domenica 27 febbraio 2011

FleboLobotomia


Farsi prelevare ettolitri di sangue dalla clinica privata, e ottenere i risultati entro dieci giorni, dopo che il campione e' stato gentilmente adagiato in un contenitore svarowski, messo on ice, e spedito per corriere espresso a Chicago, dove luminari della scienza immunologica lo esaminano, lo scrutinano, lo conteggiano, gli fanno la foto e lo autografano: 1000 euro.



Passare una mattina intera a inseguire le segretarie del medico della mutua per avere i risultati della rimanente, minima parte esami del sangue ("solo" qualche decilitro), per sentirsi richiamare proprio mentre si sta salendo sull'autobus, con le vecchine dietro che pressano e lanciano saette alle tue spalle.
Spiegare, mentre paghi il biglietto, che mancano dei risultati che ti servono urgentemente. Rispondere alla segretaria, una volta guadagnato a suon di gomitate un posto all'interno dell'affollato abitacolo, che si, TI SERVONO PER LA CLINICA DI RIPRODUZIONE ASSISTITA.
Sentirsi chiedere quali risultati, nello specifico, siano mancanti.
Rispondere a voce alta ed esasperata che ti mancano quelli dell'HIV, dell'EPATITE B e C!
Infervorarsi incastrando la cerniera della giacca nella stoffa della suddetta giacca (mannaggia ai bordini e alle cerniere) mentre si scopre che l'infermiera settimane orsono ha dimenticato di prelevare il campione per i suddetti esami.
Smadonnare in italiano.
Finalmente eclissarsi con un "Oh, great. Telefonero' al piu' presto a quest'altro ospedale per avere un altro appuntamento urgente. Che orari fanno in alla sezione Lobotomia?"
Non ha prezzo.

venerdì 18 febbraio 2011

What a fee-lii-ing!

Che fine ha fatto Sfolli?
No, non mi sono data alle pere ormonali senza avvertirvi; no, non mi sono persa nella foresta di Robin Hood alla ricerca ddel neonato perduto da rubare alla lupa di turno (anche se ho letto storie su forum vari di gente che spera di trovare neonati lasciati in giro per strada, e ho visto sceneggiati televisivi qui in UK in cui si rappresentano donne che fanno la FIVET come pazze pronte a rubare neonati dal reparto maternita'); no, non ho abbandonato la causa (mai!).


Stavo semplicemente facendo quello che faccio quando ho qualcosa di importante in ballo: procrastino.
Logico, no?
Il fatto e' che mi si prospettava, sempre piu' incombente, il Grande Giorno, ovvero la discussione della mia tesi di dottorato.
Dopo anni e anni - e quando dico anni non intendo i canonici tre, no no io devo sempre fare quella che ci mette di piu' ad ottenere quansiasi cosa - finalmente oggi sarebbe stato il giorno in cui avrei discusso la tesi e cominciato a liberarmi di questa zavorra che mi ha accompagnata (e menomata, ve lo assicuro), per cosi tanto tempo.
Dico "cominciavo a liberarmene" perche' qui in UK la prassi e' che dopo la discussione, ti danno le correzioni da fare, che variano dai 3 ai 12 mesi. Insomma, qui una tesi e' una faccenda seria, come e' giusto che sia, anche per dare soddisfazione a chi la scrive.

Quindi, ecco, in preparazione al Grande Giorno mi ero avvicendata in una serie di rituali scaramantico-procrastinatori: tutto tranne che leggere la mia tesi, per ricordarmi cosa ho scritto, visto che l'ho consegnata quattro mesi fa.
Mi sono buttata in lavoretti vari in universita', ho fatto volontariato, ho buttato giu' una bozza per un articolo scientifico, sono andata a teatro, ho scroccato un massaggio, ma soprattutto, sono andata a lezione di FlashDance!
Si, nella mia palestra danno lezione di balletti alla FlashDance, e quando me l'hanno detto non mi pareva vero, io che da sempre sono patita di balletti vari, ma soprattutto di fuseaux, scaldamuscoli e felpe slabbrate. Quindi, immaginatevi pure Sfolli che, pur di non pensare alla discussione della tesi, suda, butta la testa a destra e a sinistra come un'indemoniata, si lancia in acrobazie inenarrabili a ritmo di What a fee-liii-ing!
Gia' mi immaginavo, al ritorno dalla palestra, che mi presento alla commissione in tutina fluo, appoggio le mie 95.000 parole di tesi sul tavolo della commissione, la apro, schiaccio il metaforico tasto play, e comincio a balbettare "Ecco, la mia tesi tratta di x...cioe', veramente non proprio di x...insomma, anche di y...con un po' di z...". E poi richiudo il faldone, respiro profondamente, e dico "Scusate, posso ricominciare da capo?", riapro il faldone, schiaccio play, e mi lancio in una rutilante serie di exploit intellettuali, finche' i miei neuroni non fanno scintille, e la commissione, folgorata da tanto intellettual valore, si lancia in una frenesia di applausi e mi conferisce il dottorato senza correzioni - una cosa senza precedenti storici - e mi incorona con un contratto di ricerca a tempo indeterminato, da svolgersi nella citta' e nel Paese di mia scelta.

