venerdì 19 agosto 2011

Tigro Odyssey

Qui il tempo mi elude come un moscerino nella coca cola, scivolandomi tra le mani peggio di un'anguilla che si dibatte fuor d'acqua, o del Tigrone quando cerchiamo di acchiapparlo per fargli il bagno (capita raramente, ma capita).
Vi avevo promesso che avrei raccontato di Tigro gia' ieri, e invece poi non ce l'ho fatta.
E' che siamo tornati in citta', al borgo pedemontano, e fa caldoooooo, un caldo micidialeeee. Per quanto il Gufo si ostini a dire che "Oooh, questo e' niente in confronto all'estate del 2003", Fa-Caldo.
E fare qualsiasi cosa costa fatica, sudore ed energie.
Soprattutto se si tratta di burocrazia, e in questi giorni di faccende burocratiche da sbrigare ne abbiamo tante, io e Dear Husband. Che poi ogni cosa e' un carosello di uffici e code inutili, perche' io non mi ricordo come funzionano le cose qui in Italia, Dear Husband non se lo puo' sognare, e alla fine perdiamo tantissimo tempo a fare la trottola da un ufficio all'altro. Faticaaa.

Meglio tornare a Tigro, che lui si che mi rinfresca i pensieri e mi manda le endorfine all'utero (Picco, se ci sei potresti anche battere un colpo, cosi giusto per gradire...).
Tigro, supremo maestro zen.
Tigro, l'illuminato.
Tigro, colui che e' sopravvissuto all'attacco delle pulci in Terra di Robin Hood.
Tigro, colui che per di conseguenza fu costretto, ancora in Terra di Robin Hood, ad indossare il cono della vergogna,


gettandolo non solo in uno stato di grande confusione e disorientamento, ma anche condannandolo ad una perenne retromarcia, nel vano tentativo di liberarsi del maledetto cono anti-grattamento. Sembrava una macchinina telecomandata, ma inpazzita. La sequenza era questa: cammino all'indietro, sbatto contro qualcosa, miagolo indignato, cambio direzione, cammino all'indietro, eccetera, in loop.
Eccolo qui, il Tigrone inconato, in un momento di pausa dalla sua routine autodistruttiva, mentre medita di telefonare al Telefono Azzurro dei Gatti, per denunciare questa inaudita efferatezza...


...per poi passare ad elucubrazioni suicide, tipo buttarsi dall'alto dei 70 cm del nostro (ex) divano...





...per poi concludere che i piani suicidi possono aspettare, che e' ora di una spa session "chez Dear Husband".


E infine, Tigro, colui che al terzo giorno di cono resuscito', finalmente guarito da ogni piaga, e non fece in tempo a godersi la nuova liberta' che era gia' arrivato il momento di partire.

Due ore in autostrada a ululare, seguiti dall'ingresso a Heathrow, altrimenti detto il Girone Infernale dei Gatti, venti minuti in cui il volto di Tigro si trasforma in una maschera di terrore, con tanto di occhi vitrei fissi nel vuoto, fauci spalancate, respiro affannoso e tremore mortale. E li devo confessare che ho temuto il peggio.

Finche', finalmente, non ci lasciano entrare nell'area check-in per "bagagli speciali", dove ci accoglie un gentile ed elegantissimo signore in giacca e cravatta che mi intima gentilmente di rimuovere Tigro dal trasportino, per facilitarne l'ispezione - perche' l'omino, in quanto ispettore, era pure pedante e non si accontentava di far passare il trasportino con Tigro dentro sotto il metal detector, no!, lui doveva far passare il trasportino vuoto, e poi anche la lettierina a parte, perche' si sa, i terroristi sono espertissimi nel nascondere le bombe nelle cacche di gatto.
Io gli rispondo serafica che non e' possibile, terribly sorry, perche' la creatura si era prontamente fatta la pipi' addosso durante il viaggio, ed essendo io gravida, mi era assolutissimamente proibito toccare il malefico untore in queste condizioni. E fu cosi che l'omino pedantino si dovette infilare un bel paio di guanti e spupazzarsi il Tigrone piscione, il trasportino, e poi anche la lettiera - e vi assicuro che neanche quelli erano un bello spettacolo.
Oh le infinite vie goduriose di sfruttamento della gravidanza!

