lunedì 31 gennaio 2011

The kids are all right

Continuo il filone dei film, che parlare di Alberto Sordi nel Medico della Mutua nel mio post di settimana scorsa mi ha ricordato che mi riprometto ormai da mesi di scrivere di "The Kids are All right", un film che in Italia uscira' a breve ("I ragazzi stanno bene"), che tratta del tema della fecondazione eterologa.

Il tema mi e' caro, perche' come vi ho gia' detto, la mia riserva di uova e' estremamente bassa, e se la prossima FIVET non funziona, probabilmente passeremo alle uova di donatrice. E come funzioni questa cosa e' uno degli argomenti di cui mi riprometto di parlarvi presto (anche se Gianna Nannini ha gia' detto tutto con la sua splendida storia personale).


Ma il tema mi e' caro anche perche' pure il Dear Husband non e' messo benissimo in quanto fertilita'. A dire il vero, 'non e' messo benissimo' e' un eufemismo, perche' essendo Dear Husband affetto da una sindrome dal teutonico e inquietante nome di Klinefelter, non ha praticamente traccia di seme utilizzabile. Per cui ora stiamo ricorrendo al seme di donatore. Del quale vi raccontero' presto.


Insomma, tutto questo panegirico per dirvi che la fecondazione eterologa e' un tema che mi sta a cuore, mi tocca persoanlmente, e del quale credo si parli troppo poco in Italia. Talmente poco che, in occasione di quel fatidico referendum sulla Legge 40, la gente si e' fatta influenzare e irretire da ogni dove. Votando senza sapere, senza pensare, senza sentire.


E infatti ora in Italia ci ritroviamo una legge miope e bigotta, e un premier che dice che "E' meglio guardare una bella ragazza che essere omosessuali". Mentre negli Stati Uniti ormai perfino Hollywood ne parla, e non con un film tragico e pesante, ma con una commedia leggera, brillante e profonda, come "The kids are all right".

Un film dal titolo molto simile a quello "Stanno tutti bene" di Giuseppe Tornatore, in cui Mastroianni recita la parte di un vecchio padre che non sa vedere oltre i propri occhiali a fondo di bottiglia. Un padre che non ha mai saputo vedere nell'animo dei propri figli, i quali, quando lui decide di andare a trovarli dispersi per tutta Italia, gli mettono in scena una grande menzogna, per fargli credere che stiano tutti bene. Ma sotto la maschera dell'apparenza, the kids are NOT all right. E neanche in "In the kids are all right", la famiglia dei nostri eroi proprio bene non sta.

Ripeto: non si tratta di un film oscuro e a basso budget, ma di un film prodotto da Hollywood, con niente meno che Julianne Moore: quella gran donna che nel film Il Grande Lebowski appare nella parte della giovane artista che si diletta a dipingere enormi tele spruzzando vernice appesa - nuda - ad una carrucola che la fa letteralmente volare sopra la tela; e quella stessa sensualissima Julianne Moore che nel film Short Cuts discute bellamente con il marito mentre stira nuda dalla cintola in giu', come se nulla fosse.

E poi c'e' la splendida Annette Bening, che all'alba dei 50 anni suonati irradia ancora bellezza e stile, e che non a caso troviamo in American Beauty (nonche' "La diva Giulia", che e' sempre di buon auspicio per me ;-)).


E poi, ultimo ma non da meno (anche se non esattamente il mio tipo), Mark Ruffalo, del quale non ricordo la filmografia, ma del quale credo avrete memoria, data la sua impeccabile figura da manzo latino.

