venerdì 17 dicembre 2010

Nada, niet, nisba

Volevo postare un'immagine del test negativo, ma poi non ce l'ho fatta: appena scaduti i 5 minuti di attesa, l'ho sbattuto nel cestino e via, non ci voglio pensare piu'.
Ecco, test brutto e cattivo, cosi impari.
Io credevo potessimo essere amici - che sara' mai un test?
E invece no. L'oracolo non disse nulla, muto come una pagina bianca, come una linea che non c'e'.
Ma non potrebbero mettere delle frasette carine, tipo Baci Perugina, su questo test? O anche un "Riprova sarai piu fortunato", mi sarebbe andato bene. O forse no, meglio risparmiare la beffa, vah.
E poi, per quello, ci sono le amiche...

Comunque, stamattina, da brava procrastinatrice, mi sono svegliata, ho pensato 'testo?', poi mi sono rigirata dall'altra parte e ho sonnecchiato per un'altra ora. Poi la pipi' mi scappava cosi tanto che non ho potuto ignorare ulteriormente il da farsi.
Ho fatto il test, e sono scesa in cucina a farmi un cappuccino (di queli solubili Nescafe, non sia mai che qui si gtrovi un cappuccino vero). Dopo tre mesi di astinenza da caffeina, direi che una tazza consolatoria ci stava bene. E infatti, giusto il tempo di tornare in bagno, ed era arrivato il momento di leggere il test.
Letto, constatato, buttato test nel cestino (brutto e cattivo), bevuto il cappuccino/brodaglia (me lo ricordavo piu' buono, in realta') e ritornata a letto a nascondere la testa sotto le coperte.
E a fantasticare del prossimo ciclo - perche' ora sono Fivet dipendente, e io picchetto la clinica finche' non mi fanno provare ancora!
Intanto, e vvvvai di bagni bollenti, litri di olii essenziali, mega massaggi, palestra, e gozzoviglamenti natalizi: sono una donna libera!
Forse mi fumo pure una sigaretta...non lo so. Ma anche no, va. Oggi no, posso fare a meno. Domani, vedremo.

giovedì 16 dicembre 2010

The Final Countdown

Essere incinte o non essere incinte?
Questo e' il dilemma. Ma io non mi sento incinta per niente: niente vomitini, niente tette a Torre Eiffel, niente sapori o odori strani (tranne l'odore dell'ansia, che mi segue ovunque come la nuvoletta di Fantozzi), niente crampi, niente di niente.
Neanche le mestruazioni.
Ma quello non e' un indizio affidabile, perche' le pere di ormoni di qualche settimana fa mi hanno sicuramente mandato il corpo in tilt, per cui sulle mestruazioni puntuali non c'e' da fare affidamento.
Prendermi la temperatura e' altrettanto inutile, sempre per via degli ormoni, quindi non mi sono neanche informata se debba essere piu' alta o piu' bassa di quella basale.
Quindi, nell'impossibilita' di divinare un verdetto, o mi rivolgo all'oracolo, o mi diletto con distrazioni dal dubbio valore estetico intellettuale, vedi Jon Bon Jovi sopra.
Ora vi metto anche Simon LeBon, vah, giusto perche' non mi voglio fare mancare nulla.
Anche se a me, in realta', tra i tre Duran Duran piaceva di piu' Nick, il bel tenebroso.


Spero che Jon e Simon vi tengano buona compagnia, nel caso domani io sia un fascio di nervi che si sciolgono una brodaglia di pianti lagnosi e ammorbanti al punto di impedirmi di raggiungere la tastiera del PC.
In quel caso, voi brave amiche mie dovete scrivere il seguente messaggio di commento:
"A scema, ripigliati, che hai fatto le uova una volta, e le puoi fare una seconda, una terza e tutte le volte che servono per riuscire a fare sto pupo*!"

