lunedì 31 gennaio 2011

The kids are all right

Continuo il filone dei film, che parlare di Alberto Sordi nel Medico della Mutua nel mio post di settimana scorsa mi ha ricordato che mi riprometto ormai da mesi di scrivere di "The Kids are All right", un film che in Italia uscira' a breve ("I ragazzi stanno bene"), che tratta del tema della fecondazione eterologa.

Il tema mi e' caro, perche' come vi ho gia' detto, la mia riserva di uova e' estremamente bassa, e se la prossima FIVET non funziona, probabilmente passeremo alle uova di donatrice. E come funzioni questa cosa e' uno degli argomenti di cui mi riprometto di parlarvi presto (anche se Gianna Nannini ha gia' detto tutto con la sua splendida storia personale).


Ma il tema mi e' caro anche perche' pure il Dear Husband non e' messo benissimo in quanto fertilita'. A dire il vero, 'non e' messo benissimo' e' un eufemismo, perche' essendo Dear Husband affetto da una sindrome dal teutonico e inquietante nome di Klinefelter, non ha praticamente traccia di seme utilizzabile. Per cui ora stiamo ricorrendo al seme di donatore. Del quale vi raccontero' presto.


Insomma, tutto questo panegirico per dirvi che la fecondazione eterologa e' un tema che mi sta a cuore, mi tocca persoanlmente, e del quale credo si parli troppo poco in Italia. Talmente poco che, in occasione di quel fatidico referendum sulla Legge 40, la gente si e' fatta influenzare e irretire da ogni dove. Votando senza sapere, senza pensare, senza sentire.


E infatti ora in Italia ci ritroviamo una legge miope e bigotta, e un premier che dice che "E' meglio guardare una bella ragazza che essere omosessuali". Mentre negli Stati Uniti ormai perfino Hollywood ne parla, e non con un film tragico e pesante, ma con una commedia leggera, brillante e profonda, come "The kids are all right".

Un film dal titolo molto simile a quello "Stanno tutti bene" di Giuseppe Tornatore, in cui Mastroianni recita la parte di un vecchio padre che non sa vedere oltre i propri occhiali a fondo di bottiglia. Un padre che non ha mai saputo vedere nell'animo dei propri figli, i quali, quando lui decide di andare a trovarli dispersi per tutta Italia, gli mettono in scena una grande menzogna, per fargli credere che stiano tutti bene. Ma sotto la maschera dell'apparenza, the kids are NOT all right. E neanche in "In the kids are all right", la famiglia dei nostri eroi proprio bene non sta.

Ripeto: non si tratta di un film oscuro e a basso budget, ma di un film prodotto da Hollywood, con niente meno che Julianne Moore: quella gran donna che nel film Il Grande Lebowski appare nella parte della giovane artista che si diletta a dipingere enormi tele spruzzando vernice appesa - nuda - ad una carrucola che la fa letteralmente volare sopra la tela; e quella stessa sensualissima Julianne Moore che nel film Short Cuts discute bellamente con il marito mentre stira nuda dalla cintola in giu', come se nulla fosse.

E poi c'e' la splendida Annette Bening, che all'alba dei 50 anni suonati irradia ancora bellezza e stile, e che non a caso troviamo in American Beauty (nonche' "La diva Giulia", che e' sempre di buon auspicio per me ;-)).


E poi, ultimo ma non da meno (anche se non esattamente il mio tipo), Mark Ruffalo, del quale non ricordo la filmografia, ma del quale credo avrete memoria, data la sua impeccabile figura da manzo latino.

