venerdì 27 maggio 2011

Di ramarri, frequenze, e 'tuorli'

Il Picconatore/Ramarro C'E'!
L'abbiamo visto con i nostri occhi, lui e i suoi 1.2 cm di morbidezza!
E c'era pure il battito! E andava pure forte! L'agente F.B.I., come al solito, non era prodiga di parole, e se ne stava li in silenzio a cercarmi l'utero (?!). Finche' l'ha trovato, e si e' vista sta cosetta al monitor, che pulsava...e ha proferito uno stitico "Questo e' il battito".
E io, che fino a quel momento ero rimasta un tronco umano, gelida e tesa come un fuscello, sono scoppiata con "YES!". A cui sono seguitti vari improperi. Eh, si, quando ci vuole ci vuole, una parolaccia scarica tensione ci sta tutta.

Fucking Hell!

Comunque, da li e' partita una serie di domande a raffica.
Sfolli, saputella: "Ma non dovreste misurare la frequenza? eh, eh? Che deve essere 150 al minuto eeeh"
Agente F.B.I., ancora shokkato dalla mia precedente scurrilita': "Non mi serve contare la frequenza, faccio eco da 20 anni, e mi basta vederlo per assicurarti che va tutto benissimo".
Sospiro, altre imprecazioni (questa volta trattenute a livello mentale)

Sfolli, gnorreggiante: "Ma quella li e' la testa?"
Agente F.B.I, laconico: "No, quello e' il tuorlo". (?!) Vi prego, ditemi come si dice il "tuorlo" in italiano, che non ci sto a capire piu' niente, sono in uno stato di estasi confusionaria. Come dire...quella parte che poi diventa la placenta....

Sfolli, persistente: "Ma quanto misura?"
Agente F.B.I, esasperato: "1.2 cm, quello che ci aspetteremmo a 7 settimane e 3 giorni"
Sfolli, mumble mumble, pensa "Ma io sono di 7 settimane e 4 giorni. Oddio. Calma calma, dev'essere stato il giorno della discussione della tesi, che ha causato un ritardo di un giorno. Niente di cui preoccuparsi. BBoni, stiamo calmi ebboni".

Sfolli, sguardo da cagnolino fiducioso, anche un po' ansimante: "Ma allora quando mi fate la prossima eco?"
Agnte F.B.I., accomiatandosi: "Ormai sei dimessa dalla clinica. Ora sei nelle mani della mutua, e loro le eco le fanno a 12 settimane".
Sfolli: oddio. No, non ce la posso fare. Datemi una clinica privata, ne va della mia sanita' mentale!!

In tutto questo, Dear Husband era li, seduto nell'angolino, che reggeva la mia giacca, e si informava sulla data del parto.
La data di che?!
Calmi calmi tutti, che io qui non ci sto a capire piu niente.
Vi prego, ditemi che andra' tutto bene....

mercoledì 25 maggio 2011

celo non celo

 Bradipite acuta: celo.
Fino a qualche giorno fa, verso le due del pomeriggio mi scattava un black out totale. Mente offuscata, incapacita' di articolare un pensiero sensato, sedere e tutto il resto annesso che scivolano lentamente ma inesorabilmente giu' per la sedia, fino ad arrivare sotto la scrivania e oltre, piu' giu', a esploranre misteriosi anfratti prima a me sconosciuti, quell'Underworld tra la torretta del PC e le gambe della scrivania, dove le signore delle pulizie non osano avventurarsi.

Ultimamente, invece, sara' che la miriade di lavoretti che sto facendo in universita' mi tiene lontana dal PC, l'abbiocco mi prende di piu' la sera. Se arrivo alle dieci di sera in stato cosciente sono fortunata.
L'altra sera alle otto io e Dear Husband eravamo gia' di ritorno dal ristorante italiano causa mega black out. Mi sono accasciata sul divano, gelatinosa e irremovibile, tipo lumacotto sulla foglia di lattuga, e mi sono addormentata. E qui parliamo di un'insonne recidiva, vedete un po' voi...

Capezzoli a torre Eiffel: celo.
Vorrei poter dire che mi sono venute delle tette enormi, tipo
Ma in realta', la mia prima scarsa e' rimasta tale. Solo che ora ho dei capezzoli in posizione sparatutto a coronare due sfere di acciacio, e nell'insieme mi si sono trasformate in due limoni di Sorrento.

Vomitino: non celo.
Nonostante i miei tentativi di autosuggestione degli ultimi giorni, ieri mattina sono arrivata all'inconfutabile conclusione che io i vomitini non ce li ho. E questa cosa mi rammarica, perche' ho letto nelle mie solite google scorribande che i vomitini sono sintomo di gravidanza meno a rischio, perche' vuol dire che ci sono tanti begli ormoni in circolo, e che il coso cresce bene. Mah.

Toxoplasmosi: non celo.
Dopo aver incomodato la Iena perche' mi facesse un'impegnativa per gli esami proprio in quei giorni di toccata e fuga nel borgo pedemontano, dopo mille code nel bunker dell'ospedale maggiore, dopo una settimana di trepidante attesa, la Iena mi comunica i verdetto: in cinque anni di convivenza con Tigro, infingardo gatto cacciatore, io non ho mai contratto la toxo. Il che vuol dire che sono suscettibile alla malefica contaminazione. Per cui, niente coccole al Tigrone.
Sto vagliando se far fare l'esame a Tigro. Se ho capito bene, se gli esami dicono che l'ha gia' fatta ma non e' in corso, vuol dire che posso mettermi tranquilla, giusto? Boh, non ci ho capito un tubo, e sono ancora al punto di partenza. Altra giostra altro giro.

Beta: non celo.
Qui non fanno le beta. Troppo sforzo, anche per la clinica privata. Immagino sia perche', a meno di ripeterle regolarmente, un esame solo non e' indicativo. E poi, anche se i valori fossero giusti, cio' non toglie che il feto potrebbe comunque non essere viabile, giusto?


