ma tu sei dei nostri?".
"Maccome, ma Vanna, ma non mi riconosci? Sono Sfolli, la tua pupilla, il tuo fiore all'occhiello, il bersaglio delle tue sadiche mire valchirie!"
"Aaaah Sfolli, si si mi sei mancata, mi chiedevo 'Dov'e' finita la mia amica?'", dice Vanna, mentre agita le braccette ciccette mettendo in azione un moto perpetuo di mammelle sballonzolanti.
Bene, comincia la lezione. Vanna mi prende un piede e me lo riposiziona, non senza farmi notare che quel calletto li andrebbe curato, che poi senno' sai che guai quando dovro' stare in piedi tutto il giorno ad occuparmi di Picco.
Io dentro di me penso
'Sorridi Sfolli, tu non pensare e sorridi, e' tuto normale, nor-ma-lis-simo'.
Ma poi, la chicca della giornata:
"Dai, Sfolli, apri quelle gambe, che sembra che stai STRINGENDO UN PISELLO TRA LE GAMBE!"
O_o Bentornata Vanna, ci sei mancata O_o


Poi c'e' stata l'affanosa ricerca di un centro yoga che mi prendesse a fare lezioni normali, ossia non quelle di 'Motorieta' / Ginnastica dolce pre-parto".
Che io ormai le zen ciofeche le riconosco a mille miglia.
Io la sento la puzza di 'Incontro & Condivisione' spacciata per ginnastica.
A me non mi fregate, oh mie donnine finte hippie patite del Cerchio dell'Energia.
Io vi riconosco subito dall'aspetto un po' attempato, le labbra rifatte, la fronte al botox, il gioiello di lusso abbinato alla tutina rosa shocking e le scarpe bianche immacolate.

E lo so che voi e io non abbiamo nulla da condividere.

Io voglio fare yoga vero. Quello dove si suda, quello dove ci si stira la schiena su su in alto che piu' in alto non si puo', quello dove si sta in stirate nella stessa posizione per lunghi e interminabili minuti, quello dove impari che la mente e la respirazione possono comandare al di sopra del corpo che fa i capricci lagnosi, quello che ti addestra a rimanere solida mentalmente anche quando compare il dolore.
Quello, insomma, che ti prepara a partorire.

Ma la befana finto hippie del centro piu' radical chic del borgo pedemontano ha altre idee.
Lei dice che io, piu' che gli incontri di Armoniosa Condivisione e Catarsi Collettiva non potevo frequentare. Di fare attivita' fisica vera e propria, neanche a parlarne. Dice che ora devo cominciare a pensare a Picco e non a quello che voglio io. Che devo abbandonare questo atteggiamento egoista.
Ego-cosa?!
Mi sale il sangue al cervello, ma mi ripeto:
'Sorridi Sfolli, tu non pensare e sorridi, e' tuto normale, nor-ma-lis-simo'.
Le dico pacatamente che e' risaputo che l'attivita' fisica innesta un circolo virtuoso di benessere mentale e fisico, e che questo sicuramente a Picco fa bene. Che yoga, alla fine, lo faccio per Picco.
Lei scuote la testa e mi chiede che tipo di esercizio facevo prima di rimanere incinta.
Io le snocciolo i Magnifici Cinque: yoga, pilates, acquagym, aerobica, step (che come si dice dalle mie parti, sono studentessa e c'ho buon tempo).
Lei mi guarda tra l'incredulo e l'inorridito, e mi dice, testuali parole
"Ah, ma allora sei TROPPO SODA. Guarda che non va bene, poi fai fatica a partorire", e soddisfatta di questa saetta, scuote la testa accondiscendente facendo berluccicare gli orecchini d'oro massiccio.
Che dire, piu' che inchinarmi, non tanto per cotanta saggezza quanto per raccogliere la mascella ormai a terra, non posso che battere la ritirata.
E andare a srotolare i mio materassino nel primo parco che trovo nella mia ridente e illuminata cittadina.
Almeno li non devo sentire queste cazzate. E poi e' gratis.

lunedì 19 settembre 2011

Giochino

Tempo fa girava un giochino su Facebook. Era talmente carino e semplice che la mania dilago' in pochi giorni. Ora il giochino e' approdato nel mondo dei blog che frequento - grazie Cuor di Carciofo! - e io non ho potuto resistere al passaggio del testimone. In realta' le avevo scritto che l'avrei postato subito dopo aver pranzato con la pasta al gratin della Iena. Questo era due giorni fa. Non e' che io stia mangiando pasta al gratin da allora, neeeh (anche se sarebbe stato bello). Poi mi son anche fatta, tra l'altro, una pizza, un panino al formaggio, e svariati litri di yoghurt.
Ma come dice Cuor, sto divagando.
Quindi, incollo le poche regole:

Le non regole, liberamente interpretabili:

Copia la tua citazione, indicativamente della 5 frase (ma solo se è di senso compiuto, se no quella più vicina che lo sia) della pagina 56 del libro che hai più vicino o di uno che ti va di metter sotto un riflettore. Se non c'è una pagina 56, somma le cifre (11, 2..)