Insomma, un bel cast promettente. Ma anche una bella storia: in California, una coppia di lesbiche over 40 (la Julianne e la Annette) ha una talentuosa e diligente figlia diciottenne e un irrequieto figlio quindicenne, nati da fecondazione eterologa con donatore di seme. Quando la figlia compie diciott'anni, il fratello la convince a richiedere nome e indirizzo del donatore di seme. Comincia cosi una serie di incontri tra i due e il donatore, durante i quali il figlio quindicenne giunge alla conclusione che il donatore e' uno sfigato da lasciar perdere, mentre la figlia si lascia irretire dal fascino maudit del donatore (che non a caso e' un manzo latino dotato di Harley Davidson e circondato da ventenni vogliose) e trova conforto in questo modello maschile, visto che il suo, di ragazzo/amico, non sembra emanare una molecola di ferormone maschile neanche a a spremerlo.
Insomma, quello che doveva essere solo un breve incontro, giusto per 'vedere che persona possa essere il donatore', si trasforma in una strana relazione che finisce per coinvolgere anche le due madri, il cui mondo fatto di carriera frenetica (Annette) e di routine da desperate housewife insoddisfatta (Julianne) viene sconvolto al di la' del previsto.
Ora, non che le due donne se la spassassero proprio malissimo prima di incontrare il manzo latino - memorabile la scena che riassume con ironia e originalita' la loro attiva sessualita', che le vede a letto la sera mentre si sparano un bel pornazzo rappresentante nientepopodimeno che una serie di giovani manzi latini in festa, mentre una l'una brandisce un vibratore di fronte all'altra, in un'intimita' ridacchiante rotta solo quando premono il tasto massimo volume, per sbaglio, con i figli che dormono nella stanza a fianco. ooopsss!

Non se la spassavano male prima, ma quando entra in scena il donatore, ecco che le loro latenti frustrazioni di tutti i giorni gli si riversano addosso, con la Annette che mette in scena un bel teatrino da mamma del Mulino Bianco, e la Julianne che passa al dunque e se lo porta a letto.
Ed e' quando Annette scopre il fattaccio, che diventa evidente che il film in realta' non e' incentrato affatto sui 'Ragazzi', ma sulle due donne e su come anche loro, come i loro figli, siano vittime vulnerabili della promessa che il donatore possa dare loro una nuova vita, un cambiamento, una rivalsa. E di come questa si riveli un'illusione, perche' il donatore, come gia' aveva capito il figlio, altro non e' che uno sfigato da lasciar perdere, mentre la la nostra famiglia di eroi trionfa su tutto.

Insomma, io non lo so come lo prendera', la nostra eventuale prole, questo fatto dell'esistenza di un donatore (e forse anche di una donatrice). Pare che i figli, se si sentono amati, non diano troppa importanza al fatto di non essere geneticamente legati ai propri genitori. Certo, magari quando passano la cossiddetta 'eta' della stupidera', cioe' l'adoloscenza, qualche scemenza la penseranno e ce la sbatteranno pure in faccia. Ma quale adolescente non ci passa?
Alla fine, io credo proprio che i ragazzi staranno bene - con noi.

Al di la di questo, ad una cosa questo film mi ha fatto pensare: chiunque a questo mondo e' suscettibile al pensiero del 'E se...' - e se avessi preso un'altra strada nella mia vita? e se nella mia vita avessi dato spazio ad altre persone, ad altri progetti, ad altri luoghi? e se dessi un taglio alla mia vita, cosi, ora?
E' inevitabile pensarci. Ma se una relazione e' forte, ed e' stata nutrita di amore, anche questo passa. E si diventa piu' forti, e i manzi latini li si richiudono dentro ad un pornazzo, o gli si sbatte la porta in faccia, come fanno i due figli, alla fine.
E via, si ritorna la, dove le maschere non servono.

15 commenti:

Marica ha detto...

complimenti per il post!

in effetti avevo gia' deciso di noleggiare questo film, ma oa mi hai proprio convinta!

personalmente credo che non farei mai un eterologa (anche se ho capito che non si dice mai "mai"), ma credo sia un sacrosanto diritto poterla fare... ed e' una scelta per cui "ci vogliono le palle" :-)
un abbraccio!

Simona ha detto...

Son passata per dirti grazissime di partecipare al mio Candy, incrociamo le dita e anche qualcos'altro per te!
p.s. il film non l'ho visto :-(

Nina ha detto...

il film nn l'ho visto manco io, ma siccome sto periodo sono attratta da ciò che è allegro, leggero, senza pretese intellettualoidi (chissà perchè sto bisogno di spensieratezza...da dove mi verrà!), lo metto in lista. Riguardo all'eterologa e a come lo prenderanno i figli...qui saz. Ma credo che, come per l'adozione, ciò che conta è l'amore e la cura che si mette in ciò che si fa, le attenzioni e l'esempio che si da ai propri figli...e comunque lo cresci tu, dentri di te e tutto il resto non conta.

