sabato 31 dicembre 2011

TotoData: Sfolli New Year GiveAway!

 Ringraziate Mamma Pellona, donne mie belle, perche' ha avuto un'ottima idea: indire un GiveAway come premio del TotoData sul PiccoParto!
E allora accantono un attimo l'idea di fare un post su come vorrei tanto che Picco nascesse stanotte, ma non perche' voglia andare sull'Eco del Borgo Pedemontano o per rovinare per sempre il compleanno a Picco, bensi' per un motivo mooolto piu' valido, ovvero rovinare la festa a quella ehm...."giovane donna dalle larghe vedute e la mentalita' piuttosto aperta" che ci ha invitati, dopo aver ricevuto un massaggio da Dear Husband (che lo fa di lavoro, in quanto studia da osteopata), e in cambio gli dice, nel suo migliore inglese stile Marylin Monroe, che e' stato bellissimo e di chiederle pure qualsiasi favore in cambio.
Con la voce che sottolinea 'qualsiasi'.
Ecco, io a questa stasera rovinerei volentieri la festa, magari rompendo le acque sul suo meraviglioso designer sofa, oppure mettendomi a roteare la testa con le pupille rivolte all'indietro tipo scena da esorcista, o qualsiasi altra cosa faccia una donna che sta per partorire (se avete idee, sono le benvenute - posso sempre far finta!!).

Comunque, vi volevo dire del GiveAway.
Siccome ultimamente ne ho vinti addirittura 3, di Give Aways, mi sembra il minimo raccogliere l'idea di Mamma Pellona e restituire un po' di good karma alla rete (insomma, ricambiare il favore).
Quindi, a chi indovinera' la data del PiccoParto, o a chi ci andra' piu' vicino, arrivera' in dono uno di questi libri, a scelta della vincitrice:




(se cliccate sulle immagini dovrebbe aprirsi un link alle rispettive pagine Amazon, dove dovreste poter dare un'occhiata ad alcune pagine del libro).
Per partecipare, dovete solo mettere un commento a questo post con la data in cui pensate che Picco nascera' e un indizio su chi siete (ma tanto ci conosciamo gia;' tutte :-) ), e se vi va, anche il bannerino con l'ovetto Faberge nel vostro blog, o condividere su FB bla bla bla....


Non serve neanche dire che per la scelta, mi sono ispirata agli imminenti eventi splatter che mi attendono, nonche' la sfida a diventare una persona in grado di educare un pupo per i prossimi anni a venire.


Allora, io ora andrei a farmi una mega passeggiata su per le colline qui in giro, giusto per facilitare gli eventi di stasera. Comunque io non sono una donna che usa la prole per i suoi meschini scopi antisociali. No no no...

Buon Anno Nuovo a tutte voi, carissime le mie blog amiche. 
Grazie di esserci state in quest'anno di slalom tra dubbi, incertezze, paure,
ma anche cambiamenti, ovetti preziosi, un'enorme BdC e, alla fine, Vita.

venerdì 30 dicembre 2011

TotoData

 Ormai le incognite nella mia vita si moltiplicano vertiginosamente. Per dire:

- Non sappiamo il sesso di Picco,

- Sappiamo a malapena i nomi: a quanto pare, non possiamo dire un nome qualsiasi all'ostetrica e poi pensarci dopo, con calma, vedendo anche come si comporta Picco, che tipo di aura emana, ecc., cosa che invece dovrebbe invece essere sacrosanto diritto di tutte le procrastinatrici come la sottoscritta,

- Non sappiamo neanche il gruppo sanguigno del Donatore, che quelli della clinica si sono dati alla macchia, e io non mi ricordo piu' una ceppa di quello che mi avevano detto, se non che faceva il pilota (leggi, un sottopagato pendolare della Ryanair), e che aveva "cooking & wine tasting" tra gli hobby (leggi, iun panzone alcolizzato), e che era di media altezza e aveva i capelli castani, e forse anche gli occhi castani, ma non ci giurerei. Oh, pero' mi ricordo che era un soggetto affidabile, visto che noi siamo la decima famiglia che crea (e anche l'ultima, visto che il limite legale in UK e' di 10, che poi non si montino la testa, questi inseminatori seriali).


Ma non basta.
Ora si aggiunge sempre piu evidente la temibile e incombente incognita della Data del Parto.
Che a quanto pare, solo il 5% dei bambini nasce il giorno della data presunta.
La nostra sarebbe l'8 gennaio, ma non ci crede nessuno: Dear Husband dice che sono cosi "ginormous" che deve per forza uscire a giorni (lui ipotizza il 3 gennaio); io mi sono convinta che fino al 10 non se ne parli, perche' se Picco assomiglia anche solo un po' a me, abbiamo a che fare con un procrastinatore di prima categoria - e poi, c'e' anche quella faccenda rigorosamente scientificissima della luna, che quando e' calante nascono piu' pupi (e infatti il mio calendario di Frate Indovino conferma che il 10 la luna comincia sara' calante).
E voi, cosa ne dite, secondo voi quando si decidera' Picco a mandarci qualche segnale?

Comunque sia, per quanto io mi metta di grande impegno a rimuovere questo fatto del partorire, sotto sotto il mio inconscio lavora di logorio (e anche le immagini splatter di quel programma che Sky ha mandato in onda il giorno di Natale, che iniziava con tutte quelle immagini piacevoli e accattivanti sullo sviluppo del feto, per poi fregarti e mostrarti un parto stile Gremlin nel frullatore - a tradimento)

L'altra notte ho sognato che avevo partorito, ma non me ne ero accorta.
Arrivavo alla reception dell'ospedale (?!) e chiedevo la chiave della mia camera, e l'infermiera mi diceva che avevamo gia' fatto il check out, e che Picco era gia' nato.
Dopo un attimo di sconcerto, io chiedevo "Oh, davvero? E di grazia, mi puo' dire il sesso?"
L'infermiera mi comunicava che era una femmina ( <3 ), e che pesava 2,8 Kili.
Io le dicevo che c'era stato uno sbaglio, perche' io alla 37esima settimana ero gia' incinta di un bue di 3 Kili, dalla circonferenza addominale degna di un lottatore di sumo.
Lei mi diceva con aria beffarda che i numeri non sono sempre cosi affidabili, e che la natura spesso ci riserva grandi sorprese.
Brutta scemetta, pensavo io, questa e' la mia di linea di pensiero, tu non mi freghi cosi.

E comunque la sensazione era che tutta questa faccenda del partorire mi fosse un attimo scivolata di mano.
Cioe', come avevo potuto non accorgermi di quello che era successo al mio corpo?
Pensandoci, pero', tutto torna.
Perche' io ho una paura folle che durante il parto non mi si faccia la cronaca minuto per minuto di quello che sta succedendo.
Perche' ho sentito di gente a cui hanno fatto episiotomie, scollamenti (non chiedetemi di cosa) e altre innominabili procedure !a tradimento!, cosi, senza neanche dire "Scusi, permesso?".
E con questo non voglio dire che mi opporrei all'intervento di chi ne sa evidentemente piu' di me.
Vorrei solo essere consultata nell'evenienza, tutto qui.
Voglio solo, nel mio probabilissimo stato di trance da animale sofferente, partecipare attivamente ad ogni momento di eroismo che sto passando.
E diciamocelo, voglio una storia splatter da poter raccontare nei minimi dettagli a Picco ad ogni suo compleanno.
Diciamocelo, sono una control freak esibizionista.
Diciamocelo, e' ora che io esca da questa situazione di gravidume, che mi sta un po' dando alla testa, nevvero?
D'altra parte, se questa e' l'anatomia di una donna non gravida
e questa e' quella di una donna gravida (notare che gli organi intrerni si riorganizzano tutit un po' a casaccio, per esempio gli addominali si aprono stile fauci di Alien, l'intestino sale, i polmoni si comprimono, ecc)...


...dove sara' andato a finire il mio cervello?!

P.S. Domani faccio un post un po' meno autoreferenziale e scrivo qualcosa di vagamente pertinente al Capodanno, giuro!!

lunedì 26 dicembre 2011

Rimedi e preparativi

E anche quest'anno l'abbiamo sfangata. Anche quest'anno sono uscita viva, ma forse e' meglio dire superstite, da questo turbinio di feste natalizie.

Sono stati giorni strani: giorni importanti per tante blog amiche, che in un modo o nell'altro hanno passato queste feste in modo sommesso, e tutte noi in punta di piedi a sostenerle, nella loro caccia al pupo fatta di incognite e passi incerti, ma anche di grande forza e coraggio. E io ero tutta assorta dalle loro immani battaglie, dalle cadute, e dallo sdegno per cio' che ha causato queste cadute e l'apprensione perche' per alcune la partita e' ancora tutta da giocare. E a chi e' caduta e si e' presa La Tranvata, non posso che mandare tutte le le mie good vibes in un concentrato di energia, e anche questa dedica


Passo l'energia zen come a me e' stato data, sotto forma delle coccole e le attenzioni di tante persone mi hanno fatta sentire speciale, fortunata, praticamente miracolata - perche' chi l'avrebbe mai detto un anno fa, che sarei arrivata fin qui. Chi l'avrebbe detto, l'anno scorso, quando con la Volpe e WonderP ci ritrovammo dopo tanto tempo in quella super goduriosa pasticceria del borgo pedemontano, loro con i loro pupi meravigliosi, e io con la mia Fivet fallita alle spalle, che quest'anno ci sarei tornata in quel locale, per scartare questo supermeraviglioso regalo della Volpe

(e non serve aggiungere altro alla grande maestria di questa Gran Donna dai mille talenti, se non farvi notare il tocco che mi ha stesa definitivamente: il tigrone sopra la i...)