Spauracchi che affliggono Sfolli in questi giorni di grande attesa:
1. All'eco di venerdi trovano il sacco gestazionale, ma nient'altro
2. All'eco di venerdi trovano qualcosa, ma quel qualcosa non ha le misure giuste, il battito e' lento, o SaIddioCheAltro
3. Non c'e' gia' piu niente, e ho gia' fatto un "missed miscarriage" senza accorgermene (non riesco a dire quella parola la' in italiano. Anche perche' non so come si dice tecnicamente, e non ho questa smania di scoprirlo...). Che non e' bello, perche' potrebbe voler dire che bisogna fare una D&C (anche questa di parola non riesco a dirla in italiano...).

Per il resto, ci sono le storie del Gufo a tenermi occupata.
Ieri sera la Iena mi telefona (il Gufo non ha molta dimestichezza con queste diavolerie, soprattutto quando bisogna digitare gazilioni di numeri per evitare di spendere un botto in telefonate oltremanica), che mi comunica che il Gufo ormai e' in preda a sogni di parti plurigemellari.
Dice che nell'ultima puntata della saga, dovevo partorire tre gemelli (vero Sara :-)), ma forse ne avevo altri due in giro, cosi, come back up, che non si sa mai (l'ingegnere e la sua previdenza non si smentiscono mai).

Meno male che ci sono oltre mille miglia di distanza tra me e questo delirio.

Mi e' bastato quel viaggetto due settimane fa. Quando la famiglia Sfolli si e' recata in banca per sbrigare delle faccende di deleghe. Tutti e tre, Sfolli, Gufo e Iena, seduti davanti all'omino preposto. Sfolli in mezzo, stretta tra i 100 kili del Gufo e il pelo maculato della Iena. A un certo punto, mentre l'omino preposto finge di immergersi nel fruscio delle sue importantissime carte per risolverci la questione, si staglia la voce del Gufo: 
"Oh gallina (Sfolli, ndr), allora quando comincia a venirti da vomitare?"
E meno male che dovevamo andarci con i piedi di piombo e non diffondere troppo la notizia...

martedì 17 maggio 2011

Notizie dal fronte

Quindi io da circa 24 ore sarei dottoressa.
Il mio nome e' Sfolli, Dott. Sfolli. Che sfiga pero', in italiano gia' sarei stata dottoressa otto anni fa.
Dopo anni e anni di smadonnamenti per tecnologie che non funzionano, di pseudo dialoghi surreali con addetti all'informatica nelle scuole (mai conosciuto gente piu autistica di cosi, e io con gli studenti autistici veri ci ho pure lavorato), di tediosissime letture di libri di statistica con testa penzolante e bolla colante come nei fumetti, eccomi qua, alla casella di partenza, di nuovo dottoressa.
E con questo, si chiude una fase della mia vita: quella della studentessa con la sindrome di Lisa Simpson. Addio Lisa Simpson, benvenuta desperate housewife!

Ma andiamo con ordine.
Ieri mattina, come da copione, alle 6:30 ero a letto (da sola perche' Dear Husband era gia' partito per un'altra trasferta), occhi sgranati a fissare il soffitto, intenta a raccogliere le forze prima della battaglia. Mi alzo, mi faccio un te allo zenzero e cardamo (quello per i momenti speciali), e comincio il giro dei vostri blog. Forse voi non mi avrete vista, ma io mi aggiravo tra di voi come una silente anima in pena, incapace di proferire parola, a caccia di distrazione e conforto. E infatti il conforto e' venuto, in tutti i vostri messaggi che piano piano mi arrivavano e mi dicevano che sarebbe andato tutto bene!

Poi comincia la routine di yoga, con l'Orchestra di Piazza Vittorio in sottofondo, in loop, per darmi la carica (a me le musicchette zen trasformano in una feroce gorgone a tre teste, quindi meglio evitare e mettere qualcosa di un po' piu upbeat).


Tigro intanto mi si struscia addosso proprio mentre cerco di mantenere le mie rutilanti posizioni da contorsionista - e come posso io rompere l'armonia di una sequenza di yoga che si tramanda incorrotta da millenni, per allontanarlo da me? Giammai. Per cui mi sono spupazzata il Tigrone struscione, e via, added bonus, che oggi e' un'eccezione e me lo merito, alla faccia della toxoplasmosi.

Alle ore 11:00 decido che e' ora di indossare la mia tutina fluo' armatura da donna in carriera firmata Professionalita' & Self control, e di buttarmi nella tempesta che mi aspetta la fuori.
E cosi, fischia il vento/infuria la bufera/fari rotti/eppur bisogna andar.
E' un miracolo che io sia arrivata incolume in universita', essendo la nostra vecchia Citroen stata vittima di una violenta colluttazione con un rovo insidioso durante l'addio al nubilato di due settimane fa.
E se la Citroen non aveva le frecce funzionaniti, e' colpa del rovo, ovviamente, non delle tre dementi che all'interno della suddetta auto cercavano di capire come accendere il navigatore satellitare, di mangiare tortini, e di escogitare diabolici giochi per la malcapitata futura sposa, parlando a 1000mila parole al secondo ad un gaziolione di decibel, all'unisono, mentre una di loro, una a caso, eh, pilotava l'abitacolo facendo slalom tra vacche e agnelli, e cercando di evitare la strage degli innocenti.

Dunque, grazie ad in puntuale quanto inaspettato intervento divino, riesco a guadagnare la mia postazione al di fuori della Stanza Blu. Che sembra una figata, la Stanza Blu: una di quelle stanze a tema nella spa dei vostri sogni, con cromoterapia, cascatelle d'aqua, getti di vapore e canti di balene in sottofondo. Ma in realta', questa e' la Stanza delle Torture, ossia quella dove molti martiri prima di me sono passati alla gogna.

Non appena le mie relatrici, Good & Bad Cop, mi raggiungono per sedersi una alla mia destra e una alla mia sinistra ("per farmi coraggio", dicono loro; "per braccarmi nel caso io me la svignassi", penso io), emerge dall'ingresso principale Spietata Cacciatrice, in tutto il suo ariano terrore. La valchiria, bionda e possente, brandisce la mia tesi come una letale arma a doppio taglio. Io mi aggrappo alla mia copia e mi faccio scudo.