Linkati al post di Ci, se vuoi

Linka a questo post, se vuoi
Gioca e divertiti!
Se ti piace diffondi!

Buona lettura! 

Ed ecco il libro che ho qui sul tavolo della cucina (che quando mi alzo quelle millemila volte la notte a fare pipi', mi leggo anche un paio di paginette di questo autore inglese che racconta della sua vita in un piccolo paesino nord Italia):
In 99 per cent of cases they keep them outside; they do not like them coming into their houses and would not dream of having them sleep say, at the foot of their beds.

A chi volesse indovinare di cosa si tratta, svelero' il titolo e l'autore del libro (anche se non ve ne frega una cippalippa).
Olla, un giochino nel giochino: mi gira la testa. Un po' come quando misi in google la parola di ricerca 'google', e il PC mi risucchio' in un'altra dimensione, dove quei simpatici ometti verdi mi aspettavano al loro 5 o'clock tea party, e poi misero Barry White e i miei neuroni non furono mai piu' quelli di una volta...

domenica 11 settembre 2011

AcquaFit per impanzate

Ed e' arrivato il momento anche per me di partecipare a questo ameno rituale settimanale chiamato Acquafit per Impanzate.

Io a dire il vero non vedevo l'ora, che sono una drogata di endorfine da attivita' fisica, e questo ultimo mese di relocation in cui non ho avuto tempo (ma neanche ci sarebbero stati i corsi, che la gente normale ad agosto si da un attimo di tregua) l'ho passato in astinenza.
Astinenza soprattutto da instruttore Hitler, tipo quelli che ti urlano le sequenze di esercizi da fare, battendo le mani come degli ossessi, facendo Uno! Due! Tre! LA postura! Piu' veloce! DI PIU'! DAI, RAMMOLLITI! DAI PALLE DI LARDO! DAI!!!
Ecco, a me quelle robe li piacciono, quelle situazioni in cui ti dimentichi di te stessa, ti alieni dai tuoi pensieri, esci dalla tua mente e sprofondi nel comfort dell'anomimato. Quelle situazioni in cui sei solo un corpo qualunque che si lancia una sfida. Ma anche quelle situazioni in cui te le tirano dietro, ti motivano, ti assorbono le energie, non ti lasciano il tempo di pensare, di divagare, di perdere la concentrazione.
Diciamocelo pure, sono una masochista nata.
Non per niente da piccola Mimi Ayuara era il mio idolo.

Ma questa volta, ho davvero trovato pane per i miei denti.
Questa volta, al corso di AcquaFit c'era lei, Vanna Marchi.

E io che mi ero immaginata un'ostetrica precisina, di quelle appena uscite fresche fresche da mille corsi di specializzazione, tipo parto in acqua, naturopatia, massaggio neonatale, arte ostetrica, orgasmic birth, lettura chakra, tarocchi, cabala & Co. E poi mi ero immaginata una donnina linda e acqua e sapone, con coda di cavallo, polo bianca e leggings neri, come si addice ad un'impeccabile ammaestratri...ehm, addestratrice di palestra.

Invece no.
Tra tutte le ostetriche del mondo, io mi dovevo beccare Vanna Marchi.
Solo un po' piu' truccata di Vanna Marchi. E anche un po' piu' cellulitica.

E' ora di iniziare, e scendiamo in acqua.
Le altre serissime, anche un po' annoiate, come se stessero timbrando il cartellino e sedendosi al PC aziendale per l'ennesima volta.
Io tutta un sorriso a cento denti e un cercare sguardi d'intesa. Ma niente, nessuno mi si fila. Mi verrebbe quasi voglia di prenderle per le spalle scuotendole e dire:
"Ma vi rendete conto, che siamo incinte?!
No, voglio dire, IN-CIN-TE!
Impanzate, imbarazzate, knocked-up, future mamme!
E il fatto che siamo qui, ne e' la riprova.
Nel caso non ce ne fossimo ancora rese conto, essere qui e' un grandissimo privillegio. Ci sono donne che ancora non sono mamme e non vedono l'ora di unirsi a noi, a questo corso che sigilla il nostro essere impanzate. Noi dobbiamo sorridere, non la possiamo dare per scontata questa cosa, capitoooo?!"