E insomma, ormai siamo alla 38esima settimana, e posso ufficialmente dichiarare che il mio cervello e' definitivamente andato in pappa.
Per dire, ogni tanto vado nella stanza di Picco/a e apro l'armadio, per sniffare l'aria di bucato appena fatto che emana dalle robine che ci son dentro.
Che poi il bucato ha pure un profumo migliore se a farlo non sono stata io, ma la caritatevole Iena (oddio sono gia' una madre degenere). Ma io non c'entro, neh - che ci posso fare se lei mi provoca mostrandomi i vestitini di quando ero piccola, amorevolmente conservati in un valigione in cantina, e questi dopo 33 anni puzzano vagamente di muschi e licheni? D'altra parte, come potevo io rinunciare ad aggiungere alla collezione di tutine brand new per Picco, anche i miei micro golfini blu coi bottoni dorati, stile Paris Hilton meets Piccolo Lord?!

Quando si dice che un bambino ha la vita segnata fin dalla nascita. E meno male che le scarpine ortopediche e le vestine di piquet sono andate perse in qualche alluvione negli ultimi tre decenni....

Ma non solo sono shokkata e stordita dall'affetto che sto ricevendo, ma anche dalle BdC che continuo ad avere: nel giro di poco piu di un mese, ho vinto addirittura due blog GiveAway. Roba da non crederci: prima il GiveAway di Robin, che mi ha super viziata con un pacco di quelli che neanche Mary Poppins:


(in realta' c'era anche una barra di cioccolato Ritter, ma quella non e' durata neanche il tempo di prendere la macchina fotografica e documentare il tutto...)

E poi quello di Seavessi, echediobenedica la dolce manina dell'Infanta, che ha estratto il nome della suddetta e le ha procacciato questo libro, che gia' da ieri sera mi ha catturato l'attenzione, quando finalmente mi sono decisa ad aprire il GiveAway pacco, tenuto come ultimo regalo di Natale, da gustare nella quiete del post gozzovigliamento
Che poi, cara Seavessi impanzata pure te, tu mi capisci, come faccio io ora ad accingermi a parto-eeeek (oddio no, un'altra parola difficile NOOOO) ora che ho il tuo libro da leggere?

La mia vita e' semplicemente troppo piena di cazzeggio di questi tempi perche' io possa gia' arrivare al Capolinea.
Devo ancora leggere libri, telefonare alle amiche, fare aperitivi, sfoggiare il pancione, sniffare l'armadio, preparare la cameretta (che al momento il lettino mica ci sta, tra il mio tappetino yoga ed il lettino per massaggi di Dear Husband).

Pero' la borsa per l'ospedale l'ho fatta, eh. Ah si, a quella ci tenevo particolarmente, perche' proprio dopo il corso preparto mi sentivo ferrata in materia.
Allora, ci ho messo:
- 4 body, 4 tutine e 4 bavagline per Picco,
- La vestaglia portafortuna che mi ero messa al pick up, quella da geisha, che le infermiere si erano tutte complimentate
E fin qui, okkei.

Poi ci ho messo:
- Tutta la collezione dei Peanuts
- Piu di 2 Gygabites di musica e svariati film
- Qualche kilo di formaggio e crackers
- Succhi di frutta
- Qualche litro di olio essenziale alla lavanda
- Un centinaio di candele profumate
- Questo aggeggio per i massaggini alla testa
Che dite, ho esagerato un po'?
Mi viene il dubbio perche' dicendolo in giro, mi e' parso di cogliere come un vago senso di riso sotto i baffi, a volte accompagnato da grugniti trattenuti e tremori incontrollati.
Eppure, al corso pre-parto, ci avevano detto che nel momento in cui entriamo in sala parto, dobbiamo fare di tutto per sentirci a casa nostra.
Quindi che dite, mi porto anche un thermos di vin brule', o forse quello e' meglio di no?


P.S. Nooo ragazze ma non e' possibile, I did it again, ne ho vinto un altro, ho vinto un altro GiveAway!! Mentre scrivevo il post, Suster stava scrivendo il suo, in cui mi comunicava che la manina fatata dela sua pupa aveva estratto il mio nome per il concorso 'Io non so fare una Cippa' hahaha direi che questo mi si addice alla grande... no dai, ora vado a nascondermi, mi vergogno un po', che un c...cosi non l'ho mai avuto in vita mia (in effetti, ho messo su 13 kili, magari quello ha aiutato....). Spetta che mi sta partendo l'ormone...ora piango. No, dai, vado a snifffare l'armadio. No no ora piango, poi sniffo l'armadio, e poi tiro una pista di lavanda. Okkei, tutto sotto controllo.

mercoledì 14 dicembre 2011

TotoNomi

E come promesso, vi rivelo i potenziali nomi di Picco.
La premessa e' che devono andare bene sia in italiano che in inglese, sia per la pronuncia che per lo spelling, e qui l'impresa si fa ardua.

Dunque, se e' femmina e' facile: dopo qualche tentennamento su  Lisa (che a me piaceva molto ma a quanto pare in UK ha un po' la stessa connotazione di ParisSiennaDakotaChimberli da noi), e Sara e Anna (che pero' hanno le acca in inglese, e preferirei di no), siamo approdati a Gaia.
Si narra che il nome sia venuto a Dear Husband sotto forma di apparizione in sogno: una notte, stava sognando che io stavo prendendo tutte le decisioni durante la gravidanza (mais non, moi? c'est ne pas possible), e che avevo deciso anche di chiamare la nostra Picconatrice Gaia. DH ammette poi che il nome gli piace assai, e io gli risponto pronta, come a smentire il fatto che io prenda tutte le decisioni, che va bene: se lui vuole che la chiamiamo Gaia, allora mi sacrifichero', e che Gaia sia. Per poi venire pervasa da una vaga sensazione di gnorraggine, come se alla fine - com'e' come non e' - fosse stato DH a intortate me, mentre io lo ringrazio per questa splendida occasione per smentirlo.
Comunque, a prescindere, a me Gaia e' piaciuto subito, per via delle connotazioni un po' hippie tipo terra'/fecondita'. E poi non se ne vedono tante in giro (si, certo, al corso pre-parto siamo in 3 su 14 ad aver avuto lo stesso pensiero).

Se invece e' masculo, siamo fregati. Perche' a me piacevano Andrea (come consigliato da Destinazioneestero), e anche Nicola, ma purtroppo non si puo' fare perche' in inglese sono nomi da donna O_o
Quindi ci e' venuto Oliver, e ci piaceva pure tanto, se non fosse che mi hanno fatto gentilmente notare che in Italia e' un nome da cane.
Poi l'altro giorno ero al mercato e ho visto il mangime per pesci che si chiamava Oliver, e mi e' caduta un po' la poesia.
E poi, in effetti, se ci viene fuori un Picco magrolino e deperito, Oliver mi sembra un po' una beffa, no?

Anche se non credo che correremo il rischio, visto che all'ultima ecografia un mese fa, Picco si e' rivelato essere un panzone enorme: non solo alla 32esima settimana pesava gia' 2 Kg, ma aveva la circonferenza addominale di un pallone aerostatico.
Da me non ha preso di sicuro - e' colpa sicuramente dle pilota: che poi, i piloti no dovevano essere quelli dal fisico asciutto che senno' non ci stanno in cabina? Si vede proprio che e' un pilota sfigato, il che conferma cio' che sospetto da sempre: il donatore lavora per Ryanair ed e' costretto a donare per sbarcare il lunario.

Comunque, per dire, non solo e' grasso, ma e' anche basso, stando alle misurazioni del femore.
A sto punto spero davvero che sia masculo.
Grazieaddio (per ovvi motivi) la testa e' abbastanza piccola.
Insomma, let's face it, aspettiamo uno scarafone!

Ma tornando ai nomi, a favore di Oliver ci sarebbe il fatto che, come fece notare Nuvole Gialle, Oliver e' anche iun gatto fichissimo, sosia di Tigro.



Quindi ci piace.
Al Father-in -Law, pero', non piace per nulla. Hai voglia a dirgli che i nomi che piacciono a lui qui non sono proprio il top della finezza: Geson, Maikol, Chevin e...oh Khonnor, of course.

In alternativa, ci sarebbe Pietro, che a me e' sempre piaciuto. Solo che vi lascio immaginare come lo pronuncino in UK.
Aiutoooooooo

domenica 11 dicembre 2011

TotoSesso

Ormai non cerco neanche piu' scuse: diciamocelo, sto lentamente ma inesorabilmente discendendo la china che porta dritta dritta alla bradipite perenne.

Non cerco neanche piu' di far finta: non solo le lezioni di yoga sono un lontano ricordo (ora piu che le asana, mi do alle divanasana...hahaha very funny), ma anche, ahime', quelle di danza afro, che tra l'altro l'istruttore, cheddiolobenedica, era pure un bonazzo tanto, di quelli dal sorriso solare e la parlantina che e' un misto di italiano, senegalese, inglese e francese - ve l'ho mai detto che il mio secondo nome e' Wanda, Un Pesce di Nome Wanda, e sentir parlare le lingue mi manda in uno stato di vorticoso arrapamento indemoniato?.

Ecco, tutte queste cose sono ormai un lontano ricordo, e al loro posto sono sopravvenute allettantissime attivita' quale il partecipare a dibattiti hot, tipo:

L'aspira muco nasale lo compro si o no?
Che io qui lo dico e qui lo sottoscrivo: sara' anche uno strumento salva vita, ma se finisce che lo compro, siete autorizzate a venire qui a prendermi e trascinarmi direttamente alla neuro. Ma non tanto perche' io abbia schifo ad aspirare il muco (ma anche un po' si, dai), piuttosto perche' mi sembra un gesto abbastanza violento nei confronti del pupo stesso, no? Poi magari non ho capito un tubo io e mi smentirete alla grande :-)

Poi ci sono i dibattiti sul TotoSesso:
Ma questo Picco, sara' un Picconatore o una Picconatrice?
E qui ho appreso da parenti-amici-tabaccaio-passante sconosciuto di aspettare un maschio. Pare non ci siano dubbi.