* PUPO, ironia della sorte, e' un'abbreviazione usata in inglese per dire "Pregnant Until Proven Opposite", cioe' lo stato di limbo in cui mi ritrovo ora.
E allora, meglio godersi questa illusione finche' dura...

domenica 12 dicembre 2010

Keep calm and carry on*

Zitta calma e bbbona...mancano solo 5 giorni, quindi devo stare calmina e buonina.
E trovare modi di sfogare la mia frustrazione che non abbiano Dear Husband come bersaglio o comportino stragi di innocenti. Ecco perche' mi sono data ai 5 bersagli che trovate qui.
E chi piu' ne ha, piu' ne metta.
Venghino signori venghino, c'e' posto per tutti!


* Keep calm and carry on era il motto di Churchill durante la seconda guerra mondiale. Ma in realta', io lo so, lui pensava a me e alla mia seconda settimana di attesa.

lunedì 6 dicembre 2010

Having a blast

E poi volevo aggiungere che spero fortemente che questo blastocista non sia un rognetto, perche' e' l'unica nostra chance in questo giro.
Infatti, degli altri 4 embrioni/morule, 2 non sono pervenuti - cioe' hanno smesso di dividersi - e 2 si sono trasformati in blastocisti, ma erano di grado c, per cui non erano abbastanza buoni da congelare.
Insomma, in questo blasto (chiamiamolo cosi, che mi sono stufata di usare parole lunghe), del quale non conosciamo la qualita' perche' quando e' stato trasferito era ancora semi addormentato, risiedono tutte le nostre speranze.
E nessuno, ma proprio nessuno puo' dire se attecchira'. E neanche darci una percentuale, visto che pare che queste siano legate alla qualita' del blasto.

Ma cerchiamo di rimanere calmi, bbboni e, soprattutto, razionali.
E agli arresti domiciliari (o quasi).

In inglese c'e' un'espressione che fa "Having a blast", e vuol dire divertirsi un sacco.
Bene, continuiamo cosi', facciamoci del male...

Ceci n'est pas une pipe...

...ovvero, questa e' un'immagine di un blastocista, ma in realta' non e' quello che ci hanno trasferito sabato. Quello sta ancora nella nostra macchina fotografica, protetto da giuramento. Ovvero, il giuramento che io ho fatto al Dear Husband che non avrei condiviso con amiche reali e virtuali, in quanto trattasi di "una cosa troppo personale".

E vabbe', personale, e' sono un ammasso di un centinaio di cellule, e pure lente come una lumaca...(anzi, a ben guardare, un po' appiccicoso e bavoso lo sembra). Infatti, sabato era ancora allo stadio di Early Blastocyst, per cui la nostra cara embriologa non ha potuto vagliarne la qualita' (anche i blastocisti, come gli embrioni, possono essere giudicati di categoria a, b o c).
D'altra parte, come si dice dalle mie parti: "O mangi sta minestra, o salti la finestra", visto che gli altri 4 embrioni erano ancora alla fase precendente, detta morula, cioe' quella fase di transizione da embrione a blastocista, nella quale non si capisce bene cosa stiano facendo.
Quindi, catetere alla mano, e puntato un set di luci che neanche 10 dentisti tutti insieme, il nostro dottore indiano si appresta a depositare l'artefatto.

Conclusa la procedura, arriva il briefing del'infermiera, che mi legge la lista di cose che non posso fare nelle prossime 2 settimane, ovvero, fino al giorno del test di gravidanza (oddio mi sembra una parola sporca...il test di gravidanza...io? ma siamo matti? io non l'ho mai fatto un test di gravidanza, sono troppo gggiovane...ah, no no, ho 32 anni e voglio restare incinta! concentrazione).
Ecco qui la lista.
Niente: sesso (?), alcol, aspirina, moment. Pare tutto cio' sia nocivo al concepimento.
Per fortuna, mi rassicura, posso: fare la pipi' e starnutire.
"Che culo!", dico io, "Ma siamo proprio sicuri che posso fare la pipi' e starnutire?"
"Si", dice lei, "Non ti preoccupare che il blastocista non esce"
Ah, meno male...con tutti sti divieti, mi stava venendo un dubbio.
"Ma un bel bagno caldo, magari con degli olii essenziali...o un bel massaggio? e poi una bella lezione di yoga? giusto per rilassarmi un po'...", chiedo io.
"Assolutamente no", dice lei, "Gli olii essenziali potrebbero causarti infiammazioni, il calore e' meglio evitarlo, e i massaggi attivano i nodi linfatici e non va bene. Anche la palestra, sarebbe meglio evitarla. E mi raccomando, evita di sollevare pacchi pesanti".

