martedì 29 novembre 2011

Il dado, anzi la crocchetta, e' tratta! Vincitori GiveAway

Io lo sapevo che Tigro sarebbe capitolato al richiamo delle crocchette, yoohoo!! Vedi Ilaria, siamo telepatiche: great minds think alike :-)
Insomma, alla fine ho messo una crocchetta su ogni casella, e ho aspettato che il richiamo del cibo la vincesse sopra lo sdegno altezzoso di Sua Maesta' Imperatore.
Ed ecco il risultato:



E' stata una lotta all'ultima sniffata, ma alla fine tra la casella n. 5 (Pellon's Mother) e la casella n. 6 (Merendina76), la 6 e' stata mangiata, pardon, premiata!
Quindi, pe-pe-re-peeeee, Mere76, sei la fortunata vincitrice del libro omonimo a questo blog!

Poi pero' ho pensato, ma mi saro' complicata abbastanza la vita?
Gno, certo che gno!
Ho pensato che le caselle vicino alla ciotola, o comunque quelle ai bordi del tabellone avevano piu' probabilita' di vincere, quindi mi sono attaccata a Random.org, e ho fatto una seconda estrazione. Dopo tutto, c'e' ancora la mia copia, quella con le pagine ingiallite degli anni '80 che aspetta di essere spedita ad una di voi. Che culo, direte voi.
E allora ecco a voi, le videate con i vostri nomi...


...e il numero estratto da Random.org:
Quindi, Owl, congratulazioni e standing ovation!

Okkey, ora fate un po' voi, che io rotolerei a letto, soddisfatta (ci vuol poco a farmi felice) e inesorabilmente persa sul viale del tramonto...

Piano astutissimo per estrazione GiveAway: F.A.I.L. - si accettano suggerimenti entro la mezzanotte!

Che io mi debba sempre complicare la vita, non e' una novita'. Che i gatti non siano cooperativi e' un fatto stabilito dalla legge della natura felina. Si prendano questi due assiomi, li si mettano insieme, e si otterra' un'estrazione del GiveAway che non e' ancora avvenuta.

Io mi ricordavo che era il giorno dell'estrazione, eh, ed era da giorni che mi gongolavo tra idee folli su come coinvolgere Tigro nell'estrazione piu' creativa dell'anno. Altro che manine paffutelle di pupi-valletta, altro che Random.org! Io si, che vi stupiro' tutte con effetti speciali.

La prima idea era quella di creare un tabellone con tutti i vostri nomi, ricoprirlo con una colata di cera alla Jackson Pollock, e poi far scegliere a Tigro quale casella grattare, tipo gratta e vinci.
Io l'ho pure realizzata, sta cosa, e non soddisfatta di cotanta follia, l'ho pure documentata:

Manco a dirlo, Tigro se l'e' snobbato alla grande.

La seconda idea viene al piu' pragmatico Dear Husband, che suggerisce di creare tanti post-it con i vostri nomi, incollarli tutti su un foglio, e di aspettare che Tigro ci conceda la grazia di staccarne uno con la sua real zampa. E questo e' stata la sua sdegnosa e perplessa reazione:
 Che dite, mi devo rassegnare a usare Random.org? Si eeeh...mmmkay....

giovedì 24 novembre 2011

Thanksgiving Day

Raccolgo al volo in super extremis l'idea di Speranza prima e di Ilaria poi che ne ha raccolto la staffetta, di festeggiare il Thanksgiving Day con un post in cui ricordiamo le cose per la quali essere grati.

Ora, in questo momento ne ho una enorme, che al momento pesa piu' di due kili ed e' intenta a sfondare tutti i parametri delle tabelle ginecologiche. Ma di questa vi raccontero' un'altra volta. 
Perche' ogni cosa merita un post a parte, e questo giro e' il giro delle mie care blog amiche, quelle che ho avuto la fortuna di conoscere di persona, grazie al loro plendido entusiasmo e spirito di iniziativa.
Si, che se fosse stato per me, saremmo ancora qui ad osservarci attraverso lo schermo, a fare mille danze della seduzione e sottili manovre di flirtaggio, senza mai in realta' uscire allo scoperto. 