A supportare l'ipotesi, nell'ordine:

- la forma della mia pancia, che e' a punta (ebbene si, dalle tette a torre Eiffel, sono passata con grande nonchalance alla panza a torre di Pisa, perche' ultimamente mi pende un po' a sinistra, come il naso di Genge', il protagonista di UnoNessunoCentomila)

- l'assenza di nausee

- la fame vorace con cui da otto mesi mi getto alla prima occasione sul primo articolo commestibile che mi si presenti a tiro (ormai tutti mi chiamano Burundi, tranne Dear Husband, che romanticamente mi chiama fatty - grassona)

- la tetta destra della sottoscritta, ostinatamente piu' grossa della tetta sinistra (notare bene, svariati siti internet mi assicurano che debba essere proprio la tetta destra ad essere piu' grande della sinistra, altrimenti il teorema del pupo masculo viene a cadere)

- stato di perenne ed estrema arrapescion (vedi sopra)

- e infine, la prova schiacciante del 'Pendolino'.
Ma cccome non avete mai sentito parlare del pendolino?!
ah, ne avete sentito parlare?
Io no, ma ora ho recuperato questa imperdonabile lacuna, grazie al puntuale inteervento di S., la mia fedele compagna di merende del corso preparto (e non parlo di merende metaforiche: al corso preparto c'e' sempre qualcuno che porta i pasticcini o i krapfen o i bomboloni o checchessia, insomma si sbafa alla grande).
Insomma, la Prova del Pendolino consiste nel prendere un pendolino, appunto, meglio se una catenella con appesa la vostra fede nuziale se ne avete una, e reclutare lo sfortunato di turno, che dovra' pazientemente assecondarvi in questa follia, facendolo passare tre volte tra il pollice e l'indice della vostra mano sinistra (per raccogliere l'energia!), e poi sospenderlo sopra il vostro palmo, osservandone il movimento. Se il pendolino si muove in linea retta, allora aspettate un maschio; se invece forma un cerchio, allora aspettate una femmina.
Fatto sta che a sentire questa storia, ho chiesto entusiasta ad S. di farmi la prova del pendolino, ma giusto per passare il tempo, non perche' ci credessi, neeeeh.
Lei, sapendo del nostro immenso sforzo di volonta' e del nostro desidero di rimanere all'oscuro sul sesso di Picco,  mi guarda dritta negli occhi e mi chiede 'Ma sei sicura?', come se stesse per rivelarmi il senso della vita, dell'universo e tutto quanto (che poi lo sappiamo tutti, che il senso della vita e' Quarantadue).
Io per tutta risposta mi sono fatta tutta seria e con voce grave e seriosa le ho risposto che si, ero pronta a sostenere il peso di una tale rivelazione.

E insomma, il pendolino ha tracciato una linea retta.
E anche il giorno dopo, quando ho chiesto alla mia amica F. di farmi la prova, senza spiegarle che cosa significasse o come interpretarla.
E pure l'altro giorno, quando anche WonderP si e' prestata all'ordigno, anche lei ignara del significato dello stesso.

Per cui, mi sento di poter dire, serenamente e soprattutto supportata da una solidissima mole di prove scientifiche e inconfutabili, che Picco e' maschio.

L'unico dettaglio che mi lascia un po' perplessa e' che, secondo la tradizione popolare, per essere incinta di un maschio, io dovrei anche avere le gambe piu' pelose del solito. Giuro, lo dicono anche qui. A me non sembra di aver notato una grande differenza, ma c'e' anche da dire che partivo da un livello di massimo rispetto, quindi secondo me su questa possiamo chiudere un occhio (e anche sul mio stato di depilazione, che ormai vado alla cieca...)

Comunque, questa cosa che Picco e' maschio mi getta nell'incertezza, perche' il nome da femmina l'abbiamo gia' da mesi e mesi, ma su quello da maschio barcolliamo ancora nel buio. Cioe', abbiamo un paio di idee che ci piacciono assai, soprattutto una, che purtroppo non e' molto praticabile perche' il nome non funziona in inglese, ne' come spelling ne' come pronuncia.

Ne parlavo giusto con Mamma Pellona l'altro giorno, quando finalmente ci siamo conosciute di persona, visto che lei, !emozione emozione!, mi ha addirittura invitata a casa sua, per ricoprirmi di bellissime e stilosissime baby cosine. E io le sono grata, molto grata, eternamente gratissima, a questa donnina che mi immaginavo cosi diversa. Non tra di voi che la leggete come ve la immaginate, ma io me la vedevo una donna robusta, schietta, dalla carnagione olivastra, gli occhi neri, e i modi un po' bruschi.
E invece mi sono ritrovata ad accogliermi alla porta un bel donnino carinissimo, grazioso e dal sorriso gentile, che si muoveva silenziosamente e per niente bruscamente nella sua svolazzante camiciola azzurra.
E io che mi ero persa, e arrivavo tutta sudata e trafelata dando il peggio di me, che non avevo neanche trovato altro da mettermi che la T-shirt dell'Interscambio in Finlandia di 16 anni fa, e il golf da nerd anni '70 con i fiocchi di neve, che neanche quelli della famiglia Bradford si vestivano cosi.
Ma mi rifaro' eh, ah se mi rifaro', la prossima volta che ci vedremo, io me lo sento, che saro' nel fiore del mio baby blues, con l'occhio pezzato tipo panda, i capelli che mi cadono a manciate, i dodici kili che non accennano a sloggiare dai miei fianchi, e la maglia chiazzata di moccio di pupo. Pero'giuro, la prossima volta non puzzero' di sudore. Aspettami Mamma Pellona, arrivoooo!

Ma sto divagando, ed e' ormai passato l'orario del mio coprifuoco, quindi dei nomi vi racconto la prossima volta...intanto, si accettano suggerimenti!!

martedì 29 novembre 2011

Il dado, anzi la crocchetta, e' tratta! Vincitori GiveAway

Io lo sapevo che Tigro sarebbe capitolato al richiamo delle crocchette, yoohoo!! Vedi Ilaria, siamo telepatiche: great minds think alike :-)
Insomma, alla fine ho messo una crocchetta su ogni casella, e ho aspettato che il richiamo del cibo la vincesse sopra lo sdegno altezzoso di Sua Maesta' Imperatore.
Ed ecco il risultato:

video

E' stata una lotta all'ultima sniffata, ma alla fine tra la casella n. 5 (Pellon's Mother) e la casella n. 6 (Merendina76), la 6 e' stata mangiata, pardon, premiata!
Quindi, pe-pe-re-peeeee, Mere76, sei la fortunata vincitrice del libro omonimo a questo blog!

Poi pero' ho pensato, ma mi saro' complicata abbastanza la vita?
Gno, certo che gno!
Ho pensato che le caselle vicino alla ciotola, o comunque quelle ai bordi del tabellone avevano piu' probabilita' di vincere, quindi mi sono attaccata a Random.org, e ho fatto una seconda estrazione. Dopo tutto, c'e' ancora la mia copia, quella con le pagine ingiallite degli anni '80 che aspetta di essere spedita ad una di voi. Che culo, direte voi.
E allora ecco a voi, le videate con i vostri nomi...


...e il numero estratto da Random.org:
Quindi, Owl, congratulazioni e standing ovation!

Okkey, ora fate un po' voi, che io rotolerei a letto, soddisfatta (ci vuol poco a farmi felice) e inesorabilmente persa sul viale del tramonto...

Piano astutissimo per estrazione GiveAway: F.A.I.L. - si accettano suggerimenti entro la mezzanotte!

Che io mi debba sempre complicare la vita, non e' una novita'. Che i gatti non siano cooperativi e' un fatto stabilito dalla legge della natura felina. Si prendano questi due assiomi, li si mettano insieme, e si otterra' un'estrazione del GiveAway che non e' ancora avvenuta.

Io mi ricordavo che era il giorno dell'estrazione, eh, ed era da giorni che mi gongolavo tra idee folli su come coinvolgere Tigro nell'estrazione piu' creativa dell'anno. Altro che manine paffutelle di pupi-valletta, altro che Random.org! Io si, che vi stupiro' tutte con effetti speciali.

La prima idea era quella di creare un tabellone con tutti i vostri nomi, ricoprirlo con una colata di cera alla Jackson Pollock, e poi far scegliere a Tigro quale casella grattare, tipo gratta e vinci.
Io l'ho pure realizzata, sta cosa, e non soddisfatta di cotanta follia, l'ho pure documentata:

Manco a dirlo, Tigro se l'e' snobbato alla grande.

La seconda idea viene al piu' pragmatico Dear Husband, che suggerisce di creare tanti post-it con i vostri nomi, incollarli tutti su un foglio, e di aspettare che Tigro ci conceda la grazia di staccarne uno con la sua real zampa. E questo e' stata la sua sdegnosa e perplessa reazione:
video
 Che dite, mi devo rassegnare a usare Random.org? Si eeeh...mmmkay....

giovedì 24 novembre 2011

Thanksgiving Day

Raccolgo al volo in super extremis l'idea di Speranza prima e di Ilaria poi che ne ha raccolto la staffetta, di festeggiare il Thanksgiving Day con un post in cui ricordiamo le cose per la quali essere grati.

Ora, in questo momento ne ho una enorme, che al momento pesa piu' di due kili ed e' intenta a sfondare tutti i parametri delle tabelle ginecologiche. Ma di questa vi raccontero' un'altra volta. 
Perche' ogni cosa merita un post a parte, e questo giro e' il giro delle mie care blog amiche, quelle che ho avuto la fortuna di conoscere di persona, grazie al loro plendido entusiasmo e spirito di iniziativa.
Si, che se fosse stato per me, saremmo ancora qui ad osservarci attraverso lo schermo, a fare mille danze della seduzione e sottili manovre di flirtaggio, senza mai in realta' uscire allo scoperto. 

E invece, toh, un giorno Marica ha preso forza e coraggio e ha invitato me e Ilaria a partecipare al suo super blog tour. E cosi ci fu l'incontro settembrino addirittura da me, nel borgo pedemontano. Da San Diego ai monti di Heidi, capite quanto mi sono sentita privilegiata!!
E poi, due mesi dopo, toh, Clara di Tabaccherie Orientali e la nostra indomita Ilaria mi invitano a raggiungerle nella tappa milanese dell'altro tour, quello che ha metaforicamente iniziato Clara con il primo importante incontro con la sua nuova casa editrice. 