Appurato che Tigro non nascondeva bombe, e neppure la sua cacca - per quanto letale essa sia - mi vedo costretta ad affidarlo nelle mani degli omini addetti al carico stiva. E cuore di mamma passa un paio di ore abbastanza irrequiete, leggendo storie di gatti, girando e rigirandosi sulle seggioline del gate, e importunando chiunque le passasse a tiro indossando una giubba catarifrangente chiedendo se aveva per caso caricato la stiva dell'aereo Alitalia tal dei tali, e se c'era anche un gatto di 6 Kg che assomigliava a Giuliano di Kiss Me Licia.


Finche' uno degli omini preposti non mi risponde che si, effettivamente ha appena caricato un gatto rosso, grande,
e <3 Bello <3
E io immediatamente vedo cuoricini e stelline, e dico "Si! SI! E' il MIO GATTO, e' lui, e' LUI!!".
E mi metto tranquilla.
Saliti a bordo, guadagnato il mio posto subito dietro la business class (io povera donna gravida avere bisogno di spazio extra), sento odore di Tigro. I sensi infallibili di GravidWoman le dicono che Tigro risiede esattamente sotto il suo sedile.
Okkey, tutto sotto controllo.
Pilota (no, non il donatore, quello me lo immagino pilota Ryan Air, chissa' perche' - sara' che nella mia mente gli stipendi Ryanair sono da fame e chi ci lavora deve pure arrotondare in qualche modo), procedi al decollo. Check.

Atterrati in Italia, ritrovo Tigro, solo e abbandonato, al ritiro "bagagli speciali". E mi metto ad ululare che poooovera bestia, e se me la rapivano, bella gioia mia preziosissima?! A me le scene delal Magnani e della Loren in Madre Coraggio mi fanno un baffo. Io si, che so attirare l'attenzione su me stessa.

Comunque, siamo arrivati alla fine del calvario, e la taglio corta perche' vi immagino stremate anche voi.
Il viaggio in taxi dall'aeroporto a casa fila tranquillo, e ne deduco che Tigro si sia o calmato, o sdrenato, o rassegnato ad una morte lenta e dolorosa.

Comunque poi ce l'ha fatta pagare, l'infingardo, perche' nei due giorni successivi all'arrivo, dalla sua prigionia in bagno (che cosi si adatta ad una stanza alla volta blablabla), ha pensato bene di fingere incapacita' a fare la pipi'. Proprio non c'era traccia di pipi in giro. Per quello l'ho portato dal vet - IlSignoreSiaLodato per i Veterinari Italici SuperBonissimi. Il quale con aria beffarda ci dice che la vescica e' vuota, per cui lui la pipi' l'ha fatta, eccome se l'ha fatta.
E dove l'avra' mai fatta? Ma giu' dallo scarico della vasca, of course, lui e' un gatto pulito, che mi credevo?
Shock Horror.

E niente, lui alla fine dei conti, ci ha fregati tutti.
Lui allo stress della casa nuova fa spallucce (infatti masculo e'), e se la gira piu' baldanzoso che mai. Ogni due passi, siccome fa caldo, si lascia cadere con fare melodrammatico sul pavimento a piastrelle, e ci fa l'estremo onore di porgerci la panza. E noi procediamo al rito dell'adorazione del Tigrone Imperatore, ossequiosi e riconoscenti.

