martedì 8 marzo 2011

Attacchi di poesie delle donne - Discorso sulle donne, Natalia Ginzburg

Eccomi qua, presente all'appello, da un invito di Nina a partecipare a questa iniziativa per l'Otto Marzo.

In realta' non mi diletto molto di poesia, quindi dovro' ripiegare su questo testo di prosa (meglio che niente?...), che girava tempo fa su internet, e che mi ha dato da riflettere. Spero ne dia anche a voi, enjoy!

L'altro giorno mè capitato fra le mani un articolo che avevo scritto subito dopo la liberazione e ci sono rimasta un po male. Era piuttosto stupido:quel mio articolo parlava delle donne in genere, e diceva delle cose che si sanno, diceva che le donne non sono poi tanto peggio degli uomini e possono fare anche loro qualcosa di buono se ci si mettono, se la società le aiuta, e così via.
Ma era stupido perché non mi curavo di vedere come le donne erano davvero: le donne di cui parlavo allora erano donne inventate, niente affatto simili a me o alle donne che mmè successo di incontrare nella mia vita; così come ne parlavo pareva facilissimo tirarle fuori dalla schiavitù e farne degli esseri liberi. E invece avevo tralasciato di dire una cosa molto importante: che le donne hanno la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo, di lasciarsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro, e annaspare per tornare a galla: questo è il vero guaio delle donne. Le donne spesso si vergognano davere questo guaio, e fingono di non avere guai e di essere energiche e libere, e camminano a passi fermi per le strade con bei vestiti e bocche dipinte e unaria volitiva e sprezzante (...)
M'è successo di scoprire proprio nelle donne più energiche e sprezzanti qualcosa che mi indiceva a commiserarle e che capivo molto bene perché ho anchio la stessa sofferenza da tanti anni e soltanto da poco tempo ho capito che proviene dal fatto che sono una donna e che mi sarà difficile liberarmene mai.

Ho conosciuto moltissime donne, donne tranquille e donne non tranquille, ma nel pozzo ci cascano anche le donne tranquille: tutte cascano nel pozzo ogni tanto.
Ho conosciuto donne che si trovano molto brutte e donne che si trovano molto belle, donne che riescono a girare i paesi e donne che non ci riescono, donne che hanno mal di testa ogni tanto e donne che non hanno mai mal di testa, donne che hanno tanti bei fazzoletti e donne che non hanno mai fazzoletti o se li hanno li perdono, donne che hanno paura dessere troppo grasse e donne che hanno paura dessere troppo magre, donne che zappano tutto il giorno in un campo e donne che spezzano la legna sul ginocchio e accendono il fuoco e fanno la polenta e cullano il bambino e lo allattano e donne che sannoiano a morte e frequentano corsi di storia delle religioni e donne che sannoiano a morte e portano il cane a passeggio e donne che sannoiano a morte e tormentano chi hanno sottomano, e donne che escono il mattino con le mani viola dal freddo e una scarpetta intorno al collo e donne che escono al mattino muovendo il sedere e specchiandosi nelle vetrine e donne che hanno perso limpiego e si siedono a mangiare un panino su una panchina del giardino della stazione e donne che sono state piantate da un uomo e si siedono su una panchina del giardino della stazione e sincipriano un po la faccia.
Ho conosciuto moltissime donne, e adesso sono certa di trovare in loro dopo un poco qualcosa che è degno di commiserazione, un guaio tenuto più o meno segreto, più o meno grosso: la tendenza a cascare nel pozzo e trovarci una possibilità di sofferenza sconfinata che gli uomini non conoscono forse perché sono più forti di salute o più in gamba a dimenticare se stessi e a identificarsi con lavoro che fanno, più sicuri di sé e più padroni del proprio corpo e della propria vita e più liberi.

Le donne incominciano nell'adolescenza a soffrire e a piangere in segreto nelle loro stanze, piangono per via del loro naso o della loro bocca o di qualche parte del loro corpo che trovano che non va bene , o piangono perché pensano che nessuno le amerà mai o piangono perché hanno paura di essere stupide o perché hanno pochi vistiti; queste sono le ragioni che danno a loro stesse ma sono in fondo solo dei pretesti e in verità piangono perché sono cascate nel pozzo e capiscono che ci cascheranno spesso nella loro vita e questo renderà loro difficile combinare qualcosa di serio.
Le donne pensano molto a loro stesse e ci pensano in modo doloroso e febbrile che è sconosciuto a un uomo. Le donne hanno dei figli, e quando hanno il primo bambino comincia in loro una specie di tristezza che è fatta di fatica e di paura e cè sempre anche nelle done più sane e tranquille.
E la paura che il bambino si ammali o è la paura di non avere denaro abbastanza per comprare tutto quello che serve al bambino, o è la paura davere il latte troppo grasso o davere il latte troppo liquido, è il senso di non poter più girare tanto i paesi se prima si faceva o è il senso di non potersi più occupare di politica o è il senso di non poter più scrivere o di non poter più dipingere come prima o di non poter più fare delle ascensioni in montagna per via del bambino, è il senso di non poter disporre della propria vita , è l'affanno di doversi difendere dalla malattia e dalla morte perché la salute e la vita della donna è necessaria al suo bambino.(...)
Le donne sono unastirpe disgraziata e infelice con tanti secoli di schiaviu sulle spalle e quello che dovono fare è difendersi dalla loro malsana abitudine di cascare nel pozzo ogni tanto, perchè un essere libero non casca quasi mai nel pozzo e non pensa così sempre a se stesso ma si occupa di ttte le cose importanti e serie che ci sono al mondo e si occupa di se stesso soltanto per sforzarsi di essere ogni giorno più libero.
Così devo imparare a fare anch'io per la prima perchè se no certo non potr combinare niente di serio e il mondo non andrà mai avanti bene finchè sarà così popolato d'una schiera di esseri non liberi.