Ecco, tutto questo "ambaradan preparatorio" aveva anche funzionato, e ieri mattina, a 24 ore dall'ora x, salivo gli scalini della biblioteca universitaria carica come una molla, saltellando a ritmo di Rocky, e per poco non mi mettevo a tirare pugni all'aria, pronta a dare una lettura veloce alla tesi, e viaaaa!

Via verso lidi piu' sereni, via verso la prossima FIVET, via verso il trasloco in Italia quest'estate...via verso l'inizio di una nuova fase della mia vita (PhD free)!

E invece cosa succede alla vostra Sfolli?
Succede che entro in sala computer, faccio il log-in, e non ho neanche il tempo di togliermi il cappello bianco peloso da abominevole donna delle nevi che...vedo una mail che svetta minacciosa in cima al mio inbox. Mittente: L'Impero del Male, ovvero, la capa della commissione esaminatrice. Che mi annuncia che e' stata colta da bronchite, che e' agli arresti domiciliari, e che la discussione va rimandata a data da destinarsi.

Ora, ricordate la gloriosa ballerina di FlashDance, Rocky e i suoi saltelli e pugni all'aria, la Sfollli super eroe pronta a fulminare la commissione...ecco, dimenticatevela. E immaginatevi il volto dell'abominevole donna cappelluta trasformarsi in un'espressione di terrore, portarsi le mani alle guance, ed emettere un apocalittico NOOOOOOO! Immaginatevi il brusio della sala computer ammutolirsi per cedere all'eco del suddetto gemito primordiale.
Devo aver fatto paura a piu' di una persona, in quel momento. Ma non me ne imporatva nulla, perche' non credevo a quello che stavo leggendo, e l'ho dovuto rileggere parecchie volte per registrarlo per bene tra quei due neuroni desolati a cui erano caduti i guanti da box.

Ora, vi chiederete perche' non puo' delegare ad altri.
Vi chiederete perche' non si puo' fare la discussione con un membro in meno in commissione.
Vi chiederete perche' questa non puo' alzare il rovente sederino e venire ad esaminarmi lo stesso.
Beh, la risposta e' che, ripeto, qui la discussione di una tesi di dottorato e' una faccenda seria, in cui ch esamina deve aver letto la tesi, e in cui i membri della commissione sono scelti con mesi e mesi di anticipo, affinche' ci si possa assicurare che la tesi venga letta e giudicata da esperti del settore. E che non vorrei avere una febbricitante iena in preda ad attacchi rabbiosi che mi esamina.

Quindi, questa discussione non s'ha da fare.
Almeno non oggi.

PS Volevo anche segnalarvi una stupenda iniziativa di Ely (a sua volta segnalata da Wanesia sul blog di Nina), i Libri Vagabondi!

martedì 8 febbraio 2011

Stylish blogger award

Ringrazio tantissimo Finalmentemamma per avermi passato la staffetta di questo award: grazie mille della fiducia - ma veramente...io stylish?!

Mah, alle medie ricordo che avevo un paio di pantaloni color salmone con appesi vari sonaglietti, proprio tipo mucca. E facevano anche lo stesso rumore, ad ogni mio minimo movimento. Mi piacevano un casino, e li mettevo spesso ad andare a scuola.
Un giorno il mio prof di italiano, al quale stavo generalmente simpatica - perche', diciamocelo, ero una secchiona - proprio mentre stavo andando a buttare qualcosa nel cestino in un tripudio di scampanellamenti, mi guarda, smette di parlare, e dice 'Ecco, la [Sfolli] di solito ha stile, ma da quando ha 'sti campanelli ci dobbiamo ricredere tutti'.
Da li ho capito che (a) il mio tasso di popolarita' in classe era sceso ai minimi storici (gia' non godeva di buona salute, essendo io secchiona e pure occhialuta) e (b) il mio senso di stile non coincideva necessariamente con quello degli altri. Pero' giuro, i campanellini non li porto piu'...(ora mi sbizzarrisco con berretti e stivali da abominevole donna delle nevi).