Scambio di formalita', sorrisi da giano bifronte. Purtroppo, mi comunica, Forca Sanguinaria ha avuto una pessima notizia questa mattina, qualcuno nel suo clan e' stato rapito dagli dei dell'Ade, o qualcosa di simile, e Forca Sanguinaria e' ancora intenta a presidiare lo sgozzamento di un agnello immacolato per favorire l'intercedere delle anime nell'al di la'. Un attimo e sara' da noi, pronta a dedicarci tutta la sua attenzione di somma sacerdotessa.

Io ribatto che si prenda pure tutto il tempo che le serve, che la mia immolazione discussione puo' anche aspettare. Intanto, dentro di me parte una serie di imprecazioni alla Trinita' del Dottorato (Beata Procrastinazione, Spirito Fumogeno & San Masochismo), che se mi osano cancellare la discussione per la terza volta, a due minuti dall'ingresso nell'arena delle belve, io faccio una strage. Ma ecco emergere Forca Sanguinaria, che senza nemmeno un cenno, sfodera dal mantello un pesante mazzo di chiavi, ed ecco aprirsi, solenne, il sesamo della Stanza Blu.

Venga, Sfolli, venga pure, si metta a suo agio, dice Spietata Cacciatrice. Forca Sanguinaria non proferisce parola, evidentemente e' ancora assorta dai drammatici eventi di pocanzi, e sta ponderando un baratto con Caronte: io ti immolo la Sfolli, tu mi ridai il mio parente. L'idea la ringalluzzisce assai, perche' dopo una breve introduzione sulle regole della battaglia, si lancia in un attacco ravvicinato, facendo roteare un libro di statistica che si staglia sul cielo in fiamme. Io volteggio con carpiato in aria, e la palla chiodata atterra a due millimetri da me. La terra trema, io e la mia armatura riguadagnamo l'equilibrio flettendoci come un fuscello che si piega ma non si spezza, tendo il braccio verso Spietata Cacciatrice, e con la mano tesa le faccio cenno di farsi sotto. Welcome to the Matrix. Sotto a chi tocca.

Tre ore dopo, un tronco umano lascia la Stanza Blu, incurante di sete, fame, e bisogni corporali, e si diregi come un automa verso la tana di Good Cop, dove attendera' di essere richiamata da Spietata Cacciatrice e Forca Sanguinaria per il Verdetto Finale. Il tronco umano e' sereno e soddisfatto. Addirittura fiducioso. Dopo tutto, si e' difesa al meglio delle proprie capacita'. E questo, per il tronco umano, puo' bastare.

In realta', questo non e' stato sufficiente a garantire le tanto agognate minor corrections. Eh, si, mi sono beccata le major corrections. Ma poteva andare peggio. Potevano usare le armi chimiche, o sterminarmi con una bomba H. Ma non l'hanno fatto. Evidentemente le mie abilita' fumogene hanno annientato i dispositivi di innesco. E alla fine, me la sono cavata senza grandi critiche al mio quadro teorico, o ai miei schemi di codifica, o alla quantita' e qualita' dei mie dati empirici. Quindi, per quanto mi ci occorreranno mesi per far fronte alle (principalmente pedanti) critiche che mi sono state rivolte, la maggior parte del lavoro e' fattibile in modalita' pilota automatico. Ovvero musica di sottofondo, cervello in stand bye, e via.
Ce la posso fare.

domenica 15 maggio 2011

Un parto alla volta

Sfolli nel lontano Ottobre 2010, il giorno della consegna della tesi. Incinta di 94.000 parole, stringe i denti sperando in un parto naturale (ecco, l'ho detto! ho detto incinta! Si, ma della tesi, eh, mica d'altro)
Ce l'ho fatta: sono riuscita a tornare pressoche' illesa dal mio viaggio nel borgo pedemontano. Non mi hanno cancellato il volo di ritorno, a giudicare dagli abbiocchi pomeridiano e dai capezzoli a torre Eiffel pare che sia ancora 'in una certa condizione', e la Iena non e' finita al cimitero nonostante abbia una figlia che a quanto pare fa di tutto per mandarcela, visto che si ostina a non rimanere spiaggiata sul divano ma addirittura a muoversi e condurre una vita pressoche' normale.

Ma la cosa importante e' che questa volta gli astri sembrano essere in una congiunzione propizia, e pare che la discussione della tesi di dottorato, domani si faccia. Si, perche' dopo due cancellazioni all'ultimo minuto da parte dell'esaminatrice interna prima, e di quella esterna dopo, sarebbe anche ora che la terza volta fosse quella buona.
O forse no, che io me la sto gia' facendo sotto alla grande.
Ma perche' non mi hanno cancellato il volo di rientro, mannaggia?
Ma non potevano fermarmi in aereoporto in quanto pericolosa portatrice di embrione picconatore?
Ma non mi potrebbero esonerare per circostanze eccezionali?
Non so, anche un dottorato ad honorem senza discussione mi andrebbe benissimo, dai, che dopo tutti questi gazilioni di anni china sulle sudate carte, me lo merito, no? Tanto poi io ve lo prometto, lascio il Paese e non metto mai piu' piede in universita', questo ve lo assicuro. Io mi metto a fare la desperate housewife, e non mi vedete piu'. Suvvia, un po' di buon senso, Signora Spietata Cacciatrice e Signorina Forca Sanguinaria (vi giuro, un'esaminatrice si chiama Diana, e l'altra di cognome fa Forca)

Ma perche' non ne ritrovi tu, un po' di buon senso, cara Sfolli, direte voi?
Tu che ti sei spippata due IUI e due FIVET, che hai sempre affrontato le sfide con sangue freddo e pragmatismo, come puoi farti venire il cagotto proprio ora?
E io vi dico che il cagotto me lo faccio venire si, perche' qui ci sono in ballo anni di lavoro, di insicurezze, di frustrazioni, di fatica per imparare a muovermi in una materia e in una mentalita' che non potevano essere piu' estranee alla mia natura, alla Sfolli pre-dottorato, quella che viveva di aria e letteratura, di paroloni fumogeni e niente arrosto. Insomma, la parolaia umanista ora si appresta a discutere di scienza, statistica, protocolli sperimentali, e via dicendo.
Ma chi me l'ha fatto fare? Soprattutto con il senno di poi, che noi lo sappiamo bene che i numeri non sono tutto, altrimenti io neanche un uovo avrei dovuto produrre in questi ultimi mesi.
Ecco, magari domani dico cosi alla commissione: io i numeri ve li dico anche, ma noi lo sappiamo tutti, vero, che non vogliono dire un'emerita cippa? E allora datemi sto dottorato e lasciatemi andare in pace.