Eh insomma, non staro' a descrivervi com'e' andata e cosa abbiamo fatto - basti solo dire che con Marica e Ilaria abbiamo passato quasi tutto il tempo tra fiori, casoncelli e letture incredule di etichette di reggiseni, e che con Clara e Ilaria c'e' mancato poco che cadessi rovinosamente dall'unico scalino che mi separava da una merenda pantagruelica come non ne facevo da..mmmh, fatemi pensare, prima di andare in UK...quindi otto anni. 
Non c'e' che dire, i blog incontri non fanno bene solo all'anima, ma anche al corpo.

Poi ci sono le personalita' di queste donnine, che sono cosi belle ed esili, ma cosi forti nell'animo che mi ricordano la canna pensante di Pascal, quella che nonostante le avversita' mantiene la dignita', la compostezza, la lucidita' di pensiero e la purezza di cuore che la elevano al di sopra di tutto e la rendono inabbattibile.

C'e' Marica, con il suo esserci, in punta di piedi, con intelligenza, sensibilita' e profondita', come una notte vellutata.
C'e' Ilaria, con la sua schiettezza, i suoi arcobaleni e i suoi occhi limpidi che danno fiducia e la sua parlata che mi fa sentire a casa, finalmente.
C'e' Clara, con i suoi mille volti cangianti: la Clara ganza rockettara con cui ballare scalmanate tutta la notte, la Clara seria e tormentata, la Clara gnorry che perde il treno e la Clara guru che sa tradurre cosi bene le atmosfere e i paessaggi dell'animo in mille lingue.

E io oggi ringrazio voi, donnine mie che mi avete accolta tra di voi, senza pregiudizi, senza barriere, senza filtri e con la gioia nel cuore. 
E io lo so, che anche il vostro viaggio vi portera' a vincere la vostra scommessa. E allora avremo tutto un mondo da festeggiare, con accenti e volti diversi, e con Sfolli che cade lunga e tirata dallo scalino per l'emozione :-)

martedì 22 novembre 2011

Gnorraggine galoppante; ovvero, l'ottavo mese e la presenza mentale di un pesce rosso



La vostra Sfolli sta ufficialmente svalvolando.





Non bastavano

- le nottate in bianco passate a fare pipi/sbattere il panzone a destra e a manca nel vano tentativo di mettermi comoda,

- gli incubi delirio,

- lo sfondamento della Soglia dei Sessanta,

- le analisi del sangue che ormai sono una notte tempestata di asterischi (nonostante io sia ancora fiera della Prova Biberone Zuccheroso, egregiamente superata da me e Picco, il quale per l'euforia e gli zuccheri in corpo scalciava che a vederlo sembrava Sandra Mondaini sotto le coperte)



- l'anemia che mi fa sputare i polmoni dopo due rampe di scale (il Gufo ormai mi da la polvere a salire le scale, e lui ha 71 anni ed e' cardiopatico),

- la tachicardia,

- i boati del mio stomaco (per non parlare delle non proprio edificanti reazioni del mio colon) da quando ho cominciato a prendere gli integratori,

-il polso sinistro fuori uso.


No! ci voleva anche la gnorraggine.

Che con quella, voglio dire, ci convivo da 33 anni, ma non a questi livelli.

Cioe', mi avevano avvertita che sarei diventata piu' sbadata, svampita e che mi sarei dimenticata le cose, ma io avevo deciso di ignorare questa cosa.
Mi ero detta: piu' gnorry di cosi, non potro' mai diventare. Ho proprio raggiunto la soglia di tolleranza fisico/mentale, piu' di cosi, e divento un pesce rosso:
oh, c'e' una nuova piantina artificiale in questa boccia -
scondinzolo per festeggiare -
giro giro tondo intorno alla boccia -
oh c'e' una nuova piantina artificiale in questa boccia -
scondinzolo per festeggiare -
giro giro tondo intorno alla bocc.....
ecc. ecc.

Ma avevo torto: non c'e' fine alla gnorraggine.

Ora non solo non ricordo dove ho parcheggiato l'auto (e non parlo del parcheggio del supermercato, ma del mio quartiere, che in due passi da puffo lo percorri tranquillamente), non solo mi dimentico di timbrare il biglietto del treno (io no spik italian, io gnorry, io prego te grande controllore avere pieta', pliiiis), e non solo trottterello giuliva verso lo studio della Sacerdotessa del Sapere lasciando il faldone delle analisi solo e abbandonato sul tavolo di casa...ora, se mi concentro, bene sono anche capace di

Dimenticarmi la Visita in Salta Parto!

Sabato sera mi crogiolavo nel caldino della mia nuova mutanda contenitrice (grazie MammaPellona per la commuovente offerta: alla fine l'ho trovata al mercato e non l'ho piu mollata!), e squilla il cellulare.

L: "Pronto, Sfolli, sono L."
Io: ?!?! E chi e' sta L., io non conosco nessuna L...Poi piano piano i banchi di nebbia cominciano a diradarsi, e una voce lontana lontana di fa strada verso di me, flebile e indistinta.
Heaaaathcliiiff!
O meglio - Sfolliiiiii, il corso pre paaartooooooo
C@zz0 il corso preparto
Si, ma e' sabato sera, io stavo per mettermi a mangiare le stelline in brodo, che cosa vuole questa?!
La voce incalza, sempre piu' distinta - Sfolliiiii, la visita alla sala partoooooo. LA catena di messaggi con le tue compagne di corsoooo...Tra un'ora devi essere all'Ospedale-in-Cima-ai-Monti-che-puoi-raggiungere-solo-a-Dorso-di-Muuuuloooooooo


Alleluja, Alleluja, grazieiddio per questa rivelazione.
Non che io volessi rimuovere dalla mia mente questo immancabile appuntamento - lungi da me.

Panico.
Dear Husband, attenzione attenzione, questa e' una simulazione di corsa all'ospedale -
Ni-no-ni-noooo, fai che mi si sono rotte le acque, esci dalla doccia e portami in sala parto, NOW!

E insomma, alla fine arriviamo, trafelati e all'ingresso sbagliato, ma ci accodiamo a L., anche lei gnorrissima nonostante sia gia' alla sua seconda prova nell'ambito pupi.
Finalmente troviamo il nostro gruppo pronto a partire per la gitarella scolastica piu' inquietante che io abbia mai vissuto.

A parte l'imbarazzo, che io come sempre vengo presa di mira dall'istruttrice di turno. Si vede che ho proprio la faccia da secchiona, o di quella che non vede l'ora di farsi umiliare. Per cui l'ostetrica, che ci sta illustrando le stupefacenti prestazioni dei super lettini specialmente progettati per la donna in agonia, mi punta con lo sguardo e mi fa
"Sfolli, si, tu, che ti stai nascondendo dietro quella bottiglia di succo da dieci litri, non fare la timida, su, vieni che mi aiuti a dimostrare le mille mirabolanti posizioni che consente di prendere questo super lettino.
Ecco, vieni vieni. Mettiti a carponi. Sai cosa vuol dire carponi?"

Si, lo so cosa vuol dire carponi: vuol dire A PE-CO-RI-NA.
Do you know pecorina?
Ecco, tu vuoi che io mi metta a pecorina davanti non solo alle mie compagne di corso (con le quali si e' condiviso ben altro, diciamocelo), ma anche i loro mariti e partner?

Massi', dai, facciamoci del male, tanto siamo qui per questo, no?
Che in piu', nella fretta, non sono neanche riuscita a cambiarmi, e ho ancora su sto paio di leggings sdrusciti che fanno molto Jane Fonda dei poveri. Tanto non e' che Dear Husband poi me la mettte giu' dura, che sono mesi che non perde occasione di farmi notare come i leggings (che io porto senza casacca sopra) non siano abbigliamento appropriato per una donnina per bene. Va bene. Mettiamoci a pecorina e non se ne parli piu'.

Dopo dieci minuti di spiegazione delle virtu' di questa posizione, con Dear Husband colto da improvvisa sindrome di primo della classe che fa domande su domande, mi si mette A Riposo.
Prossima posizione: lo sgabello/vasino per la fase espulsiva.
E qui ho finto un improvviso attacco di pipi' e sono scappata.

Ma il senso del dovere mi ha richiamata in tempo per assistere alla dimostrazione della posizione in piscinetta, ossia accovacciata, e appesa alle liane. Si, appesa alle liane, gentilmente offerte dall'Ospedale-in-Cima-ai-Monti-che-puoi-raggiungere-solo-a-Dorso-di-Mulo. Che culo. No, davvero, tra tutte mi e' sembrata la posizione piu consona alla mia natura di scimmia/gallina.

Poi ci puo' entrare anche Dear Husband, nella piscinetta, per farmi forza in queste ore di dolore.
Anche se, conoscendomi, ho come la sensazione che il suo ruolo principale sara' quello di non parlare, non toccarmi, non muoversi, non fiatare. Che io mi ci vedo, a comportarmi come un animale in pena, che si trova il suo angolino e se la smazza come meglio puo'.

No, comunque devo dire che la visita in sala parto mi ha rassicurata davvero tanto.
Infatti e' da tre giorni che la notte fisso il soffitto con occhio vitreo, incapace di dormire.

domenica 13 novembre 2011

Cento di queste FIVET andate bene

Davvero, quante cose sono successe in quest'ultimo anno.
Mi avete emozionata con tutti i vostri auguri e il vostro calore e la vostra partecipazione al GiveAway, che bello, siamo davvero in tante :-))
Pensavo a cosa stavo facendo un anno fa, a tutte le incertezze, ma anche al senso di liberta' che mi dava questo prendere un giorno alla volta, senza tesi a cui pensare, senza progetti da realizzare, se non Uno, Il Progetto, quello che andava costruito giorno per giorno, puntura dopo puntura, senza lasciare che nient'altro mi scalfisse l'umore o mi turbasse le ovaie.


Era come se il mio essere egoisticamente incentrata sull'essere felice e rilassata fosse, per una volta, totalmente legittimato dal fatto che stavo Facendo le Uova.
Io dovevo fare le uova, e nient'altro.
Che nessuno me le rompesse, che qui ci voleva concentrazione.