Insomma, un bel cast promettente. Ma anche una bella storia: in California, una coppia di lesbiche over 40 (la Julianne e la Annette) ha una talentuosa e diligente figlia diciottenne e un irrequieto figlio quindicenne, nati da fecondazione eterologa con donatore di seme. Quando la figlia compie diciott'anni, il fratello la convince a richiedere nome e indirizzo del donatore di seme. Comincia cosi una serie di incontri tra i due e il donatore, durante i quali il figlio quindicenne giunge alla conclusione che il donatore e' uno sfigato da lasciar perdere, mentre la figlia si lascia irretire dal fascino maudit del donatore (che non a caso e' un manzo latino dotato di Harley Davidson e circondato da ventenni vogliose) e trova conforto in questo modello maschile, visto che il suo, di ragazzo/amico, non sembra emanare una molecola di ferormone maschile neanche a a spremerlo.
Insomma, quello che doveva essere solo un breve incontro, giusto per 'vedere che persona possa essere il donatore', si trasforma in una strana relazione che finisce per coinvolgere anche le due madri, il cui mondo fatto di carriera frenetica (Annette) e di routine da desperate housewife insoddisfatta (Julianne) viene sconvolto al di la' del previsto.
Ora, non che le due donne se la spassassero proprio malissimo prima di incontrare il manzo latino - memorabile la scena che riassume con ironia e originalita' la loro attiva sessualita', che le vede a letto la sera mentre si sparano un bel pornazzo rappresentante nientepopodimeno che una serie di giovani manzi latini in festa, mentre una l'una brandisce un vibratore di fronte all'altra, in un'intimita' ridacchiante rotta solo quando premono il tasto massimo volume, per sbaglio, con i figli che dormono nella stanza a fianco. ooopsss!

Non se la spassavano male prima, ma quando entra in scena il donatore, ecco che le loro latenti frustrazioni di tutti i giorni gli si riversano addosso, con la Annette che mette in scena un bel teatrino da mamma del Mulino Bianco, e la Julianne che passa al dunque e se lo porta a letto.
Ed e' quando Annette scopre il fattaccio, che diventa evidente che il film in realta' non e' incentrato affatto sui 'Ragazzi', ma sulle due donne e su come anche loro, come i loro figli, siano vittime vulnerabili della promessa che il donatore possa dare loro una nuova vita, un cambiamento, una rivalsa. E di come questa si riveli un'illusione, perche' il donatore, come gia' aveva capito il figlio, altro non e' che uno sfigato da lasciar perdere, mentre la la nostra famiglia di eroi trionfa su tutto.

Insomma, io non lo so come lo prendera', la nostra eventuale prole, questo fatto dell'esistenza di un donatore (e forse anche di una donatrice). Pare che i figli, se si sentono amati, non diano troppa importanza al fatto di non essere geneticamente legati ai propri genitori. Certo, magari quando passano la cossiddetta 'eta' della stupidera', cioe' l'adoloscenza, qualche scemenza la penseranno e ce la sbatteranno pure in faccia. Ma quale adolescente non ci passa?
Alla fine, io credo proprio che i ragazzi staranno bene - con noi.

Al di la di questo, ad una cosa questo film mi ha fatto pensare: chiunque a questo mondo e' suscettibile al pensiero del 'E se...' - e se avessi preso un'altra strada nella mia vita? e se nella mia vita avessi dato spazio ad altre persone, ad altri progetti, ad altri luoghi? e se dessi un taglio alla mia vita, cosi, ora?
E' inevitabile pensarci. Ma se una relazione e' forte, ed e' stata nutrita di amore, anche questo passa. E si diventa piu' forti, e i manzi latini li si richiudono dentro ad un pornazzo, o gli si sbatte la porta in faccia, come fanno i due figli, alla fine.
E via, si ritorna la, dove le maschere non servono.

La Materia dei Sogni...e la nostra piccola vita è compresa dentro un sonno

aaaHAAA, grande giubilo, esultazione generale in questo angolo remoto della landa di Robin Hood: e' arrivata la Giulietta Alfa Romeo! La pubblicita', intendo, quella che cita Prospero nella Tempesta di Shakespeare.
L'avevo vista per la prima volta appena atterrata in Italia, il primo gennaio di quest'anno, e subito avevo scattato una foto rubata, cosi, per ricordarmi che i sogni sono importanti. E infatti, la mia amica Volpe lo sapeva, e mi ha regalato quella maglietta di Alice che sogna con il suo bel gattone in grembo...La sa lunga, la Volpe, molto lunga.