PS A presto la lista delle cose per le quali vale la pena di vivere (grazie Seavessi dell'invito!), e anche un aggiornamento sulla saga esami del sangue in UK (che sicuramente non vivreste senza, of course...)

12 commenti:

superana ha detto...

a si l'aggiornamento sugli esami UK.. non può mancare.. dimmi solo dove e quando che io porto i popcorn..poi replichiamo con i miei di esami..

p.s. se l'unica ad aver capito giusto.. SUper-rana (ho perso solo una R)

Owl ha detto...

emozionante!
attendo insieme a super rana l'aggiornamento :)

Speranza ha detto...

Grazie per aver condiviso con noi questo bellissimo pezzo.
Mi metto in stand by per l'aggiornamento degli esami.

@superana dal tuo profilo non riesco ad entrare nel tuo blog. Crea un collegamento altrimenti non possiamo andare a visitarti.

piccole felicità ha detto...

E' una della scrittrici che amo e rileggo di più! Grazie!

Ilaria Pedra ha detto...

Grazie per esserti unita al mio blog.
Un abbraccio solidale, ma non sai quanto!!

ElizabethB ha detto...

Bellissimo brano, grazie! Incrocio tutto l'incrociabile per i tuoi esami.

bismama 2.0 ha detto...

Aspetto aggiornamento!

Finalmentemamma ha detto...

Mi stavo giusto chiedendo che fine avessero fatto gli esami e l'infermiera lobotomiata!!!!
Comunque bello questo brano che hai postato...compliments!!!!

Nina ha detto...

E' vero...noi donne abbiamo sto vizietto qua che gli uomini non conoscono e nel pozzo cominciamo presto a caderci e periodicamente ci torniamo. Però siamo sempre capaci di riemergere da quella oscurità, ogni volta con una rinnovata capacità di apprezzare e riconsocere la luce, quella vera ^^
Grazie di aver partecipato anche tu! :)))

Aspetto tue news

sfollicolatamente ha detto...

Benvenute Super-Rana e Ilaria!

Ciao Owl, Speranza, Piccole Felicita', ElizabethB, Bismama e Finalmentemamma, wow siente davvero in tante, che emozione!!

Nina, immaginavo che il tema della caduta e della risalita risuonasse con te :-)

SuSter ha detto...

Ciao! MI spiace commentare solo ora e non so se leggerai questo mio, ma ogni tanto mi perdo e non riesco a stare dietro proprio a tutti. Il brano è molto interessante: si percepisce la profonda sofferenza nel tirare fuori questa analisi introspettiva dell'animo delle donne che somiglia ad una confessione di colpa, un'ammissione di una tara di genere. Non condivido del tutto questa opinione. Non credo che quella del pozzo sia una peculiarità dell'essenza femminile. Non so se fraintendo il senso del tutto se traduco questa immagine con il termine "depressione" , o se è solo perchè sono figlia di una psichiatra e mi viene da oggettivare così questo malessere, per averne tanto sentito parlare. Chiamala così chiamala cosà, non penso che a queste periodiche cadute siano soggette solo le donne. Tuttavia capisco quando si dice che la donna vive se stessa con estrema sofferenza, perchè nell'essenza femminile la fisicità e la spiritualità convivono in maniera talmente compenetrata che questo non può che generare conflitto e dolore, perchè il corpo della donna è continuamente soggetto a cambiamenti drastici e radicali, perchè il dolore fisico vi si accompagna il più delle volte. NOn considero questo aspetto come una debolezza o una mancanza dell'essere donna, quanto piuttosto una ricchezza e una risorsa. Le donne sono state a lungo considerate il sesso debole a causa di una maggiore emotività, che deriva loro dal vivere con maggior pienezza se stesse e il proprio corpo, dover passare attraverso il dolore e la rinuncia. Eppure io sono convinta che sia la donna la metà significativa della mela, quella che possiede qualcosa in più.

sfollicolatamente ha detto...

Ciao SuSter, grazie del messaggio (ho la notifica per mail, cosi non me ne perdo uno)!
Sono d'accordo con te: il pozzo (la depressione, l'insicurezza, l'insoddisfazione, la sofferenza...chiamiamolo quello che vogliamo) non e' una prerogativa esclusiva delle donne - per questo il brano mi e' sembrato controverso e l'ho pubblicato, e grazie per aver raccolto la provozazione!!

Pero' sono anche convinta che le donne cadano in pozzi diversi degli uomini, e penso che il pozzo specifico delle donne sia descritto bene qui...

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