Ma non andra' cosi, ovviamente, e mi daranno correzioni, gia' lo so. Perche' qui in UK dalle correzioni non ci si scappa. Se sei fortunato, ti graziano con quelle di tre mesi (minor corrections). Se sei sfigato, ti mazziano con quelle da tre a dodici mesi (major corrections). E se mi becco la busta sfigata, la mia vita rimane in limbo per ancora tanto, troppo tempo.
Mentre io avrei un trasloco da fare, e un picconatore da esortare, e di rendere la mia tesi un capolavoro di rigore scientifico, diciamocelo, non me ne puo' piu' fregare di meno.
Per cui, capite bene che io domani mattina alle sei gia' staro' tesa come un pezzo di legno, gli occhi sbarrati e iniettati di sangue che fissano il soffitto, l'espressione omicida come quella di Vincent Cassel all'inizio di quel filmetto tutto rose e fiori che si chiama L'Odio.
E mi ripetero' mentalmente quella storia dell'uomo che cade da un palazzo di 50 piani.
Durante la caduta da un piano all'altro
il tizio, per farsi coraggio, si ripete:
fin qui tutto bene
fin qui tutto bene
fin qui, tutto bene.
Il problema non e' la caduta,
E' l'atterraggio.
Il tutto, ovviamente, in totale stato di sobrieta' mentale, visto che per dare una possibilita' concreta al picconatore, il medico mi ha tolto ogni speranza di potermi impasticcare di Valium ad libitum, cosa che io avrei altrimenti fatto con grande serenita' e ingordigia.

In compenso, io allora andrei a sbombarmi di yoga, che quello pare sia permesso. Magari poi vado in iperventilazione e qualche trip me lo faccio lo stesso.

Noi ci rivediamo di la' dal tunnel, martedi, che domani la discussione e' nel pomeriggio, e appena finita, mi preleva la mia caritatevole compagna di disavventure russa e mi porta al cinema. Quindi vi aggiorno a tempesta passata, quando avro' finito di sparare cazzate.
Nel frattempo, una donnina forte e coraggiosa, ma sul serio, stara' partorendo le sue prime uova da FIVET: ragazze, domani mattina come gia' molte sapranno, Clara fa il pick up - per Clara, hip hip, hola!!!

lunedì 9 maggio 2011

Volare si, volare no?

Mi siete mancate tutte, fanciulle mie, durante questo fine settimana di addio al nubilato in campagna senza collegamenti con il mondo reale o virtuale, o quello che dir si voglia...
Siete state fantastiche, con il vostro incoraggiamente e il vostro entusiasmo, e ora non so come dire ma....mi sento una responsabilita' addosso - e se il nostro picconatore decise di dare forfait?
Voi lo sapete che io devo sempre fare la pessimista, e che ho paura di volare alto, vero?
In piu', io ho anche la paranoia che - fatti e numeri alla mano - le mie uova sono molto scarse, e che ho piu' probabilita' di perderlo di una persona della mia eta'. Pero', noi delle statistiche e dei numeri ce ne facciamo una ragione, e le ignoriamo bellamente, giusto?

Intanto mi sono fatta un fine settimana da donna "in una certa condizione" (piano piano la parola inci...riusciro' a dirla, eh, dai, cominciamo con i giri di parole), a succhi di frutta e abbiocchi pomeridiani. Mi sono pure tornate le tette a torre Eiffel, come ai vecchi tempi delle pere ormonali!

Come hanno fatto a non sospettare nulla le mie compagne di addio al nubilato, vi chiederete voi?
Ebbene, il vantaggio di dire al mondo intero che stai facendo la FIVET e' che...qualsiasi tuo comportamento strano lo puoi attribuire alle cure, che secondo loro tu ti stai ancora facendo, e che sono cosi complicate da spiegare nel dettaglio che ormai tutta la faccenda e' circondata da un alone di mistero. Per cui Sfolli e' strana perche' "Sai, sta facendo quella cosa la', quella roba strana in cui ti mettono tante uova dentro e poi fai i gemelli plurimi, ma ancora non si sa niente. E comunque meglio non chiedere per evitare di fare la figura di quella che non ha capito niente". Et voila', nessuno mi ha chiesto perche' non bevessi e come mai fossi piu' gnorry del solito.


Ecco fatto, un'altra vittoria della strategia "Confondili e poi annientali". E io sono una maestra dell'arte fumogena.

Peccato che il Gufo e la Iena, aka i miei genitori, mi conoscano troppo bene per farsi abbindolare.