E invece, toh, un giorno Marica ha preso forza e coraggio e ha invitato me e Ilaria a partecipare al suo super blog tour. E cosi ci fu l'incontro settembrino addirittura da me, nel borgo pedemontano. Da San Diego ai monti di Heidi, capite quanto mi sono sentita privilegiata!!
E poi, due mesi dopo, toh, Clara di Tabaccherie Orientali e la nostra indomita Ilaria mi invitano a raggiungerle nella tappa milanese dell'altro tour, quello che ha metaforicamente iniziato Clara con il primo importante incontro con la sua nuova casa editrice. 

Eh insomma, non staro' a descrivervi com'e' andata e cosa abbiamo fatto - basti solo dire che con Marica e Ilaria abbiamo passato quasi tutto il tempo tra fiori, casoncelli e letture incredule di etichette di reggiseni, e che con Clara e Ilaria c'e' mancato poco che cadessi rovinosamente dall'unico scalino che mi separava da una merenda pantagruelica come non ne facevo da..mmmh, fatemi pensare, prima di andare in UK...quindi otto anni. 
Non c'e' che dire, i blog incontri non fanno bene solo all'anima, ma anche al corpo.

Poi ci sono le personalita' di queste donnine, che sono cosi belle ed esili, ma cosi forti nell'animo che mi ricordano la canna pensante di Pascal, quella che nonostante le avversita' mantiene la dignita', la compostezza, la lucidita' di pensiero e la purezza di cuore che la elevano al di sopra di tutto e la rendono inabbattibile.

C'e' Marica, con il suo esserci, in punta di piedi, con intelligenza, sensibilita' e profondita', come una notte vellutata.
C'e' Ilaria, con la sua schiettezza, i suoi arcobaleni e i suoi occhi limpidi che danno fiducia e la sua parlata che mi fa sentire a casa, finalmente.
C'e' Clara, con i suoi mille volti cangianti: la Clara ganza rockettara con cui ballare scalmanate tutta la notte, la Clara seria e tormentata, la Clara gnorry che perde il treno e la Clara guru che sa tradurre cosi bene le atmosfere e i paessaggi dell'animo in mille lingue.

E io oggi ringrazio voi, donnine mie che mi avete accolta tra di voi, senza pregiudizi, senza barriere, senza filtri e con la gioia nel cuore. 
E io lo so, che anche il vostro viaggio vi portera' a vincere la vostra scommessa. E allora avremo tutto un mondo da festeggiare, con accenti e volti diversi, e con Sfolli che cade lunga e tirata dallo scalino per l'emozione :-)

martedì 22 novembre 2011

Gnorraggine galoppante; ovvero, l'ottavo mese e la presenza mentale di un pesce rosso



La vostra Sfolli sta ufficialmente svalvolando.





Non bastavano

- le nottate in bianco passate a fare pipi/sbattere il panzone a destra e a manca nel vano tentativo di mettermi comoda,

- gli incubi delirio,

- lo sfondamento della Soglia dei Sessanta,

- le analisi del sangue che ormai sono una notte tempestata di asterischi (nonostante io sia ancora fiera della Prova Biberone Zuccheroso, egregiamente superata da me e Picco, il quale per l'euforia e gli zuccheri in corpo scalciava che a vederlo sembrava Sandra Mondaini sotto le coperte)



- l'anemia che mi fa sputare i polmoni dopo due rampe di scale (il Gufo ormai mi da la polvere a salire le scale, e lui ha 71 anni ed e' cardiopatico),

- la tachicardia,

- i boati del mio stomaco (per non parlare delle non proprio edificanti reazioni del mio colon) da quando ho cominciato a prendere gli integratori,

-il polso sinistro fuori uso.


No! ci voleva anche la gnorraggine.

Che con quella, voglio dire, ci convivo da 33 anni, ma non a questi livelli.

Cioe', mi avevano avvertita che sarei diventata piu' sbadata, svampita e che mi sarei dimenticata le cose, ma io avevo deciso di ignorare questa cosa.
Mi ero detta: piu' gnorry di cosi, non potro' mai diventare. Ho proprio raggiunto la soglia di tolleranza fisico/mentale, piu' di cosi, e divento un pesce rosso:
oh, c'e' una nuova piantina artificiale in questa boccia -
scondinzolo per festeggiare -
giro giro tondo intorno alla boccia -
oh c'e' una nuova piantina artificiale in questa boccia -
scondinzolo per festeggiare -
giro giro tondo intorno alla bocc.....
ecc. ecc.