No ti prego, la parola di verifica lo sai qual è? Mi ha fatto troppo ridere "IMENES". Maddaaaai!!!

Finalmentemamma ha detto...

tesoro carissima...io sono dccordo con te..come avrai letto su un mio post di qualch tempo fa..sono convinta che se tu amerai i tuoi figli (e sono sicura che li amerai) a loro non interesserà sapere se e come sono venuti al mondo , gli interesserà solo sapere che i suoi genitori siete tu e dear husband che li amate o lo amate o le amate o la amate...come te pare a te...alla follia..i bambini hanno bisognio di qualcuno che si prenda cura di loro e non di qualcuno che geneticamente somiglia loro!!!!
Forza tesoro e ti auguro che tutte le cose possano andare per il meglio!!!

Funambola ha detto...

Nel caso in cui non dovessi ricevere il grande dono di fare figli naturalmente io non so se riuscirei a fare un'eterologa. Ci vuole coraggio, e grande forza per dirlo, un giorno, ad eventuali figli, perché è un fatto non si può nascondere. Così come i genitori hanno il diritto di farla per avere figli, questi ultimi hanno il diritto di sapere come sono venuti al mondo...
Forse fino alla Fivet potrei spingermi...Potrei! Ma non sono sicura!

WonderP ha detto...

Ciao Sfoll!
Bentornata
bello il tuo post.
Penso anche io come le altre che sia importante amarli amarli amarli, che poi da dove arrivino gli importa poco.
in bocca al lupo!

sfollicolatamente ha detto...

Grazie GRAZIE a tutte per il sostegno! Vuole dire molto per me :-)
Come dice Marica, mai dire mai...

Io prima pensavo che l'adozione fosse la cosa migliore, ma poi mi sono ricreduta, e ora siamo dell'idea che prima si cerca una gravidanza, cosi per fare le cose un po' 'meno complicate' (e anche per provare, egoisticamente, l'esperienza meravigliosa di crescere un pupo dentro).
E poi, perche' no, un secondo magari lo adottiamo...tanto non ci sarebbero favoritismi, visto che il legame genetico non ci sarebbe in nessun caso.
Ok, ora basta con i programmi perche' non ha senso, e' da pazzi pensare di poter programmare queste cose (almeno questo dovrei averlo imparato, da tutta questa avventura).
Pero' nei sogni...tutto e' possibile.

@ Finalmentemamma: eccerto che mi ricordo il tuo post sull'eterologa, e' da li che sono diventata tua fan :-)

@ Nina: hahahaa evviva imenes e i film leggeri! (anch'io mi sono rotta di roba intellettualoide - ieri sera ho provato con l'ennesimo Antonioni vintage (recidiva), ma non ce l'ho fatta, e son passata ad un cartone animato che si chiama Ponyo, bellissimo)

@ Funambola: assolutamente - anche noi siamo per la trasparenza - hanno il diritto di sapere dal piu presto possibile!

@ WonderP: si amore tanto ammmooore :-) (ah, btw, l'igienista dentale e' quella che ti toglie il tartaro dai denti - la mia e' ancora piu gnocca della Minetti, giuro ;-)

@ Simo: ciao benritrovata!!

thepellons2017 ha detto...

L'"e se..." ce lo facciamo tutte, prima o poi, per le più disparate questioni. Per questo, quando si sceglie il compagno di una vita, bisogna davvero pensarci bene, se no l'"e se.." diventa il "togliti dai..", e anche avendo ben scelto, alle volte, ci sentiamo un po' down. Importante è che il nostro senso di down duri poco perchè vediamo che se una cosa ci è difficile, mille ci sono facili. Anche io alle volte mi dico "e se..", con il dr, che è più vecchio, ha due figli, e per questo abbiamo una vita più complicata. Certo più ricca di esperienze, ma alle volte molto complicata, e limitata anche. Ogni tanto mi girano le palle. Detto poeticamente. Poi mi dico "e se fosse un altro"? Dove troverei quel che trovo in lui? Dove altrimenti l'ho trovato prima? In qualche modo, secondo me, questa è l'essenza dell'amore che dura. Non voli pindarici e batticuori continui, ma la certezza che la persona che ti è accanto non potresti cambiarla mai con nessuna altra. Anche se, come nel mio caso, mi spacca i maroni! ;-)

sfollicolatamente ha detto...

hahahah MammaPellona, mi piace molto la tua schiettezza!