Il Gufo, cosi soprannominato per la sua natura solitaria ed elusiva, la tendenza a schivare rischi e vivere avvolto e protetto nella coltre notturna, nonche' per l'acuta miopia e le sopracciglia lunghe e arruffate, appena avuta la notizia ha grugnito un laconico "Ah, bene", per poi lanciarsi in una serie di divieti categorici:
"Allora, siccome e' meglio non rischiare, tu adesso ti metti tranquilla a letto per tre mesi. La discussione della tesi la cancelli. Poi per il trasloco a luglio ci penseremo, ma io direi proprio di non farlo".  (?!)
Questo, per dire, e' l'uomo razionale, colui che vive di numeri e la logica, l'ingenere meccanico (e anche un po' autistico of course) in Famiglia Sfolli.
Ma questo e' anche colui che, appena appreso che avevamo trasferito due embrioni, gia' andava in giro per il borgo pedemontano ad annunciare al chiunque incontrasse per strada che sua figlia, erede unica di casa Sfolli, era in grave pericolo perche' portava in grembo due gemelli, e che sicuramente sarebbe morta di parto doloroso, se non prima, per complicazioni gestazionali.
Alla faccia del gufare (e non me ne voglia la carissima Owl :-))

Mia mamma, invece, detta la Iena per il suo fare dolce e accomodante, e soprattutto per il tono pacato e per nulla aggressivo con il quale usa accennare con un sussurro alle proprie opinioni, quando ha saputo che no, non avrei cancellato la discussione della tesi (piuttosto mi butto da un ponte) e si, pensavo proprio di prenderlo quell'aereo per venire a trovarvi al borgo pedemontano tra due giorni, mi ha semplicemente lacerato il timpano attraverso la cornetta, emettendo un lancinante "Ma SI, fai pure quello che TI pare, tanto sono sempre IO quella che fa le scene isteriche, SI SI, prendi pure l'aereo, ma se poi succede qualche complicazione non venire a piangere da me, che tanto di questo passo saro' gia' al cimitero".

Non c'e' che dire, essere figlie uniche e' davvero una botta di culo fenomenale.

Fatto sta che io mercoledi avrei deciso di volare verso il natio borgo pedemontano, perche' come dice WonderP, non sono inferma.
E anche perche' si richiedono i miei servigi di interprete in quanto Dear Husband ha un appuntamento in universita' per cercare di capire come convertire i suoi primi due anni di laurea part time in osteopatia qui in UK con il corso full time in Italia. E se per questa cosa e' indispensabile la mia presenza, non vedo l'ora di assistere a come ce la caveremo quando saremo a tutti gli effetti in Italia, e Dear Husband se la dovra' sbrigare a studiare presso un'universita' dove nessuno parla inglese.
Ci sara' da divertirsi. Gia' l'altro giorno, mentre ripassavamo i termini di anatomia in italiano, gli e' venuta la ridarella quando gli ho detto che 'shin' si dice 'stinco', che ovviamente per lui significas 'puzzone'.

Intanto io sono in ufficio, che cerco di rileggermi il malloppo tesi, ma in realta' sogno di accasciarmi sotto la scrivania e abbandonarmi tra le braccia di morfeo. C'e' anche la moquette: che dite, vado?



PS Aggiornamento dottore brutto e cafone: questa volta mi hanno mandata dall'infermiera (ormai non mi prendono piu' sul serio), la quale era totalmente incapace di pronunciare la parola toxoplasmosi. Manco a dirlo, non ha ritenuto necessario prescrivermi il test.
E mi ha pure confermato che no, prima della discussione della tesi di dot...quella roba li (che si vedeva benissimo che non sapeva cosa fosse e che nella sua mente PhD =  qualche strano corso professionale della scuola Radio Elettra), non posso assolutamente impasticcarmi di alcun genere di droga psicotropa per calmarmi i nervi. E io che pensavo che i funghetti, essendo roba naturale, fossero consentiti...
Per la crononaca, neanche le beta sembrerebbero necessarie.
Pare che mi facciano una ecografia il 23 27 maggio, ma non saprei neanch'io se crederci, a sto punto...

giovedì 5 maggio 2011

Positive

Allora, e' andata cosi.
Questa mattina Dear Husband si e' alzato presto per andare a fare l'ennesima trasferta, e io sono rimasta in dormiveglia per un paio d'ore a rigirarmi nel letto finche' non mi sono detta
"Oggi che si fa di bello?"
Si va in uni a sbrigare quelle faccende burocratiche che sono in sospeso da settimane?
Si spolvera la tesi da ragnatele e coltri di lanuggine per darci una lettura in vista della discussione (che dovrebbe essere il 16 maggio, ma visti i precedenti, non oso sperare in tanta grazia divina)?
Si manda un po' di curriculum in giro?

Macche', mi sono detta, perche' mai occuparsi di faccende utili e produttive, quando ci si puo' auto flagellare con un bel test di gravidanza?
Massi', oggi mi sento masochista. Oggi testo con un giorno di anticipo.

Mi sembra una soluzione perfetta: manca solo un giorno, di sicuro tutta questa differenza non la puo' fare.
E poi, almeno posso godere del brivido dell'aver disubbidito di nascosto ai dottori.
E poi, anche se e' negativo, almeno ho tutta la casa per me per tirare piatti, fare scene da diva, smadonnare, o piu' probabilmente eclissarmi sotto le coperte e non rendere conto a nessuno per un giorno intero. Tipo struzzo.
E poi mi scappava un sacco la pipi', quindi non c'era piu' tempo da perdere: l'ora X is now.

Scendo in sala, do da mangiare a Tigro, prendo il mio pacco formato famiglia di test di gravidanza assortiti (quelli comprati su internet, quelli pagati 10 centesmi l'uno), salgo in bagno, e mi appresto a fare il secondo test di gravidanza della mia vita. Ebbene si, alla giovine eta' di 33 anni suonati, io non ho mai fatto test di gravidanza, se non dopo aver fatto la prima FIVET con seme di donatore.
E quella volta, non mi era piaciuto per niente.

Immersa la strisciolina (quella super sensibile, che non fai in tempo a dire "Ambrogio, stasera avrei voglia di qualcosa di buono", e lei zac!, gia' ti dice se sei incinta o no) nel fatidico campione, non mi resta che aspettare.

Che faccio nel frattempo? Idea! Ne faccio un altro.
Pacca virtuale sulla spalla: solo una mente votata al crimine come la mia poteva concepire un piano cosi diabolico e scellerato. Procediamo con la strisciolina numero due. Stavolta faccio la marca y, che mi sembra giusto avere un ventaglio di opzioni diverse. Allora, pesca che ti ripesca nel pacco famiglia, salta fuori la marca y. A me Mary Poppins e la sua borsa mi fanno una cippa: io si, che mi sono organizzata con gli strumenti del mestiere.