Ma avevo torto: non c'e' fine alla gnorraggine.

Ora non solo non ricordo dove ho parcheggiato l'auto (e non parlo del parcheggio del supermercato, ma del mio quartiere, che in due passi da puffo lo percorri tranquillamente), non solo mi dimentico di timbrare il biglietto del treno (io no spik italian, io gnorry, io prego te grande controllore avere pieta', pliiiis), e non solo trottterello giuliva verso lo studio della Sacerdotessa del Sapere lasciando il faldone delle analisi solo e abbandonato sul tavolo di casa...ora, se mi concentro, bene sono anche capace di

Dimenticarmi la Visita in Salta Parto!

Sabato sera mi crogiolavo nel caldino della mia nuova mutanda contenitrice (grazie MammaPellona per la commuovente offerta: alla fine l'ho trovata al mercato e non l'ho piu mollata!), e squilla il cellulare.

L: "Pronto, Sfolli, sono L."
Io: ?!?! E chi e' sta L., io non conosco nessuna L...Poi piano piano i banchi di nebbia cominciano a diradarsi, e una voce lontana lontana di fa strada verso di me, flebile e indistinta.
Heaaaathcliiiff!
O meglio - Sfolliiiiii, il corso pre paaartooooooo
C@zz0 il corso preparto
Si, ma e' sabato sera, io stavo per mettermi a mangiare le stelline in brodo, che cosa vuole questa?!
La voce incalza, sempre piu' distinta - Sfolliiiii, la visita alla sala partoooooo. LA catena di messaggi con le tue compagne di corsoooo...Tra un'ora devi essere all'Ospedale-in-Cima-ai-Monti-che-puoi-raggiungere-solo-a-Dorso-di-Muuuuloooooooo


Alleluja, Alleluja, grazieiddio per questa rivelazione.
Non che io volessi rimuovere dalla mia mente questo immancabile appuntamento - lungi da me.

Panico.
Dear Husband, attenzione attenzione, questa e' una simulazione di corsa all'ospedale -
Ni-no-ni-noooo, fai che mi si sono rotte le acque, esci dalla doccia e portami in sala parto, NOW!

E insomma, alla fine arriviamo, trafelati e all'ingresso sbagliato, ma ci accodiamo a L., anche lei gnorrissima nonostante sia gia' alla sua seconda prova nell'ambito pupi.
Finalmente troviamo il nostro gruppo pronto a partire per la gitarella scolastica piu' inquietante che io abbia mai vissuto.

A parte l'imbarazzo, che io come sempre vengo presa di mira dall'istruttrice di turno. Si vede che ho proprio la faccia da secchiona, o di quella che non vede l'ora di farsi umiliare. Per cui l'ostetrica, che ci sta illustrando le stupefacenti prestazioni dei super lettini specialmente progettati per la donna in agonia, mi punta con lo sguardo e mi fa
"Sfolli, si, tu, che ti stai nascondendo dietro quella bottiglia di succo da dieci litri, non fare la timida, su, vieni che mi aiuti a dimostrare le mille mirabolanti posizioni che consente di prendere questo super lettino.
Ecco, vieni vieni. Mettiti a carponi. Sai cosa vuol dire carponi?"

Si, lo so cosa vuol dire carponi: vuol dire A PE-CO-RI-NA.
Do you know pecorina?
Ecco, tu vuoi che io mi metta a pecorina davanti non solo alle mie compagne di corso (con le quali si e' condiviso ben altro, diciamocelo), ma anche i loro mariti e partner?

Massi', dai, facciamoci del male, tanto siamo qui per questo, no?
Che in piu', nella fretta, non sono neanche riuscita a cambiarmi, e ho ancora su sto paio di leggings sdrusciti che fanno molto Jane Fonda dei poveri. Tanto non e' che Dear Husband poi me la mettte giu' dura, che sono mesi che non perde occasione di farmi notare come i leggings (che io porto senza casacca sopra) non siano abbigliamento appropriato per una donnina per bene. Va bene. Mettiamoci a pecorina e non se ne parli piu'.

Dopo dieci minuti di spiegazione delle virtu' di questa posizione, con Dear Husband colto da improvvisa sindrome di primo della classe che fa domande su domande, mi si mette A Riposo.
Prossima posizione: lo sgabello/vasino per la fase espulsiva.
E qui ho finto un improvviso attacco di pipi' e sono scappata.