Comunque la cosa mirabile e' che la pubblicita' sia arrivata anche in UK. Giuro, l'ho vista due minuti fa alla tele, e per poco non mi andava di traverso la minestra di lenticchie (proteine, proteine, crescete follicoli belli, crescete...).
Finalmente il popolo inglese si rendera' conto che il mio nome si scrive G-I-U-L-I-A, e la smettera' di macellarmi il nome con scempiaggini tipo
Guilia
Gulia
Gilia
Giula
E questa e' solo una random selection. Perche' dopo anni ho smesso di farci caso. E' che si scrive cosi solo in italiano, quindi la gente non lo sa.
Ma cio' non vuol dire che mi abbia smesso di rodere, sta cosa. Il mio, scusate se e' poco, e' un bellissimo e nobilissimo nome. Non per niente, sono pure nata alle Idi di Marzo. Piu' di cosi.

E io che da piccola volevo essere un uomo, e chiamarmi Piero...
(in compenso, pero', volevo anche avere delle tette giganti, come quelle di mia nonna - e invece, nisba, nada, una prima scarsa).

lunedì 24 gennaio 2011

Il medico della mutua

L'avete visto quel film vecchio con Alberto Sordi - Il Medico della Mutua - un film degli anni '60 in cui si trattava la controversa faccenda del sistema della mutua, che incoraggiava i medici ad assumersi un gran numero di pazienti in cambio di un proporzionale tot di ricompensa in busta paga?
Nel film, Sordi fa la parte di un giovane medico rampante che fa di tutto per accaparrarsi pazienti, come andare a letto con la moglie anziana di un altrettanto anziano medico in fin di vita, o rubare i pazienti ad altri medici, attirandosene ire e antipatie.

Mi e' venuto in mente questo film perche' l'altra sera avevamo ospiti a casa per una informale cena a base di...formaggio (ribattezzata poi una 'cheese chat', che sara' sicuramente il nuovo 'brunch' del secolo, io ve lo dico - l'avete letto qui, in anteprima sui vostri teleschermi), e la nostra amica incinta ci parlava del suo imminente cesareo, e di quanto corrotto sia il servizio sanitario in UK. Diceva che i medici base guadagnano anche piu degli specialisti, e che in base a quanto siano dei bravi uomini d'affari, arrivano anche a guadagnare 200.000 euro all'anno!
E questo semplicemente se sanno gestire un buon numero di visite private (nelle strutture ospedaliere pubbliche, of course). Ma un medico di base senza ambizioni particolari, con un numero medio di pazienti, arriva tranquillamente ai 100.000 euro all'anno.
Mentre uno specialista, che noi in Italia siamo abituati a pagare 150 euro a visita cosi, senza battere ciglio, in UK guadagna meno di un medico di base. Molto meno, a quanto pare.

Questa cosa mi ha inquietata non poco, e non perche' penso a quei 'poveri' specialisti che studiano per anni e poi guadagnano meno di un medico di base, ma al fatto che io fin'ora ho avuto solo esperienze negative con i medici di base qui in UK.
In media, i medici di base dedicano al paziente 5 minuti a visita, durante la quale ti prescrivono qualsiasi medicina, o 'droga', come si dice piu' comunemente in inglese, perche' di droghe si tratta, non illudiamoci che la loro legalita' le renda meno nocive...Piu' che persone assennate che ti ascoltano e riflettono sul tuo problema, i medici qui mi sembrano burocrati dalla ricetta facile.

Salvo, poi, rifiutarsi di prescriverti esami fondamentali, per i quali dovrebbero accoglierti a braccia aperte e darti una pacca sulla spalla per esere venuta nel loro studio di tua sana sponte. Come il test del virus HIV. Nel mio mondo, una persona che richiede un test dell'HIV e' una persona matura e consapevole che preferisce passare un'ora di ansia ma sapere se deve prendere precauzioni nei confronti della comunita' in cui vive, e non una persona irresponsabile alla quale fare la ramanzina corredata da obbligo di frequenza a una sessione di terapia psicologica. Non vi pare?
Ebbene, questa e' stata la risposta che ci siamo sentiti dare dal nostro medico di base quando io e Dear Husband abbiamo richiesto di fare il test dell'HIV. Da notare, inoltre, il fatto che io e lui dovevamo fare il test perche' era uno dei tanti richiesti dalla clinica dove abbiamo fatto la FIVET, come condizione all'accesso ai trattamenti.
Ecco, che un cieco burocrate come il dottore della mutua che ci e' toccato guadagni 200.000 euro, questo mi sembra inaccettabile, non vi pare?