Non faccio in tempo a finire di immergere la seconda strisciolina, e a darmi un'altra pacca sulla spalla, che la prima strisciolina da segni di vita. Letteralmente. Le linee sono due.
No no 'spetta un attimo, non e' possibile.
Non e' che ho preso fuori la strisciolina sbagliata dalla borsa di Mary Poppins, non e' che ho preso quella per testare se sei in menopausa? O quella dell'ovulazione? O quella che ti misura se sei cerebrolesa?

Non faccio in tempo a controllare l'involucro della prima strisciolina, che la seconda gia' esige la mia attenzione. Anche quella con due linee.
Fermi tutti, non e' possibile. Io non mi sento incinta per niente. Io ho i sintomi da mestruazioni. Io ieri ero di umore pessimo, avevo i capelli tipo topo avariato, una sete da cammello con pantegana in bocca, e la prontezza mentale di un bradipo con Alzheimer allo stadio terminale. Io sto per avere le mestruazioni. E poi, io ho gia' in programma di adottare un embrione di donatori!

Ma io ho anche un ghigno stampato in faccia, mentre mi sento dire tra me e me:
"We appear to have a positive result", con voce costernata.
"How bizarre", mi ripeto da sola.
Sembrava di stare in una scenetta di Sherlock Holmes.

Anzi, in quel momento, quello subito prima di fiondarmi a prendere il cellulare per dirlo a Dear Husband, mi passa per la mente una scena del cartone Il giro del mondo in 80 giorni

Quella in cui Willy Fogg torna dal giro del mondo, guarda l'orologio, si accorge di aver perso una fortuna perche' ci ha messo 80 giorni e due minuti a fare il giro del mondo, e butta li un laconico "Oh dear, abbiamo perso la scommesssa", per poi ritirarsi nei suoi appartamenti, impassibile e imperscrutabile nella sua Britishness incallita.
E mi metto a ridere come una pazza, e mi do una sberla virtuale per essere diventata un mostro di British self control. Ma Sfolli, mi dico, ma esulta, no, ma cosa fai li impalata come un becchino che esamina la salma prima di intumarla?! Ma festeggia, no!
E infatti ridendo mi scatta la modalita' freak, e mi fiondo a gridare la notizia al mondo intero.

Scrivo un messaggio a Dear Husband. Lo preparo, gli dico che sono stata naughty e ho testato...e che "sembrerebbe" - no, E' - un test positivo. Mi siedo sul divano e aspetto. Niente risposta.
Che faccio?
Scrivo alla Volpe.
Ok, e poi?
Rifaccio un altro test. Ma si dai, non si sa mai. Allora vado a riesumare il test che mi avevano dato gli agenti dell'F.B.I. Il testo fico, quello col barattolino e il contagocce (tre gocce non una di piu' non una di meno, mi raccomando). Positivo.

Che faccio-che faccio-che faccio?
Mando un SMS a mia mamma. Mi risponde testuale "Non leggo bene no occiali (sic). Ti telefono quando arrivo a casa". Ma dov'e' a quest'ora della mattina, ad accendere i ceri in chiesa? Ossignur.

Scrivo il post sul blog.
Mentre scrivo, Dear Husband telefona per dirmi che e' quasi andato in un fosso mentre leggeva il messaggio.
Ma uno normale in famiglia no, eh?

Infatti, questo promette bene: gia' gioca a nascondino con i sintomi.
Pero', a ben pensarci, allora, quando avevo quei crampi da mestruazioni, era il nostro eroe, che da bravo originario del borgo pedemontano spicconava alla grande per attaccarsi alle pareti del mio utero.
E bravo, piccolo montanaro mio, spiccona spiccona, che qui siamo tutti orgogliosi di te.
Lo senti il tifo da stadio? Ecco, non fare il rognetto e continua a spicconare, da bravo Nano Lavoratore.
Dai che poi da grande ti mettiamo direttamente in miniera, visti i dollaroni che ci stai costando.

OH-MY-GOD

Ragazze, ecco....io avrei fatto il test (mannaggiamme, naughty naughty naughty).
Il test sarebbe...ecco, come dire...positivo.
Cosa dite, la accendiamo?
Non ce la faccio a scrivere un post sensato, datemi tempo che sono in subbuglio totale. Non l'ho neanche ancora detto al Gufo e la Iena (aka i miei genitori). Dear Husband era in auto e e' quasi andato fuori strada.
Mo' vado a respirare che e' un'ora che sto in apnea....................

mercoledì 4 maggio 2011

Uncle Sam wants you

Perche', secondo voi, se quando parli una lingua straniera e si sente (perche' si sente, e' inevitabile) il tuo accento italiano, il tuo interlocutore si sente legittimato a chiederti, ancora prima di dirti "Piacere di conoscerti", "Di dove sei?".
E perche' quando tu, che hai sentito quella domanda mille volte, tiri un sospiro interiore, sorridi accondiscendente, e dici "Sono italiana", l'interlocutore si sente giustificato a sigillare lo scambio con un "Ah, infatti, mi pareva, visto il tuo accento"?

E soprattutto, perche' questo e' considerato uno scambio legittimo, mentre uno scambio simile, non incentrato sull'accento italiano, sarebbe considerato assolutamente politically incorrect?
Per esempio, perche' io non sono legittimata a porre al mio interlocutore, che e' palesemente di origine afro-caraibica, una domanda altrettanto innocente come "Di dove sei?", e quando lui mi risponde "Sono di origine africana", risponderere "Ah, infatti, mi pareva, visto il colore della tua pelle"?

Oppure, perche' io non sono legittimata a chiedere "Ma quanto pesi?", a una persona dall'aspetto palesemente sovrappeso, e poi, sentendomi rispondere "Peso 100 kili", concludere anch'io con un laconico "Ah, ecco, mi pareva, vista quella panza che ti ritrovi"?