Ma il senso del dovere mi ha richiamata in tempo per assistere alla dimostrazione della posizione in piscinetta, ossia accovacciata, e appesa alle liane. Si, appesa alle liane, gentilmente offerte dall'Ospedale-in-Cima-ai-Monti-che-puoi-raggiungere-solo-a-Dorso-di-Mulo. Che culo. No, davvero, tra tutte mi e' sembrata la posizione piu consona alla mia natura di scimmia/gallina.

Poi ci puo' entrare anche Dear Husband, nella piscinetta, per farmi forza in queste ore di dolore.
Anche se, conoscendomi, ho come la sensazione che il suo ruolo principale sara' quello di non parlare, non toccarmi, non muoversi, non fiatare. Che io mi ci vedo, a comportarmi come un animale in pena, che si trova il suo angolino e se la smazza come meglio puo'.

No, comunque devo dire che la visita in sala parto mi ha rassicurata davvero tanto.
Infatti e' da tre giorni che la notte fisso il soffitto con occhio vitreo, incapace di dormire.

domenica 13 novembre 2011

Cento di queste FIVET andate bene

Davvero, quante cose sono successe in quest'ultimo anno.
Mi avete emozionata con tutti i vostri auguri e il vostro calore e la vostra partecipazione al GiveAway, che bello, siamo davvero in tante :-))
Pensavo a cosa stavo facendo un anno fa, a tutte le incertezze, ma anche al senso di liberta' che mi dava questo prendere un giorno alla volta, senza tesi a cui pensare, senza progetti da realizzare, se non Uno, Il Progetto, quello che andava costruito giorno per giorno, puntura dopo puntura, senza lasciare che nient'altro mi scalfisse l'umore o mi turbasse le ovaie.


Era come se il mio essere egoisticamente incentrata sull'essere felice e rilassata fosse, per una volta, totalmente legittimato dal fatto che stavo Facendo le Uova.
Io dovevo fare le uova, e nient'altro.
Che nessuno me le rompesse, che qui ci voleva concentrazione.

Mi ricordo la concentrazione con la quale mi feci la prima pera.
Ci misi una bella mezzora a mischiare le polverine, a controllare che non ci fossero bollicine d'aria nella siringa, che Tigro non mi aspettasse dietro l'angolo per farmi un agguato nel momento clou, che la mia mano fosse ferma e sicura.
In effetti, ferma e sicura lo ero, perche' non era proprio la primissima volta che mi facevo una pera.
La prima era stata quella per la maturazione dell'uovo alla prima IUI. Quella, l'infermiera aveva inesorabilmente sentenziato che avrei dovuto spararmela alle ore 22:30 esatte di quel giorno stesso.
Ma io alle 22:30 staro' uscendo dal cinema, thank you very much. E come faccio, chiesi alla Generalessa.
Te la fai nel bagno del cinema, disse lei disinvolta.
E cosi feci. Durante i titoli di coda, salutai la mia amica e mi dirisi in bagno.
Mi sentivo tanto tossica, io e la mia siringa pre-caricata, in un bagno pubblico, pronta a infilzarmi la coscia. E chi mi vide entrare in bagno e restarci per una buona ventina di minuti, avra' pensato la stessa cosa: questa e' una tossica. Soprattutto poi, vedendomi uscire tutta un sorriso, carica ed euforica, trotterellando soddisfatta fuori dal cinema che neanche mi fossi appena fatta una vagonata di ecstasy direttamente in vena.
Sono soddisfazioni.

Anche le successive pere hanno sempre avuto quel fascino dell'essere proattiva e indipendente: dello stare finalmente facendo qualcosa per cercare di realizzare il Progetto, e del farlo da sola, senza l'aiuto di nessuno. Certo, le prime volte mi raqssicurava assai sapere che mentre mischiavo le polverine c'era anche Dear Husband li con me, seduto sullo sgabello del bagno, a controllare la procedura. Ma poi quella che si infilzava ero io.
Tranne l'ultimissima pera, tra l'altro la piu importante, che mi fece Dear Husband.
Ricordo ancora il terrore che mi venne nel vederlo brandire la siringa al vento, dopo che con grande disinvoltura aveva mischiato tutto, sbatacchiato al siringa per eliminare le bolle, ed estratto la protezione dell'ago come se fosse il tappo di una bic. Il tutto in 2 minuti secchi.
Io ero terrorizzata. Che quando me le facevo io era tutta un'altra cosa: indugiavo, anzi, indulgevo in decine di minuti di preparazione, di sacri rituali scanditi da respiri e doppi, tripli controlli di quello che stavo facendo, che manco fossi un operatore del Pentagono pronto a dare l'autorizzazione al lancio del missile atomico.