E tutto e' bene quel che finisce bene :-)

mercoledì 17 agosto 2011

Di godurie impenitenti e Grandi Mammelle

Qui la dieta del lottatore di sumo imperversa.
A parte che l'altro ieri era Ferragosto e giustamente mi sono abbandonata a pantagruelici gozzovigliamenti comprendenti svariati piatti di pasta e - oh my god oh my god - una fondina piena di polenta taragna, alla faccia del temutissimo e pericolosissimo formaggio molle in essa contenuto (ma era cotto, quindi si puo', mi ingannavo mentre con aria sognante e satolla trangugiavo l'ultima cucchiaiata intrisa per bene nel 'puccino' di burro).
Pure oggi, mi sono praticamente scodellata mezza torta sbrisolona.
Cioe', una cosa che credo sia paragonabile alla sbrisolona, perche' questa l'ho fatta usando la ricetta inglese di Nigella Lawson, ed essendo una ricetta di Nigella, non poteva che contenere quantità indecenti di burro, zucchero, panna e altre godurie.
Io in effetti me la immagino, Nigella, che sguazza beata e impenitente in un'oasi di panna spumeggiante, tra fontane di vellutata cioccolata fondente e vasche di zabaglione voluttuoso, avvolta da nuvole capricciose di zucchero a velo e sciami di bollicine di spumante doc.


D'altra parte, non sono mai riuscita a prenderla seriamente come cuoca, la Nigella Lawson. Anzi, mi stava pure antipatica fino a poco tempo fa. Poi ho imparato a vederla come una porno star alla quale capita di cucinare di tanto in tanto, e da li mi e' stata molto piu' simpatica. Youtube e' pieno di video di lei che si diletta a cucinare ditalini (e qui mi attiro consapevolmente e masochisticamente sciami di pervertiti grazie a questa nuova elegantissima tag), che sottolinea l'importanza di avere sempre in borsetta una piccola frusta per uova, e che si abbandona lasciva ad una profusione di mmmhh e aaaaahhh mentre prova salse, sughini, intingoli e quant'altro. Non c'e' ingrediente che non le faccia socchiudere le palpebre voluttuose pronunciando la sua parola d'ordine "I llllooooove [che so, peperonata con aglio e acciughe, o altre robine leggere cosi]".




E insomma, io all'alba della 19esima settimana sto dando de mio meglio per emulare la mia nuova eroina Nigella. Non solo mi sono abbandonata ai piaceri della cucina, ma anche fisicamente da donnina ossuta e nervosetta mi sto trasformando in matrona imperturbabile e, sopratuttto, gran tettona.
hahahh tutto sto giro di parole per arrivare qui. Al punto nodale della questione.

Ladies & gentlemen, Habemus Tettam!

Io Sfolli, sto acquisendo un frontale parecchio sfacciato.
Io che prima avevo una prima scarsa, io che il reggiseno lo usavo solo quando volevo fingere di avere un qualche volume per le occasioni speciali.
Io che innumerevoli volte, quando si parlava di allattamento, mi sono dovuta sorbire le rassicurazioni del sapientone di turno, che si sentiva in dovere di sottolineare che "Nonostate io fossi piatta, non c'era da preoccuparsi, che poi per l'allattamento ce l'avrei fatta anch'io". Grazie mille, oh gran cervellone: senza di te io sarei ancora qui a dibattermi tra dubbi e tormenti sulla capacita' delle mie tette di svolgere questo compito. Grrrr.
Non che il compito di allattare sia particolarmente elementare, come soprattutto ho scoperto leggendo Pessime Mamme. Ma da li a mettere in relazione la capacita' mammellare con la capacita' di produrre latte, ce ne passa.
A-ri-grrr.

Comunque, fatto sta che ora non mi vengono piu' offerte perle di saggezza di questo genere.
Ora piu' che altro sono io a chiedere consiglio alle commesse dei centri commerciali, implorando un consiglio sulla mia attuale taglia. E finalmente sono arrivata alla conclusione che sono, udite udite, una 38B. Per i non addetti al settore, si vocifera che questo corrisponda addirittura ad una quarta (?!).

Grande giubilo generale.
Osanna osanna allelujah allelujah.