Mi ricordo la concentrazione con la quale mi feci la prima pera.
Ci misi una bella mezzora a mischiare le polverine, a controllare che non ci fossero bollicine d'aria nella siringa, che Tigro non mi aspettasse dietro l'angolo per farmi un agguato nel momento clou, che la mia mano fosse ferma e sicura.
In effetti, ferma e sicura lo ero, perche' non era proprio la primissima volta che mi facevo una pera.
La prima era stata quella per la maturazione dell'uovo alla prima IUI. Quella, l'infermiera aveva inesorabilmente sentenziato che avrei dovuto spararmela alle ore 22:30 esatte di quel giorno stesso.
Ma io alle 22:30 staro' uscendo dal cinema, thank you very much. E come faccio, chiesi alla Generalessa.
Te la fai nel bagno del cinema, disse lei disinvolta.
E cosi feci. Durante i titoli di coda, salutai la mia amica e mi dirisi in bagno.
Mi sentivo tanto tossica, io e la mia siringa pre-caricata, in un bagno pubblico, pronta a infilzarmi la coscia. E chi mi vide entrare in bagno e restarci per una buona ventina di minuti, avra' pensato la stessa cosa: questa e' una tossica. Soprattutto poi, vedendomi uscire tutta un sorriso, carica ed euforica, trotterellando soddisfatta fuori dal cinema che neanche mi fossi appena fatta una vagonata di ecstasy direttamente in vena.
Sono soddisfazioni.

Anche le successive pere hanno sempre avuto quel fascino dell'essere proattiva e indipendente: dello stare finalmente facendo qualcosa per cercare di realizzare il Progetto, e del farlo da sola, senza l'aiuto di nessuno. Certo, le prime volte mi raqssicurava assai sapere che mentre mischiavo le polverine c'era anche Dear Husband li con me, seduto sullo sgabello del bagno, a controllare la procedura. Ma poi quella che si infilzava ero io.
Tranne l'ultimissima pera, tra l'altro la piu importante, che mi fece Dear Husband.
Ricordo ancora il terrore che mi venne nel vederlo brandire la siringa al vento, dopo che con grande disinvoltura aveva mischiato tutto, sbatacchiato al siringa per eliminare le bolle, ed estratto la protezione dell'ago come se fosse il tappo di una bic. Il tutto in 2 minuti secchi.
Io ero terrorizzata. Che quando me le facevo io era tutta un'altra cosa: indugiavo, anzi, indulgevo in decine di minuti di preparazione, di sacri rituali scanditi da respiri e doppi, tripli controlli di quello che stavo facendo, che manco fossi un operatore del Pentagono pronto a dare l'autorizzazione al lancio del missile atomico.

Che poi, chissa' perche', in realta' mi immagino una persona sfiancatissima, con la barba lunga da giorni sotto la tuta da astronauta (?!), che intenta a fare a-bi-bo perche' dopo giorni di agonizzanti ripensamenti (lancio o non lancio?) non si ricorda piu quale sia  la sua mano destra e quale la mano sinistra, stacca un sigillo a caso, e tira una leva tipo cloche dei videogiochi, ma il missile non parte perche' nel frattempo si e' tutto arrugginito.
(dai, non ditemi che non ci pensate sempre anche voi, all'omino che lancia i missili atomici?!)

Comunque, per dire, che ho dovuto raccogliere tutto il mio coraggio e fiducia in Dear Husband per lasciarmi infilzare dalla sua mano sicura e poco cerimoniosa.
E intanto pensavo: ma quel giorno in cui ho detto SI all'altare (tra un immane sforzo per restare concentrata e smetterla di girarmi verso gli invitati, facendo ciao ciao con la manina e saltellando su e giu' dai tacchi trampolo come un'invasata), ecco, quel giorno la, nessuno mi aveva detto che sarebbe arrivato il momento in cui avrei dovuto dimostrare la mia fiducia in lui facendomi infilzare come uno spiedino arrosto.
Comunque devo dire che, tra una finta disinvoltura e lo sfoggio del mio migliore sorriso mummificato mentre cercavo di ignorare i rivoli di sudore freddo che mi scorrevano giu' per la schiena, ecco che PIC indolor, Dear Husband fece il suo dovere coniugale e vivemmo tutti felici e contenti.
E speranzosi che questo ordigno delal fiducia reciproca non s'avesse da ripetere. Io di certo a lui non le farei. non ci riuscirei proprio: troppa responsabilita'. O forse si, chi lo sa. Ma a Tigro di sicuro no, ecco.

Infatti, questa fu l'ultima pera: perche' poi, come sapete, la favola si concluse davvero con il lieto fine.

Pero' io tutto l'occorrente per le pere l'avrei conservato per mesi e mesi a venire. Vedevo la siringa precarica di Ovitrelle che mi occhieggiava dal frigorifero, e non ce la facevo a buttarla.
Andavo in bagno, e c'era sempre quel mega scatolone di siringhe e aghi e cappucci e fialette e test di ovulazione che mi facevano compagnia dall'armadio delle salviette. Avevo pure conservato i foglietti informativi, con le istruzioni su come eseguire il rituale. Ormai ci ero troppo affezionata.
O forse c'era pure una buona dose di scaramanzia che mi faceva pensare che forse ne avrei avuto bisogno ancora.
Solo per il trasloco mi sono finalmente decisa a buttare via tutto. Allora aho tirato fuori tutto dalla scatola e ho allineato tutto in ordine sul pavimento del bagno, tipo collezione di figurine Pokemon, per immortalare tutto con una foto.


Ed e' li che ho ritrovato il bigliettino di auguri che diceva "Happiness Vibes. Very Powerful. Please Use Wisely". Me lo aveva mandato la mia forum amica M.
M. la Roccia, M. che ha la mia stessa eta', M. che dopo innumerevoli cure ha deciso di optare per una FIVET eterologa, e che in questi giorni sta finalmente per avverare il suo sogno. E io sono con lei, a rimandarle tutte le Happiness Vibes che mi mando' lei, un anno fa. E che quest'anno porti Cento di queste FIVET andate bene a tutte voi, gioie mie belle!!!

martedì 8 novembre 2011

Un anno di Uno Nessuno Centomila: il GiveAway

Questa mattina mi sono svegliata con un senso di imminenza, di anticipazione, di qualcosa che covava li, e che voleva uscire, ma doveva ancora trovare forma e parole.
Tranquille, Picco se ne sta ancora appollaiato/a nel suo bel guscio, a fare le bolle e i tuffi, ignaro di cosa l'aspetti la fuori!

E' che ultimamente faccio dei sogni parecchio strani e angoscianti, e hanno tutti a che fare con la nuova vita che sta per arrivare, sia quella di Picco fuori dal guscio, che la mia da ehmm..maaaa...mm. No no non ce la posso fa'. Se mi ci son voluti mesi per imparare a dire "incinta", ho l'impressione che quest'altra parola qui la imparera' Picco prima di me.

Comunque, stanotte ho sognato che stavo discutendo la tesi, davanti a Spietata Cacciatrice e Forca Sanguinaria, e mi si rompevano le acque.
Io non ho idea di come succeda nella realta', ma nel sogno avevo un impeccabile British aplomb e dicevo "Scusate, torno subito", e mi ritiravo con grande disinvoltura alla toilette badando bene a non lasciare rivolini sulla moquette dell'ufficio O_o

E fin qui tutto bene.
Solo che poi si scatenava l'impossibile.
All'improvviso ero fuori e sotto un cielo burrascoso mi stavo arrampicando su una gru altissima, che stava a strapiombo su un fiume in piena, e per guadarlo dovevo non solo arrivare in cima alla gru, ma poi fare un salto tipo uomo ragno e aggrapparmi all'estremita' di un'altra gru, per poi scivolare giu' da quella e arrivare a terra.
Io ci provavo eh, ma alla fine il mio British aplomb mi fa dire "I beg your pardon?!"
Ma stiamo scherzando?
Cioe', va bene che io porto in grembo un Picconatore di prima classe, va bene che tutto e' possibile, ma io non sono Trinity di Matrix. Ah Trinity! Lascia stare gli omini vestiti di nero e vieni un po' qui a prendermi col trattore che io da una gru all'altra non ci posso saltare, che sono impanzata e spiaggiata e impachidermita, e questa cosa del saltare da sola mi sembra un'idea assai balenga.

Poi c'e' stato il sogno di qualche tempo fa, in cui mi rapivano, e mi ritrovavo in questo grande magazzino, grigio e triste, gestito da una serie di suorette impettite, che mi ricordavano che in realta' ero io che mi ero consegnata volontariamente a questo centro, il quale era un centro di riabilitazione.
Ma non c'era da preoccuparsi, perche' loro mi avrebbero indicato la via.
O_o

Ecco, per dire, questa e' la situazione mentale in cui al momento annaspa la vostra Sfolli.
Ora pro nobis.

Poi ci sono anche quelli in cui ho tra le braccia un pupo stupendissimo, neh - soffice e rotondo e caldo curioso del mondo meglio di un cucciolo di labrador sdentato e sbavoso.
Ma quelli sono sogni piu', come dire, contemplativi, senza una trama da psychothriller in preda all'acido come questi altri che faccio ultimamente.

Che dite, sara' che non mi sento pronta?

Eppure questa storia, almeno in forma di diario, va avanti da tanto. Da un anno, per la precisione.
Quando l'8 novembre 2010 finalmente mi decisi ad aprire questo blog (grazie WonderP e Volpe per avermi spronata!).
E quindi tutto questo giro per dire che oggi e' il  
Compleanno di UnoNessunoCento000!
E allora, come potevo io esimermi dall'uscire da questo stato da Psycho-pachiderma per indire un GiveAway?
Allora, pensa che ti ripensa a cosa potevo regalarvi, mi son messa a scorrere i libri nello scaffale.
Sezione Letteratura Anglofona: gia' vi ho fatto due maroni cosi con il Racconto di Un'Ancella, non e' il caso
Sezione Letteratura Teutonica: forse Kafka lo lasciamo li tranquillo, visti i sogni recenti, nevvero?
Sezione Come Prepararsi ad Essere una SuperMamma: idem come sopra - Trinity, aiutaci tu.
La Sezione Cicogne alla Ricerca: mmh quella forse si...pero' se poi mi vince il GiveAway una trimamma ultrafertile che se ne fa del mio libro?
La collezione dei Peanuts? Scusate ma quella e' la piu' preziosa, tutta bella ordinata cromaticamente tipo altarino, intoccabile e inaccessibile (forse al compiere dei 18 anni di Picco comincero' a intrattenere l'idea di lasciarglici posare l'occhio, ma non la mano, quella mai)
mmh allora che rimane..la Letteratura Italiana? Improvvisamente mi parte l'embolo: ma come ho fatto a non pensarci prima? Io vi regalo Pirandello, Uno Nessuno e Centomila. Eccolo qua, nell'edizione doc del 1989, pagata (eh si, noi del borgo pedemontano siamo cosi, e' piu forte di noi, dobbiamo sempre dire quanto paghiamo la roba!) lire ottomilaecinquecento.