Che poi, chissa' perche', in realta' mi immagino una persona sfiancatissima, con la barba lunga da giorni sotto la tuta da astronauta (?!), che intenta a fare a-bi-bo perche' dopo giorni di agonizzanti ripensamenti (lancio o non lancio?) non si ricorda piu quale sia  la sua mano destra e quale la mano sinistra, stacca un sigillo a caso, e tira una leva tipo cloche dei videogiochi, ma il missile non parte perche' nel frattempo si e' tutto arrugginito.
(dai, non ditemi che non ci pensate sempre anche voi, all'omino che lancia i missili atomici?!)

Comunque, per dire, che ho dovuto raccogliere tutto il mio coraggio e fiducia in Dear Husband per lasciarmi infilzare dalla sua mano sicura e poco cerimoniosa.
E intanto pensavo: ma quel giorno in cui ho detto SI all'altare (tra un immane sforzo per restare concentrata e smetterla di girarmi verso gli invitati, facendo ciao ciao con la manina e saltellando su e giu' dai tacchi trampolo come un'invasata), ecco, quel giorno la, nessuno mi aveva detto che sarebbe arrivato il momento in cui avrei dovuto dimostrare la mia fiducia in lui facendomi infilzare come uno spiedino arrosto.
Comunque devo dire che, tra una finta disinvoltura e lo sfoggio del mio migliore sorriso mummificato mentre cercavo di ignorare i rivoli di sudore freddo che mi scorrevano giu' per la schiena, ecco che PIC indolor, Dear Husband fece il suo dovere coniugale e vivemmo tutti felici e contenti.
E speranzosi che questo ordigno delal fiducia reciproca non s'avesse da ripetere. Io di certo a lui non le farei. non ci riuscirei proprio: troppa responsabilita'. O forse si, chi lo sa. Ma a Tigro di sicuro no, ecco.

Infatti, questa fu l'ultima pera: perche' poi, come sapete, la favola si concluse davvero con il lieto fine.

Pero' io tutto l'occorrente per le pere l'avrei conservato per mesi e mesi a venire. Vedevo la siringa precarica di Ovitrelle che mi occhieggiava dal frigorifero, e non ce la facevo a buttarla.
Andavo in bagno, e c'era sempre quel mega scatolone di siringhe e aghi e cappucci e fialette e test di ovulazione che mi facevano compagnia dall'armadio delle salviette. Avevo pure conservato i foglietti informativi, con le istruzioni su come eseguire il rituale. Ormai ci ero troppo affezionata.
O forse c'era pure una buona dose di scaramanzia che mi faceva pensare che forse ne avrei avuto bisogno ancora.
Solo per il trasloco mi sono finalmente decisa a buttare via tutto. Allora aho tirato fuori tutto dalla scatola e ho allineato tutto in ordine sul pavimento del bagno, tipo collezione di figurine Pokemon, per immortalare tutto con una foto.


Ed e' li che ho ritrovato il bigliettino di auguri che diceva "Happiness Vibes. Very Powerful. Please Use Wisely". Me lo aveva mandato la mia forum amica M.
M. la Roccia, M. che ha la mia stessa eta', M. che dopo innumerevoli cure ha deciso di optare per una FIVET eterologa, e che in questi giorni sta finalmente per avverare il suo sogno. E io sono con lei, a rimandarle tutte le Happiness Vibes che mi mando' lei, un anno fa. E che quest'anno porti Cento di queste FIVET andate bene a tutte voi, gioie mie belle!!!

martedì 8 novembre 2011

Un anno di Uno Nessuno Centomila: il GiveAway

Questa mattina mi sono svegliata con un senso di imminenza, di anticipazione, di qualcosa che covava li, e che voleva uscire, ma doveva ancora trovare forma e parole.
Tranquille, Picco se ne sta ancora appollaiato/a nel suo bel guscio, a fare le bolle e i tuffi, ignaro di cosa l'aspetti la fuori!