Dovrebbero mettere, qui in montagna dove sono ora, delle piccole stazioni lungo i sentieri, dove una possa andare a portare che so, un reggiseno dismesso, per rendere lode alla Grande Mammella per la grazia ricevuta.
Non avrei mai osato sperare in tanta abbondanza. Godiamocela finche' dura, visto che poi mi dicono che la situazione prima o poi tornera' inesorabilmente alla casella di partenza. Spesso pure meno. Spessisimo con un dramatico calo di tonicita'. Ma per ora: think positive, think Grande Mammella.



Oltre a Nigella, poi, c'e' l'altro mio mantra, che in questi giorni di ozio da rientro mi accompagna sornione sulla strada dell'imperturbabilita'.
E chi altri potrebbe essere se non Tigro, il maestro zen per eccellenza?
Ma di lui vi parlero' domani, che ora non posso resistere un altro secondo alle lusinghe della cioccolata calda che mi aspetta di la.
Mmmmh.
Aaaahhh.
I loooove hot chocolate.

mercoledì 10 agosto 2011

Di Bolle Autistiche, Spallucce & Capsule Salvavita

Eccomi eccomi!
Oddio quante cose ho da raccontare, mi si accavallano tutti i pensieri, ho i neuroni imbizzarriti, mi si sono "incrociati i diti" come diceva Fantozzi...è che ogni mattina io mi svegliavo piena di post per la mente - volevo raccontarvi degli ultimi giorni nella Landa di Robin Hood, del viaggio, del Tigrone, del rientro, ma soprattuto dei Picco, dell'eco, e delle Nuove Avventure di Sfolli in ASLand.

Ma poi, com'è come non è, arrivava sempre qualcosa a sabotarmi la giornata: internet che non funzionava, poi la chiavetta anteguerra della Iena, che funziona solo sul suo portatile, il quale notoriamente ha un motore a criceti - narcolettici per di più, per cui sul più bello, quando sto per scrivere o salvare un messaggio, mi si addormentano e zac, perdo tutto.
Che poi sembra una scusa patetica, tipo "Il cane mi ha mangiato i compiti", oppure "C'è stata l'invasione delle cavallette", oppure la mia storica scusa al liceo "Mi sono caduti gli appunti nella vasca mentre facevo il bagno". Ma tant'e', e' la verità.

Se in più ci aggiungiamo un appartamento in totale disuso (quello dove ci siamo trasferiti, of course), tutti i nostri averi in 50 scatole affastellate ad minchiam sul pianerottolo, il Gufo e la Iena che non perdono occasione di litigare tra di loro e, già che ci sono, di attaccar briga con Dear Husband, e Dear Husband che dal canto suo sbarella quando il termometro segna più di 23 gradi, allora capite bene che la situazione non sia stata delle più rilassanti ultimamente.

Non per niente, all'eco di mercoledi scorso Picco ci ha fatto spalluccia e non si è fatto vedere in faccia.
"Tiè, vi sta bene", mi è venuto da dire,
"Tu Gufo ad ogni minimo cambiamento della tua routine ci minacci di farti venire un infarto? Tu Iena ti ostini a dire che siamo tutti dei lavativi smidollati? Tu Dear Husband sbarelli al ritmo di un passo falso in famiglia per ogni grado del termometro che sale? E allora arrangiatevi tutti, che io Picco ne abbiamo abbastanza".

Soprattutto io, che al contrario della pischella che 10 anni fa, quando Dear Husband si trasferì in Italia per la prima volta, si lasciò inquinare l'animo per mesi, tra preoccupazioni e conflitti familiari, ora sono una donna incinta che non si può permettere di sprofondare nel vostro pantano.
Costi quel che costi - immediata immersione di testa nella sabbia, elevazione di muro di Berlino, gonfiaggio di bolla autistica, ed esercizi di respirazione yoga alle due di notte compresi - io non lascerò che voi tutti importuniate Picco con le vostre paturnie.