O forse questo succede anche in Italia, e io non lo so perche' ho lasciato il Paese quando ancora ero una giovane pivella ingenua e ignara del mondo reale?

lunedì 17 gennaio 2011

A casa

Eccomi qui, di ritorno nella mia casetta di Nottingham, circondata da tutti i ricordi - quelli concreti - che mi sono portata dietro, ovvero uno zaino ricolmo dei 15 Kg consentiti da una nota compagnia low-cost (quella che da qualche anno ha deciso di potersi liberamente permettere di appioppare ai propri clienti "costi" aggiuntivi come fare il check-in, mettere un bagaglio nella stiva, fino addirittura al "costo" di poter usare la propria carta di credito con la quale pagare il biglietto...mentre sono in fase di progettazione costi aggiuntivi come quello per poter usare la toilette e di poter respirare l'aria pressurizzata).

Ecco, sono finalmente riuscita a trascinare il mio storico zaino scout attraverso le Alpi, la Manica, e un pezzo di campagna inglese e ora siedo circondata dal mio bottino, che annovera, tra le altre cose:

- una maglietta con Alice nel Paese delle Meraviglie con aria sognante e gatto in grembo, azzeccatissimo e dolcissimo regalo della Volpe

- una cintura di pelle nera per Dear Husband (rimasto a Nottingham a lavorare e studiare per diventare osteopata), che al momento di indossarla si e' rivelata essere troppo corta.
"Ah, ma sono questi Italiani che sono mini, non sono io che sono grasso", puntualizza Dear Husband, con la velocita' di chi sa di raccontarla grossa

- e dulcis in fundo (e qui, giuro, mi e' appena scappato un "dulcis in fungo", corretto in extremis), tante, ma tante leccornie. E quando dico tante, voglio dire tante, ovvero, sei kili SEI di formaggio, e non vi faccio la lista dei tipi perche' altrimenti mi scappa la salivazione e qui non se ne esce piu'. E poi, appunto, un pacco mega di funghi porcini secchi, e una bottiglietta di olio di tartufo.
E poi biscotti Ricciarelli, Cantuccini, Amaretti soffici e duri, e caramelle a volonta'.
E poi salse alle olive, pesto, e poi e poi e poi...la salsa coulis di kiwi fatta in casa da F., che verra' gelosamente custodita e protetta dal vorace Dear Husband - almeno fino a quando non entrera' nella cintura italiana. E che sia la volta buona, che si mette a dieta, in nome della fashion italiana? Magari e' cosi, visto che l'ho gia' visto fare di tutto pur di sembrare italiano, anche vestirsi da "mafioso" con tanto di camicia nera, pantaloni e giacca di lino beige, occhiali da sole, quintali di gel nei capelli, e udite udite, cappello di panama. Piu' che un italiano, sembrava l'Uomo del Monte.
Ma queste erano prove tecniche risalenti a 10 anni fa. Nel frattempo si e' affinato, e ha pure imparato a cucinare molto meglio di me!

Allora, immagino che ora pensiate a me come un lavandino, un pozzo senza fondo, un'oca all'ingrasso, una balena...ma io vi assicuro che in realta' sono un donnino per bene, di quelli da tisane, che mangiucchiano insalatine e sbocconcellano sani snack alla frutta durante il giorno.
Solo che quando torno in Italia, e ci torno circa un paio di volte all'anno, non di piu', non so resistere. Anni fa mi riempivo lo zaino di prodotti di bellezza vari: creme, shampoo, addirittura fanghi anti-cellulite. Ora mi rendo conto che, in realta', la cellulite l'avevo nel cervello, e che le priorita' nella vita sono altre. Ovvero, un panino al formaggio.
Finalmente ci sono arrivata. Dulcis in fungo...

E poi, sicuramente tutto questo ben di dio ai follicoli fara' benissimo, vero?
E' proprio scientificamente provato, che le proteine fanno bene alle uova. In particolare quelle provenienti da Scamorza, formagella della Val d'Aosta, Pecorino, Taleggio, Parmigiano...
Ecco, lo sapevo, mi e' scattata la salivazione. Non ce la posso fare.