Mi sembra di essere ad Auschwitz.
E mi viene anche da pensare: ma se non gliel'avessi chiesto io, del bagno caldo ecc., lei avrebbe messo in pericolo il successo di questo ciclo non condividendo queste perle di saggezza?
E poi, ma se questo benedetto blastocista non e' in grado di sopravvivere a un bagno caldo, siamo sicuri che non sia un rognetto che prima fa finta di attecchire e poi fa baracca e burattini?
Indi per cui, oggi ho preso forza e coraggio e ho lasciato i miei arresti domiciliari per andare a farmi un bel...colloquio! Grande sballo generale.
D'altronde, questo sulla lista dell'infermiera non c'era. E io di sicuro non glielo chiedo.

Tie'.

giovedì 2 dicembre 2010

Lezione

Consentitemi di mettere un'immagine vagamente scientifica, che cosi vi mostro quanto siamo bravi.

Allora, accendiamo il proiettore, spegnamo le luci in aula, e avviamo Powerpoint. Zitti tutti che poi vi interrogo.

Come potete vedere, una una volta che l'uovo e' fertilizzato, esso viaggia attraverso la tuba di Fallopio, moltiplicandosi, finche', intorno al quinto giorno, si trasforma in blastocista, e raggiunge l'utero. Noi oggi siamo al terzo giorno, cioe' quello in cui, di solito, si sceglie l'embrione migliore e lo si trasferisce in utero.
Stamattina, la nostra embriologa di fiducia ci ha detto che avevamo tre embrioni che viaggiavano tra le 6 e le 8 cellule (come da manuale), per cui era impossibile decidere quale fosse il migliore da impiantare. Per questo, ci ha consigliato di aspettare un paio di giorni per vedere come procedono gli embrioni, e di trasferire un eventuale blastocista. A quanto pare, il requisito per rischiare di lasciare gli embrioni in vitro ancora due giorni e' di avere almeno tre embrioni buoni. noi ne abbiamo giusto giusto tre...

Il blastocista ha svariati vantaggi.
Prima di tutto, soli gli embrioni migliori arrivano a questo stadio, per cui, come ho gia' detto, portarli a questo stadio e' un buon modo per scegliere il migliore.
Poi, siccome solo i migliori ce la fanno, un blastocista ha circa un 15% di probabilita' in piu' di attecchire, una volta trasferito nell'utero. Questo puo' essere legato anche al fatto che, per il blastocista, l'utero e' l'ambiente naturale per eccellenza (mentre gli embrioni stanno nelle tube). Ma questo punto me lo sono un po' inventato io, quindi prendetelo con un grano di sale (un grano di sale contiene molti, molti blastocisti come dimensione).

In realta', la situazione e' un po' meno bianco e nero di come sembri da questo resoconto (per esempio, puo' anche succedere che nessun embrione ce la faccia ad arrivare allo stadio di blastocista), e avrei tante statistiche da propinarvi. Ma, siccome sta finendo l'ora e vorrei lasciare un po' di spazio alle vostre domande, saltero' questa parte.
D'altronde, mi sono gia' divertita abbastanza a torturare l'embriologa al telefono, con tutte le mie domande numeriche (purtroppo dalle risposte non ho ancora capito se e' un genio o se ha preso la laurea al CEPU). Comunque, alla fine, ho concordato che si, la rischiamo e aspettiamo di vedere cosa succede sabato mattina.