E pure Picco fa la sua parte, appunto, facendoci spallucce e non lasciandosi fotografare. Non c'è che dire, sono già oltremodo orgogliosa del mio piccolo, imperturbabile Buddha.
Che tra l'altro cresce da dio, come dice la nostra nuova ginecologa. Eh si, perchè da ora in poi, addio midwives!, addio Lobotomizzate!, ladies & gentlemen, please welcome Dottoressa P., aka Sacerdotessa del Sapere! Che per quanto non possa ambire a reggere il confronto con il nuovo veterinario, un esemplare di quei gran bonazzi italici che in UK manco mi ricordavo più che fattezze avessero, pur sempre un gran donnino rimane.
Tanto che io abbagliata da cotanto sapere, capacità di ascolto, di sintesi, consapevolezza e rassicurante pacatezza, mi sono già convinta che devo assolutamente partorire nel suo ospedale. Si si, quell'ospedale li: quello piccolo, distante millemila ore di viaggio a dorso d'asino, dove i bambini prematuri li gettano dalla rupe, ecco, io li voglio partorire, sotto l'ara protettrice di Sacerdotessa del Sapere.
Mi sembra una scelta ragionevole e ben ponderata, vero?
Sono sicura che WonderP, alla quale sarò eternamente grata per aver graziosamente interceduto affinchè io avessi udienza dalla Sacerdotessa, non potrà che essere d'accordo con me (o forse mi toglierà il saluto, che magari anche lei ha partorito nel medesimo ospedale?)....

Insomma, Sacerdotessa dice che Picco cresce bene - tanto bene da averci anticipato la EDD (estimated delivery date?) dal 9 gennaio al 3 gennaio. Data che incidentalmente è la stessa della mia amicissimissima amica Volpe, ora in attesa del suo Intruso n. 2 (la quale Volpe ebbe a suo tempo il santissimo tatto di non condividere la notizia della sua gravidanza quando ero ancora sul Chi va Là, nelle prime 10 settimane di gravidanza, dimostrando una sensibilità per la quale sarò anche a lei grata for ever and ever).

Ora, se a questo e all'episodio delle spallucce autistiche noi aggiungiamo il fatto che da due settimane a questa parte mangio per un esercito di lottatori di sumo, e comincio anche a prenderne le somiglianze, io non posso che trarre la seguente conclusione: Picco è maschio.
Deve essere maschio per forza. Mi sembra una conclusione che scientificamente parlando non fa una piega (non per nulla ho un dottorato, neee), vi pare?
Mi manca solo la conferma empirica, un piccolo dettaglio assolutamente trascurabile. Conferma empirica che non avrò (se va tutto bene), per altre 22 settimane, visto che Dear Husband si rifiuta di sapere il sesso di Picco. Io volevo anche farmelo dire dalla Sacerdotessa, chessò, sotto forma di enigma. Ma anche in dialetto locale mi sarebbe andato bene. Purtroppo però poi so bene che, da brava gnorry, non riuscirei mai e poi mai a tenermi il segreto.

E poi mi voglio gongolare ancora un pò nell'incertezza.
Se fosse maschio sarebbe bellissimo, perchè in base ad assodatissmi assiomi scientifici, assomiglierebbe a me. D'altra parte, una volta raggiunta l'adolescenza, lui, i suoi foruncoli e le sue scarpe da ginnastica puzzone non mi lascerebbero scelta alcuna che inserirlo nell'apposita capsula salvavita e spedirlo al di là dell'atmosfera terrestre fino al raggiungimento della maggior età.
Se, d'altro canto, fosse femmina, il mio cuore sarebbe ricolmo di altrettanta felicità, perchè, come sostengono Science, Nature, Cosmopolitan e Girl Scout Today, le femmine sono più gestibili e comunicative. Salvo poi, una volta raggiunta l'adolescenza, correre il rischio di avere una mina vagante in minigonna e rossetto che elargisce baci in cambio di sbronze e conferme. Nel qual caso, la capsula salvavita ci tornerà utile per teleportare la suddetta nel convento di Canossa - a tempo indeterminato.

Che dite, meglio lasciar fare al destino, e sguazzare nell'idea astratta di un Picco dalle fattezze indefinite per ancora qualche mese, vero?
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