Lo apro, controllo lo stato dell'artefatto. Sembra in buono stato. Puzzare non puzza, giuro. No, dai, ora vado e mi procuro una copia nuova, tutta per voi. Promesso.

Che dite, vi piace?
Quasi quasi me lo rileggo anch'io: sara' come tornare alle origini di questo blog, all'idea di incertezza e di relativita' che pervadeva le mie giornate di quel novembre 2010, quando io e Dear Husband stavamo per intraprendere quella strada incerta e in penombra della Fivet.
Quel grande baraccone della Fivet, con tutte le incognite e i tranelli dietro l'angolo.
Con tutte le Verita' della Scienza e le sue apparenti condanne. Quelle condanne che volevano incrinare il nostro senso di essere un tutt'Uno con noi stessi, con la nostra solida identita' di persone in grado di procreare, di persone sane, fertili, il cui corpo e' un libro aperto, leggibile e interpretabile con la stessa facilita' con la quale si fa all'amore e si fa un figlio.
Ma anche quel grande baraccone della Fivet che ci ha portati a capire che no, di Verita' non ce n'e' mai Una sola, ma tante, tantissime, Cento000. Che il corpo e' un mistero insondabile e illeggibile.
Che per questo non bisogna rinunciare a interpretarlo, a capirlo, a raccontarlo, attraverso la scienza e la medicina, senza le quali non sarei qui, felice di raccontare i miei sogni surreali di mom-to-be.
Ma che non va neanche ridotto, mai, ad un unico e oggettivo modo di essere. Ad Un Corpo Infertile, Uno e irremovibilmente Uno e incapace di creare altro da se.
Perche' il mio corpo non si riconosce solo nella forma che gli altri gli vogliono dare, ma anche in quella che io mi costruisco, nella mia mente, giorno per giorno, che si alterna tra l'idea di un corpo incapace di creare vita, e quella di un corpo che invece pullula di vita, di reazioni chimiche, di idee, di respiri, di umori, di emozioni e di segrete risorse che non credevo di avere.

E anche la mia concezione di questo blog e'cambiata, e' stata costruita da quello che mi succedeva, ma anche dalla forma che gli avete dato voi, con i vostri commenti, il vostro chiamarmi Sfolli, le vostre Cento000 realta'.
Che io all'inizio l'ho chiamato cosi solo perche' pensavo al numero di follicoli che sarei riuscita a produrre: Uno? Centomila? Nessuno?
Eppure ne basta Uno.
Che poi e' Nessuno, perche' e' sempre stato solo un'immagine al monitor, una costruzione scientifica, un punto su un grafico.
Ma che pero' e' anche i Cento000 volti di Picco, come me lo immagino nei miei sogni, come lo vedo in foto, come immagino i mille volti caleidoscopici della sua personalita', i suoi modi di parlare, le sue espressioni.
E alla fine, quell'Uno e' diventato Tutto.

Insomma, lo volete ancora questo libro?
Perche' io andrei anche a farmi un giretto in libreria, quella dietro l'angolo, la FERTInelli, come l'ho chiamata per sbaglio l'altro giorno.
Oppure dite che e' meglio se alzo la cornetta e ne chiamo uno bravo, che mi resetti il povere neurone sfiancato da tutto questo sognare?



Ah, come si partecipa al GiveAway...
Ehmmm fate voi, dai, lasciatemi un commento, condividete su FB, mettete il banner sul vostro blog (oh il banner, il banner, non ci ho il banner! spetta spetta, dai, facciamo che il banner e' l'immagine qui sopra, poi lo photoshoppo e lo posto per benino!). Cosi io vi posso includere nell'estrazione (e imparero' a usare random. org, giuro!).
Allora, io girerei la ruota il 29 novembre, che e' stato il giorno in cui abbiamo fatto il primo giro di pick-up della Fivet, l'anno scorso.
Allora, pronte, partenza, giochino signori giochino!
P.S. Ovviamente mi ero dimenticata che Photoshop non ce l'ho. Quindi si fa quel che si puo', questo sarebbe il banner...



lunedì 31 ottobre 2011

La Casa degli Incidenti Domestici



Dita nelle prese.
Bottiglie di detersivo ingurgitate.
Scivoloni nella doccia.
Coltellacci che cadono dritti dritti negli occhi.
Balconi senza ringhiere...




Quale carosello potrebbe essere piu' adatto alla notte di Halloween che questa simpatica serie di siparietti dell'orrore gentilmente offerta da Altro Consumo?
E io che, ingenua, ero andata a vedere il sito perche' volevo raccattare la Guida alle Faide di Condominio, massi, quella gratuita che vi aiutera' a sopravvivere alle riunioni condominiali senza uscirne avendo l'aspetto di Carrie Sguardo di Satana
Macche' riunioni condominiali - quelle al confronto sono un giretto nel ranch dei Mio Mini Pony.
No no, se voi aprite il link di sopra, sarete catapultati in una vertiginosa dimensione parallela, tutta fatta di incidenti domestici dei quali il vostro piccolo dolce pupo cadra' vittima inesorabile ad ogni pie' sospinto, con conseguenze alquanto perniciose, se non letali.
Allora, venghino signori venghino, facciamoci tutti un giro nella Casa degli Orrori Domestici.

Io intanto con una mano mi attanaglio la panza (per l'occasione dipinta da zucca), e con l'altra mi iscrivo al corso avanzato di disostruzione pediatrica della Croce Rossa.
Che anche li, gia' alla lezione preliminare mi era venuto un colpo. Era la lezione in cui i volontari cercavano di attrarre il maggior numero di persone a partecipare al corso, sfoderando le loro armi piu' truculente, ovvero video su video di bambini (fortunatamente in stile cartone animato, che la tivu verita' non e' ancora arrivata a tanto) in preda ad asfissia da ingerimento di uva, chiodi, mollette, e quant'altro.
Ma anche di madri disperate che escono dalla loro amabilissima villetta inglese dai mattoni rossi, in preda al panico perche' il pupo non respira. E poi, sempre la stessa sfigata, che ha un flash back che da ragazza la vede investita da un teppista della strada. Ed ecco che lei giace moribonda, e poi anche il suo pupo sta diventanod blu, quando eureka! arriva il volontario della British Red Cross che salva tutti, in contemporanea, in uno staccato di video e controvideo che neanche MTV.

Insomma, la Croce Rossa si impegna in tutto il mondo a farci venire il coccolone.
Altro che travestimnenti di Halloween.

Che voglio dire, se io son venuta qui, al tuo corso, vorra' pur dire che non hai bisogno di mettermi paura, che gia' un po' ce l'ho di mio, la paura, altrimenti non sarei neanche venuta stasera, giusto?
Io son gia' convinta, della necessita' di questo corso, gia' convertita alla vostra causa.
Sono anche pronta a sborsare i 30 euri del corso avanzato, in cui avro' occasione di provare la mirabolante esperienza di praticare la manovra di Heimlich su un pupazzo che assomiglia in tutto e per tutto a un pupo rantolante in fase avanzata di asfissiamento.
E' come se uno cercasse di convincere me, vegetariana, che mangiare animali e' sbagliato, mostrandomi video di animali che vanno al macello.
Sfondate uan porta aperta. Non serve che mi facciate vedere queste cose. Davvero.

Pero' io stasera che e' Halloween non posso che contribuire al dilagare del panico da Incidente Domestico.
Chiudendo con questo video di Aldo Giovanni e Giacomo - ve li ricordate quando facevano gli Svizzeri?
Ecco, vi lascio nelle mani del Poliziotto Uber, che lui si che e' un professionista e sa come risolvere le situazioni.
Happy Halloween!

domenica 23 ottobre 2011

Chi ha paura della Verita'?



Era da tanto che volevo scrivere questo post. Solo che, come al solito per le faccende che mi stanno particolarmente a cuore, procrastinavo.
Poi, vedendo l'articolo di TQF su Genitori Crescono, che parla del dire ad un figlio (ma anche ad un genitore) di essere omosessuale, mi e' scattata la molla.
E da solita gnorry, sono 'scesa dal pero' come si dice qui al borgo pedemontano, e mi sono accorta che il tema del mese di Genitori Crescono e', appunto, il Dire, ossia lo spiegare ai bambini delle verita' che possono essere scomode, o inusuali.

Allora mi sono decisa, perche' anch'io e Dear Husband, prima o poi una verita' di questo genere la dovremo affrontare con il nostro Picconatore.

Cioe', piu' che 'dovremo', noi la 'vorremo' affrontare.

Perche' in realta', non l'ha ordinato il dottore che noi diciamo a Picco che e' nato da una Fivet eterologa.
In realta', a differenza della situazione in cui si trovano coppie omosessuali o genitori single, noi potremmo benissimo evitare l'argomento del tutto, e non rivelare mai a Picco il fatto che c'e' stato un Donatore di Seme che ci ha aiutati a concepirlo.
D'altra parte, e' solo un minimo dettaglio nella nostra storia di futuri genitori, giusto?
D'altra parte, una volta che Picco sara' venuto alla luce, saremo noi e solo noi i suoi genitori. Perche' essere genitori vuol dire talmente tanto, che in prospettiva, la parte della concezione, del fornire una cellula affinche' un'altra si possa fertilizzare non e' che un minimissimo dettaglio facilmente trascurabile, giusto?

Certo, anche questa potrebbe essere una posizione, e va rispettata.