Ma loro niente, non si guardano intorno, e come degli automi prendono posto in vasca, senza accorgersi di me, che per poco dalla felicita' non mi viene un coccolone.

Pero' Vanna Marchi si, eccome se si accorge di me. E vedendomi cosi sorridente e scalpitante, mi prende di mira. Mannaggia' a me.
Prima mi chiede come mi chiamo.
Mi chiamo Sfollicolatamente, dico io.
"Aaaah Sfollicolatamente, che bel noooome!"
E comincia a chiamarmi Sfolli, come se fossimo amiche da sempre (che voglio dire, voi avete il diritto di chiamarmi cosi, perche' mi avete 'battezzata', ma le altre gggno!), mentre con un gesto vago e impreciso ci indica di fare un giro di vasca, a cavallo del nostro salsicciotto.

Ad ogni singolo giro di vasca, passo sotto la sua imponente figura che, dall'alto del suo trono, ci mima le posizioni divaricando le sue gambe varicose. Che voglio dire, manco aveva un paio di pantaloncini. E si vedeva di tutto e di piu'.
Io cerco di fare l'indifferente, di metter su quella faccia anonima e concentrata che sono solita avere nelle lezioni stile Hitler. Ma lei non mi molla. Lei ad ogni giro fa partire un ululato:

"SFOLLI! Ma cosa fai! Non cosi! Guarda me, guarda guarda!!"

E divarica le gambe, e le agita all'aria come un granchietto capovolto e agonizzante.
Io sorrido, e dico "Aaaah, si si certo, ho capito". E mi dimeno a destra e a manca, improvvisando, perche' in realta', i movimenti sono cosi diversi dall'Acquagym a cui sono abituata io, che non so da dove cominciare.
E mi inevitabilmente, in questo brancolare nel buio, mi viene da trattenere il respiro.

"SFOLLI!", tuona Vanna Marchi.
"Ma cosa fai! No! Non cosi! Tu devi respirare, ti devo veder fare le bolle!"

(Io, sempre piu' terrorizzata, immergo il mento e accenno a due timide bolle)

"SFOLLI! Noooooo, non cosi! Io voglio vedere le tue labbra che dicono Vaffanculo! Ma ti devo proprio dire tutto, eeeh?!"
(Io "...?!...O_o")

Nel frattempo, mi comincia a scappare la pipi', che ormai ho un'autonomia di circa mezzora, non di piu'. Ma decido di tenerla: tutto piuttosto che attirare l'attenzione. e Picco pure, si sta svegliando dal letargo, e comincia a tirare i calcetti. Ma io niente, in modalita' automa. Ce la posso fare. E insomma, tra una tuonata di Vanna e un calcio di Picco, finisce la lezione.
Scatto in bagno. Non mi prendo neanche l'asciugamano perche' mi scappa troppo. Non c'e' un attimo da perdere. Detto fatto, mi fiondo in bagno, mi calo la spallina del costume e....SPLOSH! Mi cade la chiavetta dell'armadietto nel buco del vespasiano. Avevo messo la chiavetta nella coppa reggiseno del costume.
Noooooooo
Attimo di perplessita' e attonito sconforto.
Mi passano per la mente scenari fantozziani. Tipo io che mi faccio prestare mega pinzoni e mi metto a ravanare nel bico del bagno, un misto tra splatter alla Trainspotting ed intermezzo surreale in Pollon - ve lo ricordate quello in cui quando arrivava un momento clou nella storia, saltavano su queste esilaranti quanti inutili creature munite di tenaglie da dentista?

Oppure le stesse tenaglie che vengono applicate al mio povero lucchetto nuovo di zecca, costo TreEuriECinquanta, squartandolo in mille scheggie sfavillanti.
Poi mi torna in mente che mi scappa, mi scappa tanto, e vado allora nel bagno accanto. D'altra parte, in questi momenti in cui la natura chiama, non si puo' che diventare un po' fataliste alla Rossella O'Hara: Domani e' un altro giorno.
E niente, alla fine il lucchetto me l'hanno sventrato, e io ne ho comprato un altro. La prossima volta, pero', col cavolo che mi metto la chiavetta nel petto - per quanto rigoglioso. La prossima volta mi porto una bella spilla da baglia, e me l'attacco all'asciugamano. E sicuramente andra' meglio. Anche perche', mi dicono, Vanna Marchi e' in vacanza. La speranza e' l'ultima a morire...