Intanto, aspettate un attimo che mi scappa di pogare sulla pedana...
UAAAAAAUAUAAAAAHHH!!!
Ecco, allora, dove sono volati gli occhiali? Se qualcuno me li raccoglie, io continuerei la lezione.
Domande?

mercoledì 1 dicembre 2010

Piccoli Embrioni Crescono

Embrione n. 1: 2 cellule
Embrione n. 2: 3 cellule
Embrione n. 3: 3 cellule
Embrione n. 4: 4 cellule
Embrione n. 5: 4 cellule

Eccoli qui, pronti all'appello!

Ormai credo che vi sia sorto il sospetto che io dia i numeri. E infatti ve lo confermo: sto dando i numeri! Sono giorni cosi' *, e dare in numeri e' concesso. Anzi, tutto e' concesso, perfino sperare. Ma con moderazone, eeeh!

Comunque, gli embrioni se ne stanno sempre la', nel loro loft di cristallo, e si dividono.
Andatevi e moltiplicatevi, disse l'embriologa; e loro ubbidirono.

E non solo si moltiplicano, ma lo fanno pure con classe, senza sbavature. Ovvero, hanno un livello minimo di frammentazione, che vuol dire che sono di buona qualita'.
Insomma, si capisce che sono orgogliosa dei nostri embrioni?

Comunque, il mio mantra e' sempre quello: Oggi andiamo bene, domani non si sa.
Ripeto, gli embrioni devono stare ancora almeno un giorno nel loft per vedere se continuano a dividersi. E poi, se riusciamo ad averne uno buono, lo trasferiamo in utero (quindi non vi preoccupate: niente parti plurigemellari: la mutua ci consente di trasferirne solo uno!), e da li e' un po' tutto in mano al caso.
Attecchira'? Non attecchira'? Bisogna aspettare due settimane per scoprirlo. E non ci sono certezze: ho letto tante storie di embrioni da manuale che non attecchiscono. E' una di quelle questioni su cui i medici non si sono ancora raccapezzati, questa dell'attecchire. Insomma, loro non ci capiscono una mazza, e noi siamo nelle mani del destino.

Ma concentriamoci sul presente: alle dieci di domani mattina ci telefona ancora l'embriologa per aggiornarci sullo stato degli embrioni. E da qui, i casi sono due:
Se sembra che uno sia nettamente in pole position in quanto a divisione cellulare e qualita', allora ce lo facciamo trasferire in mattinata (e vediamo se gli altri sono abbastanza buoni da congelare**).
Se, invece, vediamo che procedono tutti allo stesso passo, allora aspettiamo un altro giorno, per vedere come si sviluppano.
C'e' chi sostiene che trasferire gli embrioni al terzo giorno (cioe' domani) sia meglio, e chi sostiene che sia meglio aspettare, perche' piu' gli embrioni sono sviluppati al momento del transfer, piu' alte sono le probabilita' che attecchisca. Insomma, tanto per ribadire il concetto: sti dottori non ci capiscono una mazza, la scienza non e' infallibile, e noi siamo nelle mani del...
Destino!
(bravi)


* Mi e' venuto in mente che forse un chiarimento sull'ortografia serve: in teoria so che non ci vorrebbe l'apostrofo al posto dell'accento, ma in pratica ho la tastiera inglese e sono troppo pigra per cercare gli accenti tutte le volte...(lo so che ci stavi pensando da un pezzo, WonderP uauauauaa)
** Cosa che in Italia non si puo' fare. Inoltre, in Italia non mi risulta che avrebbero acconsentito a fertilizzare piu' di tre embrioni. E la lista delle differenze e' lunga, ma di questo parlo un'altra volta, quando mi posso permettere di farmi accecare dalla rabbia e ho un paio di effigi del Papa da mettere nel camino.