Ok, oggi mi sento particolarmente acida. Pero' io queste cose me le chiedo sul serio.
Ormai non mi faccio piu' complessi sul mio accento - lo so, ho l'accento, e sai che ti dico, mi piace pure un sacco. Ma questa cosa che certi individui esordiscono con la fatidica domanda seguita da considerazione sul mio accento non mi va ancora giu'.
Mi pare maleducazione interrompere una persona che ti sta parlando per chiederle una cosa che non c'entra nulla con la conversazione. E mi pare stupido e banale fare considerazioni evidenti, quali queste sull'accento, o il colore della pelle, o il peso di una persona.

In realta', un commento del genere, in condizioni normali, mi farebbe un effetto simile a quello di una mosca fastidiosa: la scacci via dal tuo raggio di consapevolezza, e non se ne parla piu.
Ma quando il commento proviene da un medico della mutua, al quale gentilmente chiedo di prescrivermi il trest della toxoplasmosi, e che mi risponde con un "No, il test te lo devi fare a spese tue perche' sei in cura da una clinica privata", allora mi incazzo.
E non vi sto a tediare su quanto ci sia di sbagliato in quello che mi ha risposto. Infatti, ho deciso che tra due giorni, quando non saro' piu' ufficialemte in cura da una clinica privata (nel bene e nel male), io torno da lui ed esigo che mi prescriva il test. E magari gli chiedo anche da dove viene, cosi per chiudere in bellezza.

Comunque, tanto per tornare al Pessimismo e Fastidio, secondo me sono incazzosa anche perche' mi stanno venendo le mestruazioni.
Ma per il verdetto, ahime', dobbiamo aspettare ancora due giorni.
Nel frattempo, mi trastullo con una pazza idea. Ossia, il Piano B.

E qui il gioco si fa duro, e i duri cominciano a giocare.
Perche' come sapete, questa FIVET e' l'ultimo tentativo che ci siamo concessi per avere un pupo fatto con le mie uova. Se questo non va, mi sembra legittimo concludere che, per quanto io risponda abbastanza bene alla stimolazione, le mie uova, che sono le ultime nella mia riserva ovarica, hanno qualcosa che non va geneticamente. Altrimenti, perche' non si attaccherebbero?
Come dire:
Il Paziente ha risposto egregiamente alla cura.
E dove si trova ora?
Al cimitero.

Allora, io sono pronta a rassegnarmi al fatto che le mie uova non siano viabili (seppure con parecchia rabbia, come si deduce dal mio stato attuale), ma non sono ancora pronta a rassegnarmi al fatto che io non potro' avere un pupo piccolo piccolo da amare fin dai suoi primi giorni di vita. E questo per una serie di motivi sia emotivi che razionali di cui non vi sto ora a tediare.

Se l'adozione in Italia o in UK permettesse di avere un pupo piccolo piccolo, io mi sarei gia' messa in lista d'attesa da anni. E anche Dear Husband. Ma purtroppo non e' cosi, almeno nella maggior parte dei casi.
E allora, o ci trasferiamo negli Stati Uniti, dove pare che questo sogno sia realizzabile, o ci rimbocchiamo le maniche ed escogitiamo un altro modo per fabbricarcelo noi, il pupo piccolo piccolo.

E qui so che alcune di voi non condivideranno la nostra scelta. Perche' la scelta consiste nell'utilizzare non solo il seme di donatore (cosa che stiamo gia' facendo), ma anche uova di donatrice. Praticamente, il mio grembo farebbe da incubatore ad un pupo che non ha alcun legame genetico con me o con Dear Husband. Forse penserete che sia una mostruosita', e che in queste condizioni sarebbe meglio adottare.

Ma per noi non e' cosi.
Per noi la possibilita' di crescere un essere umano fin dal concepimento, di nutrirlo, di sentirlo, di percepirlo, e di amarlo fin dal primo giorno e' un dono prezioso, incommensurabile. Ed e' un dono che era impossibile fino a pochi anni fa, un dono che viene dal progresso della scienza insieme alla compassione e generosita' di altri due esseri umani disposti a concederci questa opportunita'.
E noi vogliamo accoglierlo, questo dono, a braccia aperte e senza pregiudizi.
E per accettarlo, questo dono, ci sono un paio di possibilita', e Dear Husband e Sfolli si trovano ad un bivio solenne.
Per cui nel prossimo post vorrei chiedere il vostro consiglio su quale strada prendere.
Altro che Dungeons & Dragons, gente, altro che telenovela interattiva: qui i vostri personaggi DH e S hanno bisogno del vostro consiglio.
Quindi preparatevi, telecomando e cuffie alla mano, per il televoto dell'anno...

domenica 1 maggio 2011

Non aprite quella porta

.
Siccome non mi e' permesso di andare a meno di un metro di distanza da satana untore di toxoplasmosi, pena l'immediato stramazzamento dei due embrioni (dei quali non si hanno notizie dal giorno del transfer, per cui potrebbero anche aver gia' provveduto da soli a tirare le cuoia e via), Tigro ha pensato bene di trasformarsi da quel pacifico soprammobile sornione che era in una imprevedibile belva selvatica assetata di eccessi e di sangue. 

Il tutto mentre Dear Husband gozzoviglia e festeggia beato con i suoi amici ad un week end di addio al celibato. Mentre lui naviga tra fiumi di alcol in un luogo non ben identificato, pilotando una barca dalla dubbia solidita' lungo un tragitto che non mi e' dato sapere con un'accozzaglia di loschi individui dallo spirito pirateggiante, io me ne rimango spiaggiata sul mio solito divano, in preda alle piaghe da decupito. 

Allora Tigro, che alla mia forma fisica e prontezza mentale ci tiene, ieri ha deciso di movimentarmi la vita. Introducendo una gatta randagia in casa nostra. Ovviamente, non sia mai che ci porti una dolce gattina domestica di buona famiglia. No, Tigro mi porta in casa una squinzia dalla coscia lunga, la pezza all'occhio e la voce stridula. 
E Tigro che la guarda, senza battere ciglio, come se fosse la sua morosa di sempre. E la lascia pure marcare in giro per il giardino. Che delusione, Tigro, quante volte ti ho detto che prima di dare confidenza a una gatta qualsiasi devi fare la divisione dei beni! Perfino i Reali d'Inghilterra, che in quanto ad arguzia non sembrerebbero proprio delle cime

perfino loro, questa cosa l'hanno capita.