PS Poi ho questo pensiero che da qualche settimana volevo condividere, ma non mi sembrava mai il momento giusto...Ecco, visto il tema scurrile e splatter di questo post, che ormai vi ho reso prosaica pure Rossella O'Hara, volevo dire che...Picco si e' fatto sentire.
Ha cominciato battendo un colpo, poi due, poi tanti, ad ogni ora, ma in modo del tutto imprevedibile. Io all'inizio non ero per niente sicura che fosse lui. Mi sentivo la pancia che si muoveva un po', ma giu' giu' in profondita'. E mi chiedevo "Sara' Picco?".
Ma poi scuotevo la testa e mi dicevo che no, non poteva essere Picco, perche' non sentivo quelle famose sensazioni di bollicine nella pancia, o di sfarfallio, e tutte quelle immagini romantiche che si sentono raccontare da future mamme estasiate. Io sentivo....come dire...come dei movimenti intestinali....Avete presente quella sensazione quando non andate da un po', e avete l'intestino teso, e sentite una massa che si muove...Ecco! Io quello sentivo.
Che donna degenere, vero? Okkey, mea culpa mea culpa. Pussa via pensieri scurrili.
Comunque e' tutta colpa della placenta placentosa, come dice La Tina, cioe' la placenta anteriore, che mi distorce le percezioni, veroooo?

lunedì 5 settembre 2011

La Morfologica


Il giorno dopo quello dello sclero era il Giorno della Morfologica.
Arriviamo al reparto preposto, muovendoci ancora un po' incerti tra impegnative, accettazioni, e strane macchinette dove ritirare il magico numerino d'attesa, che piu' che macchinette sembravano la Bocca della Verita', ci ho messo la mano dentro un po' titubante, sperando di riaverla indietro al piu' presto possibile.




Mentre aspettiamo, Dear Husband mi scorge a mangiarmi le unghie con grande concentrazione e dedizione. Mi dice di rilassarmi, che non e' il caso di disossarmi le mani per un'ecografia. Io rispondo che e' da quando sono nata che mi mangio le unghie, ma solo quelle della mano destra, perche' con la sinistra non riesco a maneggiare le forbicine.
Ma sotto sotto lo so, che sono in ansia.
Mi chiedo se Picco avra' tutti gli organi che gli/le servono, se sono al posto giusto, se ce la posso fare a tenere un Picco con gravi malformazioni.
E soprattutto, mi chiedo, per la millemillesima volta, se le mie uova sono state all'altezza, o se sono irrimediabilmente scadute come sentenziarono i grandi luminari.

Finalmente arriva il nostro turno, e un signore sulla cinquantina dalla barbetta a punta e gli occhi glaciali punteggiati da sopracciglia a forma di accento ci fa cenno "Venghino signori venghino, accomodaaatevi". Mancava anche che si strofinasse le mani tutto ingobbito, e sarebbe stato la perfetta impersonificazione di Mefistofele.

Noi ci accomodiaaaaamo, e snoccioliamo date e informazioni su FIVET, data presunta di parto, ecc.
Si discorre un attimo di questo e di quello, e Mefistofele detta alla sua assistente, un'ombra imprecisata che si aggira silenziosa per la stanza semi-buia: "Stimolazione ovarica per sterilita', bla bla bla...". E io non sento la fine della frase, perche' rimango di stucco alla prima parte.
Quella sulla Sterilita'.

Io questa parola, vi sembrera' strano, ma non l'avevo mai sentita dire riferita a me medesima.
In tutti questi anni di peripezie mediche, nemmeno le Lobotomizzate avevano usato questa parola.
Infertilita' si, problemi a concepire anche, ma STE-RI-LI-TA' no, quella proprio NO.
Io il mio corpo non l'ho mai visto come sterile. Nel mio corpo ci sono un'infinita' di processi biologici complessi, di batteri, di secrezioni, di umori, di odori, di sinapsi, di instancabili ricambi cellulari...
E questa la chiamiamo sterilita'? Ma sterile sarai tu, Mefistofele dei mie stivali, che non sei in grado di concepire un vocabolario adeguato, un pensiero appropriato, una reazione semi-complessa davanti all'evidenza del mio pancione!
Gia' pensavo di prenderlo a panzate, tipo buttandomi su di lui a volo d'angelo - che ormai la mia panza e' un'arma letale, che da aprile ho messo su un imponente 5 Kili di corazzata Potemkin - ma era gia' ora di dare inizio al grande toto-ecografia.