martedì 30 novembre 2010

Le uova e lo spermino fanno amicizia

Allora come forse avrete gia' capito dalla foto, delle sei uova, CINQUE si sono fertilizzate!
Io sono contentissima, ma anche in stato di shock, perche' nell'ultima settimana abbiamo avuto una buona notizia dopo l'altra, e sta andando tutto benissimo!!
Giusto per darvi un'idea, di solito un 70% di fertilizzazione (rispetto a quelle raccolte) e' da considerarsi un ottimo risultato. Noi ne abbiamo 5 su 6!!!
Nonostante non si sappia ancora nulla della qualita' degli embrioni (per quello dobbiamo aspettare la telefonata della nostra embriologa di fiducia domani), questo risultato per me e' un grande traguardo, perche' dimostra che

1. la sottoscritta gallina e' in grado di produrre uova
2. le uova sono abbastanza buone da essere fertilizzate
3. il seme del donatore si scongela bene (e quindi non sono necessarie tecniche ICSI*)
4. le mie uova e il seme del donatore si piacciono

E non e' poco...

Sono fortunata anche a non avere nessuna faccenda stressante nella mia vita, al di la' di questa FIVET, perche' questa basta e avanza...Oggi ero in giro con la mia fidata Saxo (quella con il baule che sbatte ad ogni dosso, e pure che mi ha lasciata a piedi l'altro giorno che ero in palestra, per cui mi sono fatta il ritorno in giostra, agganciata al carro atttrezzi), che mi barcamenavo tra strade innevate e indigeni incapaci, quando mi ha chiamata la clinica.
Dire che sono sobbalzata e' dire poco: ero un fascio di nervi, e quando ho sentito la voce dell'embriologa le ho dovuto dire con voce tremante-lagnante 'Aspetta aspetta, non dirmi niente che devo accostare, altrimenti faccio un incidente'. Meglio prevenire che curare.
Che poi, tra l'altro, se faccio un incidente e mi si apre l'airbag, con le tette a punta che mi ritrovo di questi giorni, lo buco come niente. Anche la mia amica D. lo sa bene, che pungono alla grande, quando ha provato ad abbracciarmi virtualmente...


* ICSI = intracytoplasmic sperm injection, ovvero la tecnica usata quando il seme non e' in condizioni ottimali (motilita', morfologia, quantita'...), per cui si sceglie lo spermino che sembra piu' vispo, gli si taglia la coda (?!) e, facendo un buchino nello strato esterno dell'uovo (guscio?), lo si inserisce direttamente nell'uovo. E poi si fa la danza della fertilizzazione.

lunedì 29 novembre 2010

La Raccolta

Et voila, eccomi di ritorno dalla raccolta uova, trionfante e gloriosa, con..reggetevi bene: sei, addirittura SEI uova!
Estratte, toilettate, e comodamente adagiate nel loro designer loft, tutto vetro e cristallo. In compagnia del seme del nostro impavido donatore (si, stiamo usando il seme di donatore, e questa e' un'altra storia ancora, alla quale va dedicato un post intero, con tanto di discussione etica e politica annessa).

Insomma, per dirla fuor di metafora: mi hanno sedata, mi hanno risucchiato le ovaie, hanno trovato sei uova, le hanno messe in vitro con tanti begli spermini, e ora non ci resta che aspettare e sperare che si fertilizzino.
O, come dice la nostra embriologa di fiducia, una giovine fanciulla che nella migliore delle ipotesi ha giusto abbastanza anni per avere una laurea breve: "Sperare che le uova e il seme facciano amicizia".
Ma ccccooome "facciano amicizia"? Ma l'embriologa non doveva essere una compassata signora dalla parlantina forbita, dall'aria giovanile e brillante, si', ma che pur sempre dimostra tutti gli anni di studio certamente necessari per ricoprire un ruolo di cotanta responsabilita'?
Io, giuro, a questa non davo piu di venticinque anni. I casi sono due: o la fanciulla e' un genio, o da queste parti ti danno il diploma di embriologa con la Scuola Radio Elettra!