Infatti, passati i batticuori, rimane una scelta consapevole, che nessuno e' perfetto, ma quello che ci da l'altra persona non ce lo potrebbe dare nessun altro (nonostante gli spaccamenti di maroni)
I figli invece non fanno una scelta - si beccano i genitori che si beccano, e questo vale sia per gli adottivi, che per i nati da eterologa, che per i 'naturali'. Spero che i nostri, se ne avremo, sapranno volerci scegliere - anche quando avranno per le mani un numero di telefono (quello del donatore/donatrice)...
Comunque, evviva l'ammore, e che trionfi l'ammoreeee semmpre su tutto!

Nina ha detto...

No Antonioni noooo ;) Per carità un gram maestro eh (e te lo dice una che si è laureata in arti e scienze dello spettacolo, esami di cinema a gogo) però pesante. Ti consiglio più un Visconti Muahaaaaaa ahaaaa ah!
Ponyo sulla scogliera? Oddio io adoro Myazaki (o come si scrive). Non ti dice nulla il mio avatar?

Stavolta la parola di verifica è
PHONO, può interessare l'articolo? No davvero i più buffi mi capitano qui da te...chissà perchè!

Finalmentemamma ha detto...

sorpresa x te...

sfollicolatamente ha detto...

@ Finalmentemamma: GRAZIEEEE! uuuh ma che bella sta cosa dei premi, sono qua tutta un sorriso a centomila denti :-) Scrivero' presto un post di ringraziamento e passaggio del testimone...

@ Nina: Maddai, il tuo avatar e' di Myazaki?! Io non ne ho visti molti, solo Ponyo, Totoro, spirited away e quello dei procioni...Pom Poko ecco (anche se wikipedia mi dice che non l'ha proprio diretto lui). Quello e' il mio preferito, voglio un procione cosi!
Cmq io rilancio con un bel Kaos, dei fratelli Taviani, una robina di tre ore che un tipo del gruppo di lettura a cui vado ci costringera' a guardare a breve. E in quanto unica italiana nel gruppo, non credo di potermi esimere da questo grande onore...

sfollicolatamente ha detto...

aaah certo, Ponyo ha i denti, quando cresce......

Speranza ha detto...

Ciao. Il tuo post mi ha ronzato nella testa per molti giorni. Ne ho parlato anche con Mylove. Oggi leggo i pensieri che sono scaturiti.
Non credo che faremmo l'eterologa. E' un limite che non vogliamo superare. Questo già lo sapevamo. Ma la novità è che per la prima volta sono entrata a contatto con una persona vera, non quelle dei tg o dei giornali che ti dannno la notizia e la filtrano, giustamente con i pensieri di chi fa il servizio. Qui non ci sono giornalisti, ma ci sei tu, e tuo marito e un cammino lungo così dietro. Chi sono io per giudicare?
Per dire che non è giusto?
La vita è vita. Come ha detto ieri il parroco, che da molto ha smesso di giudicare, quando vede una donna in attesa si fa il segno della croce e dice grazie per questa nuova vita.
In un paese vicino al mio. Ogni volta che nasce un bambino si suonano le campane.
Speriamo che presto suonino anche per i nostri bimbi.

sfollicolatamente ha detto...

Speranza, carissima, e' da ieri che mi ronza per la testa il tuo messaggio :-)
Mi ha fatta veramente felice sentire che ho potuto, in qualche modo, far riflettere qualcuno su questa nostra scelta, proprio dando un volto e una storia a questa questione.
Davvero, hai dato un senso, insieme a tante altre persone e al loro calore e affetto, a questo blog - grazie!
Mi hai pure fatto tornare un po' di fiducia nella Chiesa, e nel fatto che ci sono preti che non giudicano - speriamo ce ne siano sempre piu', di persone in gamba come te e il tuo parroco!

Anche nel nostro borgo pedemontano tempo fa c'e' stata una iniziativa carina: quando nasceva un bambino, i lampioni nella piazza del centro (collegati con l'ospedale) si mettevano a pulsare.
E questo e' l'anno che accenderemo tutti i lampioni della citta', vedrai!!!

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