E gira la ruota, si stente il cuore.
Ma non il solito Ciuff Ciuff. Questa volta era piu' un Quack Quack. Evidentemente sono tempi duri anche per Mefistofele, e di necessita' virtu, mi si e' dovuto adattare un disco del Ballo del Qua Qua a uso ecografia.



Da li e' stata tutta una grande libidine. Una voluttuosa rotolata in discesa su prati in fiore, sole che mi accarezza la pelle scoperta, profumo d'erba fresca, canto di uccellini, morbidi scoiattoli che mi attutiscono la rotolata e altri animali pelosi che mi solleticano la faccia con la loro lingua bavosa...e poi grande finale con atterraggio in triplo carpiato in piscina termale con cameriere che discretamente mi porge un Martini e si dilegua in silenzio, mentre i delfini (massi', dai, i delfini della famosa razza Delfinum Termarium) mi si stronfinano addosso facendomi le feste. Ah si, c'e' anche Dear Husband che mi massaggia le piante dei piedi di mi dice che sono Altissima, Purissima, e Fertilissima.
E soprattutto che non vaneggia di cucine Scavolini.


Quindi, dopo il battito, altro giro di ruota.
Tocca al cervello: presente.
E datemi una ola per favore, che abbiamo pure il cervelletto, che non ci facciamo mancare niente, noi!


Poi, gira la ruota, e compaiono Stomaco, Vescica, e Reni.
Altra ola da stadio please :-)


Gira la ruota, e compare il femore. Lungo e ranocchioso. Che gia' eccitato da tutte queste ole, mi tira un bel calcio in vescica. Tanto per gradire.
Bello Picco, tenero amore di mamma sua.


E niente, non manca nulla all'appello. Neanche lo spuntino pomeridiano, che all'inizio dell'ecografia lo stomaco era piccolo e vuoto, mentre alla fine era bello tondo e pieno.
Non soddisfatto, Picco con grande nonchalance spalanca le fauci e ci butta li un mega sbadiglio. Di profilo, sembrava un Pac-Man, tanto era grande la bocca spalancata in confronto al resto della testa
(che comunque ovviamente era gia' di notevoli dimensioni, essendo Picco dotato di un cervello da dottorando, of course - anche se io qui lo dico e qui lo sottoscrivo, se Picco da grande intraprende la carriera accademica, scatta il diseredo immediato. Altro che accademico: a fare l'idraulico e  guadagnarsi la pagnotta, deve andare lui. E se e' una lei, a fare la velina, e senza discutere!).
E insomma, tra gozzovigliamenti e sbadigli, mancava solo che si grattasse la panza e ci tirasse un bel rutto, che lo show sarebbe stato perfetto.

Ma e' Picco che e' perfetto. Che con le sue cinque ditina che mi fa maramao e gioca a nascondino dietro la mia placenta. Perche' a quanto pare, la Sfolli-placenta se ne sta davanti, a fare da cuscinetto ai calci di Picco. E sara' per questo, o sara' che non ho termini di paragone, mi rendeva un po' difficile credere che fossero i movimenti di Picco (come Clara V), Ma questa e' un'altra storia....

E poi c'e' anche la storia del mio primo blog incontro, con Marica e Ilaria Pedra, e l'emozione e le loro storie rimarra' con me ancora per un bel po'. Sono ancora qui che sorrido a cento denti. E se ora sorrido a cento denti, chissa' quanto mi si sloghera' la mascella, quando avremo tutte e tre coronato il nostro sogno, e ci rivedremo, rideremo, ci abbracceremo, e sara' come se il tempo si fosse fermato in un istante di pura gioia...

domenica 4 settembre 2011

Implosioni e Fughe di Casa (ma anche Morfologiche andate bene, coming soon...)

E anche il Grande Drago Sputafuoco della Morfologica e' stato domato.

Meno male che le notizie sono state tutte belle e rassicuranti, perche' dopo le ultime settimane di scleri familiari, cominciavo a perdere il mio Sfolli-aplomb.
Cioe', va bene i muri di Berlino, le respirazioni yoga e le bolle autistiche, ma alla lunga la forza di volonta' vacillava. Ed il fiato per gonfiare la bolla veniva meno, la bolla si faceva sempre piu' piccola, mi stava stretta, tanto che piu' che una camera di protezione/decompressione, cominciava a doventare una celletta soffocante.