Insomma, grazie della fiducia, Finalmentemamma :-)
Allora, le regole sono che vi racconto 7 fatti su di me, e passo il premio a 10 blog.

Due cose le ho gia' dette:

- Alle medie ero una secchiona occhialuta (ma si dice secchiona in tutta Italia?) che godeva di bassa popolarita'.

- Alle medie avevo un senso del vestire a dir poco dubbio.

- Aggiungo che avevo i capelli cosi crespi che mi chiamavano kiwi - come il frutto o come l'uccello che vive in neozelanda.

Oltre a kiwi, ho sempre avuto soprannomi animaleschi e non, che credo mi abbiano segnato la vita, oltre a rifletterla
- Fin dagli albori della Sfolli-esistenza, a casa mi hanno sempre chiamata Scimmia o Gallina, a seconda della posa (scimmiesca - infatti lo yoga mi viene molto bene) o delle esternazioni piu' o meno gallinesche, sia per il tono di voce che per l'acume - rinomata l'ormai storica asserzione, proferita dalla Gallina alla giovane eta'a di tre anni in risposta al padre che le stava spiegando una cosa con tono un po' troppo...paternalistico:
"Ma tu credESSI che io sarEBBI scema?".
Eggia'.

- Ironia della sorte, la cosiddetta Gallina , pur non essendo ancora abbastanza vecchia da far buon brodo, sta gia esaurendo le proprie uova (sigh)

- Dal liceo in poi, sono stata chiamata la Gnorry. Come avrete immaginato, dalla mia storica asserzione all'eta' di tre anni, non ho piu' smesso di blaterare scempiaggini. Diciamo che la prima cosa che mi passa per la mente esce dalla mia bocca, senza filtri, e che la maggior parte delle volte sono cose che riflettono la piu' totale assenza di buonsenso e di praticita'. E che tendono a farmi fare la figura della stordita con la testa tra le nuvole.
Ma la cosa non mi dispiace, perche' in realta', Gnorry vuole dire 'una che ci fa' (la tonta), non che 'ci e'' (la tonta), quindi mi piace pensare che la gente, in fondo, non ci creda che sono poi cosi' tonta. Anche se, da brava Gnorry, non ho ancora capito neanch'io se ci sono o ci faccio...

- Quando mi prefiggo un compito, mi impegno assai (si capiva, dalla lunghezza di questo post?)


Ok, ora tocca a voi. Vorrei dare il premio a

WonderP seguo sempre le avventure sue e del suo Paciuk, di cui potete trovare delle foto stilosissime sul banner del blog - con una grinta cosi, altro che modello (guardate per credere)

Nina che vedo ha gia' ricevuto l'award, ma glielo rimando lo stesso perche' oltre ad essere una grande per tanti motivi, fa delle foto veramente stilose (bellissime le ultime con i dettagli sabba e acqua e con i cani in liberta')

Potolina mi fa ridere, mi sembra una persona positiva e piena di vitalita', e poi le icone che usa sono simpaticche ed espressive

IlnidodiAle la seguo da poco - ha un sito molto carino e creativo, e racconda delle sue esperienze al nido

Giulia Passione e' non solo mia omonima (e ridacci con l'egocentrismo), ma e' anche una fuori di zucca, schietta, sveglia..e per il suo post sull'uomo bidet si merita pienamente questo award sull stile

Legge40 perche' chiaramente voglio divulgare i blogs dove si parla di fecondazione assistita eterologa, ma anche perche' ne parlano con stile, senza sbavature di rancore

Semper Adamas e la sua pazienza con le colleghe f..e di legno e la sua ribellione alla dieta mi hanno convinta che si, la ragazza ha stile

Madamadore' perche con un nome cosi, e tutte le sue belle figlie, deve per forza essere essere stylish. E poi anche le sue considerazioni sull'Ikea lo confermano

Sara con la sua ricerca del pupo e la stilosa metafora (corredata da foto vertiginose) del ponte da passare

Valeria che mi sembra una persona serena - e ci vuole stile ad esserlo - che apprezza le gioie della vita e le racconta nel suo blog, Gravidanziamo (quanto stilosa e' sta parola?!)

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