E' che ultimamente faccio dei sogni parecchio strani e angoscianti, e hanno tutti a che fare con la nuova vita che sta per arrivare, sia quella di Picco fuori dal guscio, che la mia da ehmm..maaaa...mm. No no non ce la posso fa'. Se mi ci son voluti mesi per imparare a dire "incinta", ho l'impressione che quest'altra parola qui la imparera' Picco prima di me.

Comunque, stanotte ho sognato che stavo discutendo la tesi, davanti a Spietata Cacciatrice e Forca Sanguinaria, e mi si rompevano le acque.
Io non ho idea di come succeda nella realta', ma nel sogno avevo un impeccabile British aplomb e dicevo "Scusate, torno subito", e mi ritiravo con grande disinvoltura alla toilette badando bene a non lasciare rivolini sulla moquette dell'ufficio O_o

E fin qui tutto bene.
Solo che poi si scatenava l'impossibile.
All'improvviso ero fuori e sotto un cielo burrascoso mi stavo arrampicando su una gru altissima, che stava a strapiombo su un fiume in piena, e per guadarlo dovevo non solo arrivare in cima alla gru, ma poi fare un salto tipo uomo ragno e aggrapparmi all'estremita' di un'altra gru, per poi scivolare giu' da quella e arrivare a terra.
Io ci provavo eh, ma alla fine il mio British aplomb mi fa dire "I beg your pardon?!"
Ma stiamo scherzando?
Cioe', va bene che io porto in grembo un Picconatore di prima classe, va bene che tutto e' possibile, ma io non sono Trinity di Matrix. Ah Trinity! Lascia stare gli omini vestiti di nero e vieni un po' qui a prendermi col trattore che io da una gru all'altra non ci posso saltare, che sono impanzata e spiaggiata e impachidermita, e questa cosa del saltare da sola mi sembra un'idea assai balenga.

Poi c'e' stato il sogno di qualche tempo fa, in cui mi rapivano, e mi ritrovavo in questo grande magazzino, grigio e triste, gestito da una serie di suorette impettite, che mi ricordavano che in realta' ero io che mi ero consegnata volontariamente a questo centro, il quale era un centro di riabilitazione.
Ma non c'era da preoccuparsi, perche' loro mi avrebbero indicato la via.
O_o

Ecco, per dire, questa e' la situazione mentale in cui al momento annaspa la vostra Sfolli.
Ora pro nobis.

Poi ci sono anche quelli in cui ho tra le braccia un pupo stupendissimo, neh - soffice e rotondo e caldo curioso del mondo meglio di un cucciolo di labrador sdentato e sbavoso.
Ma quelli sono sogni piu', come dire, contemplativi, senza una trama da psychothriller in preda all'acido come questi altri che faccio ultimamente.

Che dite, sara' che non mi sento pronta?

Eppure questa storia, almeno in forma di diario, va avanti da tanto. Da un anno, per la precisione.
Quando l'8 novembre 2010 finalmente mi decisi ad aprire questo blog (grazie WonderP e Volpe per avermi spronata!).
E quindi tutto questo giro per dire che oggi e' il  
Compleanno di UnoNessunoCento000!
E allora, come potevo io esimermi dall'uscire da questo stato da Psycho-pachiderma per indire un GiveAway?
Allora, pensa che ti ripensa a cosa potevo regalarvi, mi son messa a scorrere i libri nello scaffale.
Sezione Letteratura Anglofona: gia' vi ho fatto due maroni cosi con il Racconto di Un'Ancella, non e' il caso
Sezione Letteratura Teutonica: forse Kafka lo lasciamo li tranquillo, visti i sogni recenti, nevvero?
Sezione Come Prepararsi ad Essere una SuperMamma: idem come sopra - Trinity, aiutaci tu.
La Sezione Cicogne alla Ricerca: mmh quella forse si...pero' se poi mi vince il GiveAway una trimamma ultrafertile che se ne fa del mio libro?
La collezione dei Peanuts? Scusate ma quella e' la piu' preziosa, tutta bella ordinata cromaticamente tipo altarino, intoccabile e inaccessibile (forse al compiere dei 18 anni di Picco comincero' a intrattenere l'idea di lasciarglici posare l'occhio, ma non la mano, quella mai)
mmh allora che rimane..la Letteratura Italiana? Improvvisamente mi parte l'embolo: ma come ho fatto a non pensarci prima? Io vi regalo Pirandello, Uno Nessuno e Centomila. Eccolo qua, nell'edizione doc del 1989, pagata (eh si, noi del borgo pedemontano siamo cosi, e' piu forte di noi, dobbiamo sempre dire quanto paghiamo la roba!) lire ottomilaecinquecento.