E togli il blog perche' si deve scappare in montagna lontano dal caldo e dal Gufo e la Iena, talmente lontano su su sui monti con Annette, che i criceti del computer mi sono andati in iperventilazione e non ce l'hanno piu fatta a caricare internet.
Poi togli la routine di gente e cose stimolanti che mi ero lentamente costruita, bollicina dopo bollicina, nella Landa di Robin Hood.
E ancora togli quello stipendio e mezzo che ci dava autonomia economica.
Infine aggiungici un appartamento stile Famiglia Addams che fu al tempo della beneamata prozia Arsenico e Vecchi Merletti, 50 scatole da sistemare e altrettante di quella che qui si chiama 'fuffa' da buttare.

Il risultato era una situazione di labilita' psicologica che un contatto di 24 ore su 24 con Dear Husband sicuramente non potevano che incrinare ulteriormente.
E insomma, la bolla era li, sempre piu' piccola, pronta a implodere da un momento all'altro.

Infatti settimana scorsa sono implosa.

Basta Dear Husband e le sue smanie di ristrutturazione
("Ma perche' anziche' investire quegli ultimi soldini nostri belli in una vettura che ci potra' portare all'ospedale e indietro al fatidico momento, o anche solo consentire di fare spesa al discount piuttosto che lasciare due litri di sangue al minimarket cittadino, non li buttiamo tutti giu' dal cesso e ci compriamo una bella cucina nuova?"; "Ma perche' non mettiamo un bello strato di linoleum sopra questo marmo prezioso e che fu messo dalla tua Sfolli famiglia a prezzo d'oro, che cosi non solo sigilliamo la polvere che esce da ogni spiraglio, ma lo preserviamo anche meglio? (tanto poi se anche ci si dovesse sputtanare il marmo, hai presente il linoleum che grande effetto moderno)";
"Ma perche' non vendiamo questa vecchia topaia e non ci giochiamo tutto in borsa, che vedrai che poi con i miliardi che si guadagnano al giorno d'oggi in borsa, ci facciamo la casa in collina?",
e cosi via)

Basta Gufo e Iena che minano la nostra relazione e sanita' mentale
(e qui basta un lapidario "Ma perche' non ti sei fatta suora invece che sposarti Dear Husband?", in loop)

Basta notti insonni.
Basta bruciore di stomaco.
Basta rancore soffocato.
Mi sono detta che non me lo potevo permettere. Che in condizioni normali, avrei potuto chiedere al mio corpo di stringere i denti e tirare avanti, mediando, traducendo, interpretando, smussando, bilanciando, compromettendo. Ma con Picco in pancia, piu' che cercare compromessi in famiglia, avrei rischiato di compromettere la sua salute.

E allora che fare?
E allora ho buttato due cose in valigia, ho spiegato a Dear Husband che avevo bisogno di cambiare aria, che non me ne stavo andando ma semplicemente passavo la notte fuori, e sono uscita a farmi un giro in auto (che se anziche' quella avessimo preso la cucina nuova, piu' che contorcermi stile Cuccarini e infilarmi sotto l'isola cottura in lattice di legno ecologico idrofugo, air bag, climatizzatore, turbo silenziatore e massaggiatrice thailandese incorporata, non potevo fare, e dalla casa della Famiglia Addams non me ne andavo piu').
D'altronde Dear Husband l'ha presa bene - mi ha solo detto che ero da manicomio e mi dovevo fare curare. Okkey.

D'altronde neanche dal Gufo e dalla Iena volevo andare, che come minimo mi implodevano ancora di piu' con le loro domande e gli 'Ecco te l'avevo detto'.
E allora mi sono fatta un lungo giro in auto, a riflettere sulle mie pene e mangiucchiare focaccia (che profuga si, ma affamata no!).
Poi alla fine sono capitata davanti a casa del Gufo e della Iena.
D'altronde mi scappava troppo la pipi' e non ce la potevo piu' fare ;-)
Li e' successo il miracolo. Senza fare domande, mi hanno fatta entrare, mi hanno dato due lenzuola, e mi hanno detto Buonanotte.
E amen, ho recuperato le mille ore di sonno perse, e poi la mattina sono tornata nella casa della Famiglia Addams, per vedere che aria tirava. Tutto tranquillo. Niente puzza di scleri. Tutto come se non fosse successo niente. E con grande aplomb, Dear Husband e io siamo messi a ripulire casa.
D'altronde in UK si fa cosi.

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