E in effetti, in parte questa posizione la condivido anch'io: l'essere genitori va ben al di la' del legame genetico. Ma nonostante io sia profondamente convinta di questo, sono anche assolutamente convinta del fatto che questa posizione non debba diventare una linea dietro la quale trincerarsi e giustificare con se stessi il fatto che
Dire la Verita' Fa Paura

Perche' dire una verita' di questo genere potrebbe allontanare Picco da noi.
Potrebbe fargli dire cose crudeli, soprattutto da adolescente brufoloso e tormentato in cui tutto viene messo in discussione, inclusa l'autorita' di un genitore.
Anche questo e' possibile. Ma credo di essere pronta ad affontare una situazione cosi.
(D'altra parte, ci sono sempre i collegi in svizzera dove mandare un figlio insubsordinato, giusto?)

O forse no, non sono pronta, no.
E in effetti non sarei neanche pronta a vedermi Picco col fagottino in spalla mi dice che vuole rintracciare le proprie origini genetiche, i propri 'fratelli genetici', e chissa', anche il Donatore di Seme in persona.

Ma non lo sono neanche a quelle millemila altre eventualita' e problematiche che essere genitori (di un figlio nato da eterologa o meno) comporta. 

E quindi, diciamo questa Verita', liberiamoci di questo fardello. Che se poi ci tornera' indietro come un boomerang, sicuramente sara' meglio un boomerang che un Gigantesco Scheletro nell'Armadio.
Perche' io ne sono convinta: i segreti non portano nulla di buono.
E se Picco prima o poi lo venisse a sapere, come potrei io affrontare la sua delusione e la sua rabbia nei miei confronti?
Quello si, che sarebbe un macigno di problema.
Come posso io nascondere a Picco una parte della sua storia?

Una storia, che tra l'altro, e' cosi speciale, da meritare di essere raccontata.
Una storia di civilta', di altruismo, di generosita'. E parlo del Donatore.
(e sia chiaro, qui non si parla di passare una piacevole decina di minuti a leggere riviste porno in cambio di una lauta mancia - qui si parla di una persona che nonostante le recenti leggi nel Regno Unito che rendono la donazione non anonima e non retribuita, ha deciso che voleva aiutare chi non aveva scelta).

Una storia di amore e compassione da parte di un uomo, e parlo di Dear Husband, che ha saputo andare oltre la propria infertilita' e accettare un dono da uno sconosciuto. E proprio perche' lo ha accettato, in futuro, sapra' andare oltre la Paura della Verita', e Dirlo a Picco.
Perche' alla fine, per Picco, questa cosa non sara' motivo di vergogna piu' di quanto non la percepira' nel nostro racconto.

Niente Vergogna nel nostro racconto = Niente Vergogna nella percezione di Picco.

Questo, oltre ad essere buon senso e a valere per mille altre cose, lo dicono anche i Grandi Guru della Psicologia.
I quali dicono anche che prima lo si racconta, meglio e'.
Perche' e' ormai chiaro e diimostrato che prima lo si dice, prima questo fatto viene assimilato, come una parte di noi, della nostra storia familaire che e' sempre stata li. E magari, chi lo sa, per Picco sara' pure una parte talmente scontata da diventare irrilevante. Come il fatto che io ho i capelli castani e tu li hai biondi. E' un fatto consolidato, e non c''e motivo di discuterne piu' di tanto.

E magari, come spesso accade, saranno gli adulti quelli che faranno piu' fatica ad accettare questa Verita'.
Gia' mi immagino chi cerchera' a  tutti i costi di vedere somiglianze tra Picco e Dear Husband. Chi non sara' pronto a sentirsi dire che 'No, non e' possibile che si assomiglino, ma questa non e' la cosa piu' importante ta di loro'. Ma questo e' un problema loro, non nostro.

Noi ormai siamo in ballo, e ci divertiamo a ballare. Se, e quando, la miccia ci scoppiera' sotto i piedi, balleremo ancora piu' forte.

Questo post partecipa a Blogstorming.

venerdì 14 ottobre 2011

Accesso Negato: riprova e sarai piu' fortunata?

No, dai, questa faccenda va raccontata.
Vi prego, ditemi cosa ne pensate spassionatamente, senza remore. Se volete dirmi che mi vado a cercare le rogne, che ho tempo da perdere e di andare a lavorare e a guadagnarmi la pagnotta anziche' perdermi via in ste diatribe, di mettermi calma, o come dice il Gufo, di 'non inventarne su piu' di scemenze', fatelo pure. Non mi offendo. Un po' sotto sotto lo so che e' vero.

Comunque, veniamo ai fatti.

Siccome appunto sono in modalita' Tempo in Mezzo', come dice Seavessi, e qualsiasi scusa e' buona pur di non tirare la tesi fuori dallo scatolone per fare quelle maledette correzioni (e' l'unico scatolone che ancora langue in corridoio!), ecco, io qualche giorno fa mi sono inventata di scrivere al forum di Cerco un Bimbo.

Era da tanto che lo volevo fare, insieme ad altri propositi, come
- scrivere una lettera alla ASL della Landa di Robin Hood, per dire che seppur aneddotica, la storia mia e di Dear Husband e' la prova che i finanziamenti non vanno assegnati sempre e solo in base a statistiche (per altro poco affidabili visto il campione, la novita' del campo di ricerca bla bla bla). Ecco, magari quello aspetto a farlo di aver partorito, giusto per scaramanzia, you know.
- scrivere al centro di PMA (privato) dove abbiamo fatto le due FIVET, per ringraziare di tutto quello che hanno fatto per noi, con una foto che spero mostri noi tre sdrenati ma felici dopo il parto (dream dream dream...)
- scrivere sul forum del centro suddetto, per raccontare la nostra storia e dare un filo di speranza a chi si trova ad affrontare problemi simili ai nostri. Perche' quando non sapevo ancora se questa faccenda della Fivet avrebbe dato i suoi frutti, passavo giornate su giornate a setacciare forum vari, in cerca di storie di donne simili a me che ce l'avevano fatta. E quelle storie poi le copiavo tutte su un file, e me le stampavo anche, per poi metterle via, pronte ad essere lette nelle le Giornate Buie.

E insomma, mi sono iscritta al forum di Cerco un Bimbo.
Ora non ricordo nel dettaglio come sia andata, ma com'e' come non e', il Grande Fratello del forum e' venuto a sapere (probabilmente per qualche stupida crocetta che io ho barrato senza pensarci), che oh-my-god, io e Dear Husband siamo incinti.
E questo e' bastato perche' io fossi marcata come untrice.
Vade Retro, Satana. Non ti vogliamo. Non vogliamo sentire la tua storia. Pussa via!

Ecco, io avevo letto un messaggio di netiquette sul forum, in cui si diceva che per sensibilita' e tatto nei confronti di chi sta lottando per avere un figlio, le donne incinte non erano, come dire, benvenute.
Ma credevo che il messaggio si riferisse solo a chi scriveva cose senza tatto ne' cognizione di causa, come
- Caro forum di Cerco un Figlio, sono incinta. Che palle, ora non posso piu' andare in giro a ubriacarmi e darla via tutte le sere. Secondo voi devo abortire?
oppure
- Caro forum di Cerco un Figlio, sono incinta. Questo e' il mio millesimo figlio. Ne ho talmente tanti che non so piu' dove metterli. Gia' sette sono in miniera, alcuni stanno a spacciare in stazione, e le femmine le ho messe a battere sul provinciale. Avendo occupato tutti i posti disponibili sul mercato, vorrei vendere questo mio ultimo arrivato a voi donne, che vedo che qui c'e' penuria e ho bisogno di soldi.
oppure
- Caro forum di Cerco un Figlio, sono incinta. L'ho scoperto l'altro giorno in bagno, mentre mi stavo tirando una grossa grassa pista di cocaina, e vedendo il pacco di test di mia sorella (quella povera sfigata che cerca un figlio da tempo immemore), ho pensato di provare questa esperienza. Sai, dopo il patto di sangue con Fiffi, il giro del Sahara in carrozza con Gianfry, e quella volta che con Milly ci siamo fatte portar via in barella dalle piste di St. Moritz per sciatura in stato stupefacente (a proposito, qualcuno sa dove e' finito il mio SnowBoard Prada tempestato di Swarovsky?), ecco, ho pensato che fare un test di gravidanza fosse un must dell'eseperienza estrema. E ora ho scoperto di essere incinta. Che faccio, lo metto nel cassettone della Caritas o lo tengo e lo mando in un collegio svizzero?

Ecco, fermatemi perche' sto diventando prolissa (chi? io?!)
Quello che volevo dire e' che leggendo questa regola di netiquette, pensavo che si riferisse al fatto che sta tutto al buon senso e alla sensibilita' della persona incinta interrogarsi sul motivo per cui essa untrice intenda scrivere su Cerco un Bimbo, e i toni da usare nel proprio messaggio.
E mi sono messa a scrivere.
BAM! messaggio rimbalzato. Accesso non autorizzato a Donna Incinta. Verboten!

Eh no, ci dev'essere un errore, penso io. E scrivo una breve mail chiedendo delucidazioni, e supponendo un errore tecnico.
Questa e' la mail di risposta che mi arriva da Her Majesty The Administrator:
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La tua richiesta di registrazione e' stata respinta perche' risulti
interessata solo alla sezione relativa alla gravidanza (e infatti la
tua mail conferma che sei gia' incinta), e non e' gradito che ci si
iscriva al nostro sito essendo gia' incinte o avendo gia' figli,
dunque senza interesse per i suoi temi centrali.

Saluti,
l'amministrazione
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E qui scatta la modalita' polemica in GravidWoman.
Temo che tutta questa esperienza dell'intertilita', delle PMA, della gravidanza, e anche delll'essere stata esposta a tante culture diverse in questi ultimi anni mi abbia cambiata. Che mi abbia resa piu' consapevole, e anche, come dire...un filino polemica.
Giuro, io non ero cosi.
Io alle superiori ero quella che non scioperava, quella che non si riteneva mai abbastanza informata per potersi esporre nell'arena del dibattito, la sottomessa, la pupilla della prof., la secchiona che durante i dibattiti in classe ripassava la lezione dell'ora dopo...insomma, quella sfigata li.