Comunque, non soddisfatto dei suoi exploit giornalieri, ieri sera lo sento tornare dalla sua ronda serale attraverso al finestra del salotto. Io me ne stavo in cucina a lavare la verdura con l'amuchina (vi prego, portatemi alla neuro ora), quando all'improvviso sento un ululato tipo Tarzan

   
E che sara' mai? Era forse Tigro improvvisamente tornato alla ragione che reclamava un notaio per la suddetta separazione dei beni dalla squinzia?

No, lui aveva fatto di meglio: lui se ne stava li, tutto impettito, coda dritta, sull'attenti, gli occhi spalancati di uno che si e' fatto due kili di cozza in una botta sola, e una preda non meglio identificata in bocca. Un blob grigio e ormai in fin di vita, umiliato e avvilito nonostante le considerevoli dimensioni - pareggiate solo dalle enormi fauci del nostro eroe, un meticcio Main Coon di 5.5 Kg e la stazza di un lottatore di sumo.

Gulp. 
Respira Sfolli, respira: Tigro non deve percepire l'odore di paura che si scorre tra le vene e ti fa sudare freddo, mentre un brivido si impossessa del tuo utero e lo fa strillare come se ti stessero tornando le rosse. No, rilassati, digli che e' stato bravissimo: ooh ma che bella sorpresina, ma che bravo, Tigrone mio bello...dai, lascialo giu' ora, mollalo li per terra, che poi ce lo facciamo a fettine con l'olio e le scaglie di grana...

Ma lui percepisce la paura. 
E si mette a ringhiare. Io non so se anche i vostri gatti ringhiano, ma tant'e, Tigro sempre cosi fa, quando per purissimo caso riesce a raccattare qualche animale in giro (di solito niente piu' che le rane narcolettiche del vicino di casa): lui ringhia come un mastino napoletano. E diventa molto possessivo. 
Cosi, il gatto solito a vivere in uno stato di atarassia perenne, il Buddha del regno animale, l'Imperscrutabile, l'Impassibile, il Fachiro capace di rilassarsi e cadere in uno stato di trance profondo nelle posizioni piu' improbabili - lui, il Tigro del fate l'ammore non fate la guerra, si acquatta a rasoterra, si gira a 180 gradi con uno scatto di reni, e in perfetto stile vietcong striscia attraverso la sala, dribbla le balle di polvere rotolanti su e giu' per le scale, e si dilegua nella palude dei piani superiori. 

Io, incerta sul da farsi, mi metto a smadonnare contro Dear Husband, che per una volta tanto che poteva rendersi utile in casa si dilegua tra fiumi di alcol, lasciandomi sola a combattere contro un Tigro indiavolato, stragi di sangue e bestiali contaminazioni.Poi mi faccio coraggio, mi avvolgo la mano destra in mezzo rotolone Regina, mi armo di scopettone e cestino della pattumiera, e quatta quatta salgo le scale. 
Di Tigro e la bestia morta neanche l'ombra. 
Proseguo per il lungo e stretto corridoio che porta al bagno e alla camera da letto degli ospiti (ormai relegato a immondo ricettacolo del nostro perenne casino). L'istinto mi dice di guardare nell'immondo ricettacolo. E infatti apro la porta, e sento il ringhio malefico provenire da sotto il letto. 

Decido di battere la ritirata: inutile cercare di far ragionare l'indemoniato; lascio che Tigro faccia quello che deve fare, e poi torno e recupero i pezzi. Chiudo la porta, e lascio che si consumi l'infame ordigno.

Dopo 10 minuti, riagguanto il mio armamentario, torno di sopra, e faccio uscire Tigro. La vittima giace sotto il letto: e' un passerotto tanto bello paffuto quanto irrimediabilmente stecchito. Lo prendo, lo butto, e chiudo la porta dietro di me. 
E' da ieri sera che non oso tornare in quella stanza, perche' mi vien male al pensiero di dover pulire la stanza intera con amuchina e acqua santa. E se rimango contaminata nel fare tutto cio'? 
No no, meglio metterci un bel sigillo, e lasciare gli scheletri nei loro armadi fino a data da definirsi.


Tigro, nel frattempo, e' riuscito a farsi immortalare dal suo fotografo/biografo ufficiale (che opera sotto copertura e non ci e' dato conoscere), e mi ha fatto recapitare questa prova del suo immane valore di guerriero cacciatore
Sono soddisfazioni.

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Postilla: questo post partecipa all'iniziativa di Donne al Cotto, che vuole sapere quali sono i 7 (perche' il 7 porta bene!) momenti che ci hanno tolto il respiro. 

Allora, questa e' la mia lista di momenti che, nel bene e nel male, mi hanno tolto il respiro:

1. Quando Tigro torna da una battuta di caccia
2. Quando ho saputo che mi cancellavano la data della discussione dell tesi (la prima volta)
3. Quando la mia amica Volpe mi ha scritto per ribadire che era davvero incinta (la prima mail che mi aveva scritto l'avevo letta in pausa pranzo, e non ci avevo creduto, e le avevo risposto che anch'io ero incinta, si, di un panino al fomaggio)
4. Quando ho saputo che mi cancellavano la data della discussione dell tesi (la seconda volta)
5. Quando mi convocarono per dirmi che avevo passato il colloquio per quel lavoro di ricercatrice che mi avrebbe portata in giro per il mondo e mi avrebbe insegnato a pensare come una psicologa
6. Quando mi telefono' il medico per dire che avevo le ovaie di una di dieci anni piu' di me
7. Ogni volta che vado al cinema, e' piu' forte di me: l'ultima volta e' stato quando ho visto questo film di Wim Wenders, su Pina Bausch - un tripudio di bellezza, sofferenza, eleganza, materialita'. Insomma, un film dove il respiro l'ho trattenuto per tanti motivi diversi.

E voi, quando e' stata l'ultima cosa che vi ha tolto il respiro?
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