Volevo scrivervi del viaggio, ma vi lascio con le foto. Quelle del viaggio di andata, il Primo Gennaio. Lo raccomando a tutti: un viaggio in solitario tra stazioni e aereoporti assolutamente deserti. Niente folla, niente schiamazzi, niente pupi strillanti al decollo, niente di niente a impedirvi di scivolare, kilometro dopo kilometro, nell'oblio del ritorno ai luoghi dell'amore, della facilita' e delle certezze.

Salvo, poi, avere un disperato bisogno di tornare a farsi pere su pere di ormoni.
Prossimamente: il Richiamo della Siringa, Parte Seconda!


































domenica 9 gennaio 2011

Sunshine award!

Questo premio è una sorta di pubblico apprezzamento che possiamo assegnare ai blog e ai blogger che ci sono più cari! Qui di seguito le semplici regole:
Quando si riceve il premio si deve:
1. Ringraziare coloro che ci hanno premiato
2. Scrivere un post per il premio
3. Passarlo a 12 blog che riteniamo meritevoli
4. Inserire il link di ciascuno dei blog che abbiamo scelto
5. Dirlo ai premiati





Allora, come dire...uuuuuuh che emozioneeee!
Ve lo ricordate il Tenerone del Drive In, quella specie di mega coniglio di peluches rosa con un ciuffo bianco ricciolo da fare invidia ai Bee Hives? E che faceva sempre, immancabilmente, "Pippo Pippo Pippooo Emozioneeeeee!" E sapeva dire e fare solo quello. Insomma, un demente da ricovero, un rifiuto della societa', una piaga, diciamocelo pure.

Solo che a me e' venuto da dire cosi, quando ho ricevuto il premio, prima da Nina e poi da WonderP. Che onoooore, io nuova matricola della blogosfera, gia' vengo premiata dalle mie amiche: GRAZIE!!!

Ma siamo sicuri che non vi posso includere nella lista dei mie 12 blogz preferiti?? Perche' per me veramente i vostri post sono un appuntamento immancabile. Allora io faccio i premi "un certain regard", come a Cannes, e vi premio lo stesso:

A WonderP, perche' ricambio pienamente quello che ha scritto, cioe' sono felicissima anch'io di avere ritrovato un'amica tramite blog. E perche coi suoi post trash sul Paciuk mi fa sempre sorridere e ricordare che avere un pupo e' anche un impegno enorme. E infine perche' se non fosse stato per i suoi incoraggiamenti (e quelli della Volpe of course!), sarei stata troppo pigra per lanciarmi con un mio blog personale.

A Nina, perche' e' una grandissimissimissima (come dicevo ai tempi del Tenerone) e mi sento veramente vicina a lei, non solo per la ricerca del pupo che ci accomuna, ma anche come sentire in generale. E' divertente e acuta, e gia' con la Volpe (e spero presto con WonderP) si parla di lei, e di quanto ci piace. Insomma, Nina, tu non lo sai, ma sei gia' protagonista di grandi lodi tra noi galline pedemontane.

Ma torniamo a bomba. Concentrazione.
Il Tenerone, che a qanto pare ultimamente bazzica con bottiglia di grappa economica in una mano e pippa di coca (eh si pippa pippaaaa) nell'altra, perso nel baratro esistenziale nel quale e precipitato da quando e' chiuso il Drive In e l'hanno licenziato, si e' finalmente deciso da bravo valletto ad estrarre la lista delle vincitrici del Sunshine Award da dietro il ciuffo forforoso alla Bee Hive (dietro le orecchie non c'era posto perche' c'erano i pacchetti di Marlboro, anzi di Diana che costano meno). Io ringrazio, ma lui si e' gia' avviato su viale del tramonto assieme al suo amico Krusty Clown. Allora io lancio un ultimo sguardo saudade (Nina, ma cche voddddi sta saudade: malinconia??), e leggo, rigorosamente in ordine sparso:

1) Finalmente mamma con la sua delicatezza e la sua presenza costante e incoraggiante, sento di volerle gia' bene, e anche perche' mi rende fiduciosa il lieto fine delle sue peripezie alla ricerca della "Puzzola" (la quale gia' intercede per me, conoscendo il bambinese, nel tentativo di convincere sto pupo a scendere tra noi mortali)

2) Vita a San Diego perche' mi sento vicina a lei non solo per la ricerca del pupo, ma anche per il fatto che siamo entrambe emigrate (lei negli States, io in UK), e trovo le sue osservazioni - confronti a cavallo tra due culture molto 'refreshing', perche' sono simili a quelle che facevo io circa 7 anni fa, quando ancora Vedevo le differenze.