Lo apro, controllo lo stato dell'artefatto. Sembra in buono stato. Puzzare non puzza, giuro. No, dai, ora vado e mi procuro una copia nuova, tutta per voi. Promesso.

Che dite, vi piace?
Quasi quasi me lo rileggo anch'io: sara' come tornare alle origini di questo blog, all'idea di incertezza e di relativita' che pervadeva le mie giornate di quel novembre 2010, quando io e Dear Husband stavamo per intraprendere quella strada incerta e in penombra della Fivet.
Quel grande baraccone della Fivet, con tutte le incognite e i tranelli dietro l'angolo.
Con tutte le Verita' della Scienza e le sue apparenti condanne. Quelle condanne che volevano incrinare il nostro senso di essere un tutt'Uno con noi stessi, con la nostra solida identita' di persone in grado di procreare, di persone sane, fertili, il cui corpo e' un libro aperto, leggibile e interpretabile con la stessa facilita' con la quale si fa all'amore e si fa un figlio.
Ma anche quel grande baraccone della Fivet che ci ha portati a capire che no, di Verita' non ce n'e' mai Una sola, ma tante, tantissime, Cento000. Che il corpo e' un mistero insondabile e illeggibile.
Che per questo non bisogna rinunciare a interpretarlo, a capirlo, a raccontarlo, attraverso la scienza e la medicina, senza le quali non sarei qui, felice di raccontare i miei sogni surreali di mom-to-be.
Ma che non va neanche ridotto, mai, ad un unico e oggettivo modo di essere. Ad Un Corpo Infertile, Uno e irremovibilmente Uno e incapace di creare altro da se.
Perche' il mio corpo non si riconosce solo nella forma che gli altri gli vogliono dare, ma anche in quella che io mi costruisco, nella mia mente, giorno per giorno, che si alterna tra l'idea di un corpo incapace di creare vita, e quella di un corpo che invece pullula di vita, di reazioni chimiche, di idee, di respiri, di umori, di emozioni e di segrete risorse che non credevo di avere.

E anche la mia concezione di questo blog e'cambiata, e' stata costruita da quello che mi succedeva, ma anche dalla forma che gli avete dato voi, con i vostri commenti, il vostro chiamarmi Sfolli, le vostre Cento000 realta'.
Che io all'inizio l'ho chiamato cosi solo perche' pensavo al numero di follicoli che sarei riuscita a produrre: Uno? Centomila? Nessuno?
Eppure ne basta Uno.
Che poi e' Nessuno, perche' e' sempre stato solo un'immagine al monitor, una costruzione scientifica, un punto su un grafico.
Ma che pero' e' anche i Cento000 volti di Picco, come me lo immagino nei miei sogni, come lo vedo in foto, come immagino i mille volti caleidoscopici della sua personalita', i suoi modi di parlare, le sue espressioni.
E alla fine, quell'Uno e' diventato Tutto.

Insomma, lo volete ancora questo libro?
Perche' io andrei anche a farmi un giretto in libreria, quella dietro l'angolo, la FERTInelli, come l'ho chiamata per sbaglio l'altro giorno.
Oppure dite che e' meglio se alzo la cornetta e ne chiamo uno bravo, che mi resetti il povere neurone sfiancato da tutto questo sognare?



Ah, come si partecipa al GiveAway...
Ehmmm fate voi, dai, lasciatemi un commento, condividete su FB, mettete il banner sul vostro blog (oh il banner, il banner, non ci ho il banner! spetta spetta, dai, facciamo che il banner e' l'immagine qui sopra, poi lo photoshoppo e lo posto per benino!). Cosi io vi posso includere nell'estrazione (e imparero' a usare random. org, giuro!).
Allora, io girerei la ruota il 29 novembre, che e' stato il giorno in cui abbiamo fatto il primo giro di pick-up della Fivet, l'anno scorso.
Allora, pronte, partenza, giochino signori giochino!
P.S. Ovviamente mi ero dimenticata che Photoshop non ce l'ho. Quindi si fa quel che si puo', questo sarebbe il banner...



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