Ora no. Ora io a questa ho risposto. Il piu' carinamente e informalmente possibile, ma le ho risposto:
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Ciao Federica,

Grazie mile della risposta cosi veloce!

Si si, avevo visto nel forum un annuncio a proposito di essere incinte, ma io
guarda assolutamente non volevo mandare messaggi del tipo "Guardatemi che figa
che sono, sono incinta, ole'!"'
Al contrario, volevo raccontare la mia storia, perche' io e mio marito davvero
siamo partiti con praticamente zero probabilita' di rimanere incinti, e alla
fine ce l'abbiamo fatta, dopo averne passate tante. Era per dare speranza...Io
ricordo un anno fa, quando ci diagnosticarono tutti quesit problemi, che facevo
passare al rastrello tutti i forum in cerca di una storia che mi desse la forza
e la speranza di provare e insistere...

E poi, vorrei comunque poter accedere al forum sulla menopausa precoce,
perche' questa e' sempre la mia diagnosi - io ho 33 anni, ma sono vicinissima
ala menopausa precoce, e quando ci penso, credo davvero di aver bisogno di un
sostegno e di condivisione su questa cosa...
Che dici, come posso cambiare il mio profilo o comunque poter essere dei
vostri??

Grazie,
S.
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Questo era in data 2 ottobre.
Da allora, silenzio stampa.

Avevo anche cercato di dimenticarmi di questa faccenda, ma il post di Jenisha di oggi mi ci ha fatto ripensare. e ha riacceso la polemica in me: quella Sfolli che non sapevo esistesse, quella che  si informa, legge, firma petizioni, commenta sui forum, dibatte con ardore alle cene con gli amici, insomma quella che non perde occasione per rompere i maroni all'inverosimile.
Che dite, mi devo calmare, che senno' finisco in piazza con la gonnellona da hippie, intenta a bruciare reggiseni? I capelli per aria ce li ho gia', e spesso esco di casa senza trucco. 
C'e' da preoccuparsi, vero?

mercoledì 12 ottobre 2011

Ma quanto e' impegnativo non fare un tubo dalla mattina alla sera? (ok, shoot me now)


Esssi', dai diciamocelo, sono una sciagurata: ma come si fa a lasciare il blog muto per ben DUE settimane?!
E che ne so.
Di scuse non ne ho...il tempo mi e' proprio scivolato di mano, senza che io avessi grandi impegni o un lavoro o un Picco gia' partorito di cui occuparmi.
Niente, non ho fatto niente.
Eppure mi sembra di essere stata cosi presa. Mai stata cosi presa in vita mia.



Ho finalmente pulito casa. Ho addirittura avuto un incontro ravvicinato con il ferro da stiro (questo sconosciuto) e dopo essermici scottata ho anche capito che il suo posto e' nel ripostiglio insieme ai pesetti, al servizio buono della Prozia Arsenico & Merletti, a quel paio di manette di pelo fucsia comprate nel 1995 e mai usate, e alla silhouette cartonata di Shrek, rubata fuori da una nota catena di cinema in una lontana notte di ebrezza estiva da Dear Husband e la sottoscritta (ooh come ci sentivamo Bonnie & Clyde!, vi prego non denunciateci, che ormai sara' anche caduto tutto in prescrizione, dai...)

Poi ho rivisto con calma tanti amici, e ho pure ospitato K., la nostra prima visitatrice dalla Landa di Robin Hood (indi le manovre di pulizia di cui sopra). E quale modo migliore per intrattenerla che una visita al mercato internazionale di mangiume vario, con grandi abbuffate di focaccia ligure (oh.my.god), caldarroste (alla decima manciata mi e' sorto il dubbio sull'igiene delle stesse, ma ormai ahime', era troppo tardi), e falafel. Si, tutte queste cose me le sono mangiate insieme.
Nella stessa seduta.
Per colazione.
Cioe', prima di pranzo, ecco. Per quello abbiamo preso l'auto e siamo andati a farci il giro di 10 cantine alla sagra dell'Inferno & Sassella, e chi e' intenditore intenda...No, io mi sono limitata a documentare fotograficamente la lenta ma inesorabile caduta di K. e Dear Husband nel tunnel dell'alcolismo...magari con qualche sorseggio qua e la, che l'educazione etilica del nostro Piccolo Alpino non va trascurata, nevvero?!

E poi mi meraviglio di quanto peso io abbia messo su.
Si, perche' in tutto questo essere presa dal far nulla, ho anche sfondato la Barriera.
No, non quella della luce, come i famosi neutrini nel tunnel della Gelmini.
Intendevo la Barriera dei 60 Kg. Che io da brava donnina ossuta non avevo neanche mai contemplato. Tanto che la bilancia, l'altro giorno, deve aver pensato che fosse tutta una gran presa per i fondelli, e mi ha avuto un attimo di vacillamento.
Tu? Sfolli? Ma non eri quella che si inacidiva ai frequenti, troppo frequenti commenti dello sventurato di turno che mi chiedeva se per caso fossi anoressica? Come puoi ora dare forfait alle clavicole a manubrio di bicicletta e agli zigomi a punta (che quando la gente si fa baciare e abbracciare da te rischia lo sfregio), varcandomi la Barriera cosi, senza tante cerimonie?
In effetti era da un po' che non mi pesavo...diciamo pure da quando, ad agosto, scoprii di aver gia' messo su 6 Kg in 5 mesi. Momento in cui misi in atto la nota strategia dello struzzo.
Ora siamo a 9 Kg in 7 mesi, e io mi appresto gioconda e dondolante ad assumere il ruolo di Gabibbo Nazionale.
Qualcuno lo dovra' pur ricoprire, questo ruolo ingrato, no?

E io intanto rotolo, rotolo tra il divano e il letto, dove mi dedico a letture piu' o meno impegnative.
Nniente mi sfugge: dal catalogo Prenatal ai forum di mia vecchia conoscenza, ovvero quelli di chi cerca un bimbo e anche di chi sta lottando per accettare una diagnosi di menopausa precoce, per ricordarmi di quanto sono fortunata, di dove ero un anno fa, di quello che mi passava per la testa, e di come anch'io cercassi di farmi una ragione che si, le mie ovaie potrebbero tirare le cuoia da un momento all'altro, nonostante io abbia meno di 35 anni.
E poi leggo anche libri - libri veri, neee. Come questo qui, di Margaret Atwood.


Lo conoscete?
Il titolo in italiano e' Storia di un'Ancella, e parla di un ipotetico mondo post-catastrofe dove un Evento dai contorni non ben definiti ha lasciato la maggior parte della popolazione femminile americana sterile (anzi no, dovrei dire infertile!), tranne un manipolo di donne, per le quali il dono della fertilita' si trasforma in una condanna, perche' ora sono loro a dover portare il compito di procreare in una societa' ormai governata dall'ansia e dalla paura di vedersi a poco a poco languire nell'oblio.
E insomma, questo compito pesa, pesa come un macigno, perche' queste donne vengono fatte passare per un calvario di assurdi rituali e sottomissioni affinche' finalmente possano procreare - per poi donare, da brave 'ancelle', il proprio frutto alle famiglie di queste donne ormai rese infertili dall'Evento, e ricominciare tutto da capo...
Non vi sto a raccontare le scene grottesche e spassose in cui la protagonista, un'ancella presso una famiglia altolocata, viene sottoposta al rito mensile della fecondazione da parte del Vecchio Generale Capofamiglia - leggete il libro e poi ci facciamo una risata a denti stretti insieme :-)
Il problema e' che procreare non e' facilissimo neanche per questo manipolo di donne scelte.
Perche' neanche loro sono delle macchine infallibili.
O forse il Vecchio Generale perde qualche colpo anche lui, chi lo sa?
Fatto sta che la nostra ancella protagonista si vede scivolare tra le mani un mese dopo l'altro, senza riuscire a venire a capo di nulla, e condannata alla prigionia tra le quattro mura dell'altolocata residenza, dove tutti la pecerpiscono come una presenza scomoda, imbarazzante, fuori luogo eppure necessaria.

Insomma, lei e il suo ventre vuoto vengono percepiti come un ingombro, un corpo estraneo, appena tollerabile.
E leggendo il paragrafo che vi riporto qui sotto, ho pensato alle sensazioni che provavo prima di avere la famigerata Botta di Culo - come la chiama la nostra Nina (che diciamocelo, altro che BdC - io mi sento di aver vinto al lotto!).
Ho pensato che se quelle erano le sensazioni che provavo io, forse sono anche un po' quelle di chi ora si trova nella situazione in cui mi trovavo io un anno fa.
Forse qualcuna ci si ritrovera'.
Forse qualcuna di voi sara' spinta a leggere questa storia che e' un folle e claustrofobico gioco di specchi. Dove almeno per un astuto capovolgimento di prospettiva, chi e' privilegiato dal dono della fertilita' e' in realta' imprigionato nel proprio corpo.

Comunque poi, a parte che vi ho tritato i maroni, volevo concludere dicendo che davvero, raccontata come ve l'ho raccontata io sembra drammatica e raccapricciante, ma vi assicuro che contiene dei passaggi davvero spassosi.

E ora, passo la parola a Margaret Atwood. Se avrete voglia di leggerla in inglese. Che altrimenti che tritatura di maroni sarebbe la mia?!

I used to think of my body as an instrument: of pleasure, or a means of transportation, or an implement for the accomplishment of my will. 
I could use it to run, push buttons, of one sort or another, make things happen. 
There were limits, but my body was nevertheless lithe, single, solid, one with me. 
Now the flesh arranges itself differently. [...] Inside it is a space, huge as the sky at night and dark and curved like that, though black-red rather than black. 
Pinpoints of light swell, sparkle, burst and shivel within it, countless as stars. 
Every month there is a moon, gigantic, round, heavy - an omen. 
It transits, pauses, continues on and passes out of sight, and I see despair coming towards me like famine. 
To feel that empty, again, again. 
I listen to my heart, wave upon wave, salty and red, continuing on and on, marking time.
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