3) machedavvero perche' ho letto il suo libro e mi rassicura continuamente del fatto che i miei 32 anni non sono troppi per cercare un figlio, perche' molto probabilmente, se mi fosse capitato come a lei, a 27 anni, avrei avuto molti conflitti interiori, perche' a 27 anni si pensa ad altro (io forse non al pampero, ma sicuramente a tutt'altro che a un figlio). Come lei, avrei certamente accettato e amato questo pupo, ma avrei anche combattuto con rimpianti vari.

4) ero una brava mamma perche' e' stata tra le prime a cavalcare il filone mamme che non rinunciano a se stesse, e penso che se mai arrivero' ad avere un pupo, cerchero' di conciliarlo con cose simili a quelle che fa lei (traduzioni, palestra, trenini autocichi - anche quelli per me, ovviamente)

5) La cicogna vola mi sento vicina a lei e ai suoi travagli ginecologici e con la asl (si chiamera' ancora cosi? scusate ormai oltre ad essere fuori di zucca di mio, sono pure fuori dal giro in Italia), che ne ho avuti un paio anch'io negli ultimi mesi. La ammiro per la forza e la speranza che mi sa infondere.

6) quasi ventisette anni e già tre figlie anche lei e' diventata argomento di lodi con la Volpe, insomma, anche di lei e del fatto che abbia un bel cervellino pensante si parla tra le lande pedemontane

7) E' arrivato il tempo perche' ha una scrittura positiva e riflessiva, e anche perche' ci accomuna la ricerca del pupo, of course

8) se avessi tempo perche' mi viene spesso da ridere e identificarmi con lei, con il suo diritto al disordine, i suoi traumi da talpe, e la sua ossessione per la consecutio temporum

9) Aspettando Giulia non solo la sua bambina ha un nome bellissimo (eccerto, e' il mio ,-) ), ma anche lei ha un nick troppo simpatico: Gnappetta, grazie per i messaggi che riesci sempre a lasciarmi e per i post che scrivi, che si sente che vengono dal cuore :3

10) Io, funambola per la sua grinta e per la sua passione per il suo uomo: e' bello leggerti e ricordarmi che anch'io devo tenere alta la passione con il mio Dear Husband (soprattutto dopo 11 anni!). E poi grazie davvero per la dolcezza, perche' mi sei vicina sempre, con i tuoi messaggi di sostegno!

11) Mugs for two perche' ha tanti interessi, fa(ceva) la ricercatrice come e (sia di pupo che di mestiere), perche' mi piace il font del suo blog, e insomma, mi piace leggerla

12) Mamma single per scelta mia perche' e' una gran donna, che ha fatto una scelta grande (tutto grande, come il pennello Cinghiale: per una parete grande, ci vuole un grande pennello...mamma mia io guardavo troppo tivvu). Non scrive da molto, ma aspetto con ansia di conoscere la sua storia!

E ci sarebbero altri blogs, come A casa di Simo che mi fa sempre ridere un casino, e quelli delle mie nuove followers (Jiboejiba, Attimi di vita, Allafinearrivamamma, Pokodemim : vi verro' a trovare al piu presto!) e a quelle che mi hanno lasciato tutti quei messaggi carinissimi negli ultimi giorni (grazie Sara e Freedom72!), ai quali non ho ancora avuto tempo di rispondere...beh, io i links li lascio, lo so che non e' nelle regole, ma spero non me ne vogliate...

sabato 1 gennaio 2011

Anno Nuovo, Vita Nuova...

...chi ha fallito ci riprova!

Io me lo sento, quest'anno sara' un anno formidabile per tutte noi alla ricerca: sara' un anno pieno di follicoli, uova, embrioni, blastocisti che si attaccano (no, non al tram, all'emdometrio), e soprattutto pieno di noi tutte reclinate sul divano, con una mano sul pancione e una sulla fronte in posa contemplativa, il placido sguardo perso nell'orizzonte, e il resto del mondo ai nostri piedi in ammirazione di cotanta prodigiosa conquista. Ce la possiamo fare, e ce la faremo!

Si sente che oggi sono esaltata?
Sara' che ho ancora in corpo tutto il vino rosso-prosecco-champagne-liquore al cioccolato di ieri notte, che non mi sono fatta mancare nulla.
Ho vaghi ricordi di conversazioni con i nostri amici - chi di Nottingham, chi da San Francisco, chi da Washington D.C., chi in partenza per Abu Dhabi, chi per il Canada - con tutti loro si parlava di limite legale per bere alcolici: nel Regno Unito e' 18, negli Stati Uniti e' 21, negli Emirati Arabi (si, Abu Dhabi e' negli Emirati Arabi, l'ho dovuto cercare stamattina sul google maps - pero' che non fosse in Etiopia (?!), come sosteneva il Dear Husband, lo sapevo, neee...) addirittura per poter acquistare bevande alcoliche devi portare sempre con te una specie di patente che certifica la tua nazionalita' e che non sei musulmano.
E io a fare la splendida, dicendo che in Italia non ci sono limiti, e chiunque puo' acquistare tutto l'alcol che vuole - anche al 100% per farci il limoncello - ma che non per questo abbiamo problemi di alcolismo. Anzi, ne abbiamo molto meno che all'estero.
Per poi arrivare alle 10 di sera in uno stato di alcolismo puro: ricordo di essere uscita in balcone (si, vabbe', balcone e' una parola grossa per l'edilizia inglese - una mini balaustra, ecco), con zero gradi sotto la luna, senza sentire il minimo freddo. Ero troppo concentrata ad aspirare il fumo passivo del manipolo di fumatori incalliti che si affrastagliavano in due centimetri quadrati (ma il baluardo resiste: sono a piu' di 150 giorni senza sigarette!).
Ricordo anche di aver attanagliato varie persone che non vedevo da almeno un anno con le mie FIVET peripezie. Che, in aggiunta alle mie solite paranoie
1. Oddio cosa faro' da grande?
2. Oddio e se mi bocciano all'esame di dottorato? (si, sono proprio recidiva: oltre ad essere una ricercatrice di embrioni, sono pure ricercatrice in universita')
3. Oddio ma io ce la faro' nel mondo vero, quello fuori dalla scuola?
...non e' poco. Santa pazienza, santo sorriso di circostanza inglese, che ha fatto si che io non venissi mandata a quel paese a ogni due per tre...
Insomma, se in Italia mi pare di capire che parlare di fertilita' e' taboo e nessuno ne vuole sentire, sappiate che qui in UK c'e' una pazza a piede libero che nessuno riesce a zittire su questa cosa. Io attanaglio per tutte voi: siete contente? E vi mando tanti sorrisi di circostanza, ma anche tanti sinceri, perche' ce ne sono stati tanti, ieri sera.

Ma l'euforia e l'ottimismo di oggi sono soprattutto dovuti al fatto che finalmente sono in partenza per l'Italia! E' esattamente un anno che non torno al mio borgo natale ai piedi delle montagne e non vedo l'ora di rivedere tanti amici (ciao WonderP, ciao Volpe!), ma anche il Gufo e la Iena, ovvero i mie cari genitori (il Gufo si chiama cosi perche' e' un essere solitario e dalla postura francamente ingufata, la Iena e' stata battezzata cosi dal Gufo, per via del suo fare non troppo morbido o accondiscendente - ma questa e' un'altra storia).
Insomma, sto tornando tra la mia famiglia e altri animali, e non vedo l'ora!

Questo post vi e' stato offerto dal super wi-fi delle British Railways - altro motivo di euforia e' appunto poter sgallinare su internet mentre scivolo tra la campagna inglese, ogni minuto piu' vicina all'Italia...
Ora pero' stiamo entrando a Londra, e vi saluto. Ho fatto un bel po' di foto, ma non le posso scaricare perche' mi sono dimenticata il cavetto a casa. eh, be, il mio di soprannome fa gnorry, e non e' un caso. Io gnorry ci sono proprio, non ci faccio!
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