Ma forse ero un po' offuscata dalle droghe che mi hanno dato per la procedura del pick up. Direi che e' probabile, visto che dopo una bella dormitina di venti minuti, durante i quali i miei preziosi Sei sono stati aspirati dalle ovaie, ripuliti del liquido follicolare, e accomodati nel loro designer loft, mi sono svegliata decisamente di buon umore. Sara' la morfina (robba bbona, ve lo assicuro), sara' la notizia delle Sei uova, ma veramente ero in pace totale con il mondo intero.

La prima cosa che ho chiesto al risveglio e' stata se potevo vedere le mie uova. Il medico si e' messo a ridere sotto i baffi indiani e mi ha detto che no, per ora non c'e' molto da vedere, ma quando (e SE, aggiungo io) raggiungeranno lo stadio embrionale, potremo guardarli quanto ci pare e piace, e addirittura fotografarli, se proprio ci teniamo.

La seconda cosa che ho chiesto e' stata se, ora che i follicoli sono stati aspirati e quindi non producono piu' dosi massicce di estrogeno, i miei capezzoli potranno finalmente rilassarsi e andare a riposo. Anche qui, risposta negativa: pare che gli ormoni ci mettano un po' ad essere smaltiti, per cui mi devo tenere questi capezzoli in perenne stato da Torre Eiffel per ancora qualche giorno...(e qui scatta l'ode in onore alle mamme che allattano, perche' la Torre Eiffel in confronto non e' niente: donne mie, ma come fate?!)

Insomma, a giudicare dai pensieri a vanvera che mi sono venuti appena svegliata dalla mini-anestesia, sono contenta di aver dormito per quei 20 minuti della procedura. Perche' a quanto pare, molte donne rimangono sveglie, in uno stato di 'conscious sedation', durante il quale sproloquiano alla grande. Il fatto e' che gli oppiacei che ti danno, spesso ti fanno credere di essere precisa e presente, ma in realta' sei con Heidi e le caprette che fanno ciao!
Io gia' ci sto normalmente, con Heidi e le caprette, figuratevi cosa sarei riuscita a dire se fossi stata sveglia.
Dormiamoci sopra, che e' meglio.

E domani, altra scommessa con il caso. La nostra embriologa di fiducia ci telefona per aggiornarci sullo stato di fertilizzazione delle uova (avranno fatto amicizia con il seme del nostro baldo donatore?). E potrebbe fertilizzare un numero qualsiasi di uova, da 0 a 6.
Venghino signori venghino, altra giostra, altro giro!

sabato 27 novembre 2010

Autunno, Tempo di Raccolta

Finalmente ci ha chiamati la clinica, per confermare che lunedi alle 10:30 si fa la raccolta delle uova! (aka, egg collection, o 'pick up', come dicono nelle cliniche italiane)
Mi sento veramente fortunata per avercela fatta ad arrivare a questo punto. Ora non c'e' che fare l'ultima iniezione, quella che innesca la maturazione finale di eventuali uova presenti nei follicoli, e aspettare che sia lunedi.
Mi mancherete, iniezioni...per quanto strano possa sembrare, almeno fare le iniezioni mi dava la sensazione di stare facendo qualcosa di utile e proattivo.
Da ora in poi, non c'e' che rilassarsi e aspettare.

Io sfollicolo, Dear Husband sbarella

Eccomi qui.
Dicevo, io sono molto orgogliosa dei mie Sette Follicoli, perche' sono quasi un miracolo. Addirittura, siccome nessuno si aspettava piu' di due o tre follicoli, non si sapeva fino a qualche giorno fa se si sarebbe potuto procedere alla raccolta delle uova, perche' con meno di tre follicoli ti convertono i ciclo in una IUI (inseminazione intra-uterina, praticamente quando ti depositano il seme nell'utero e via, una cosa molto piu' semplice, ma anche meno efficace della FIVET), ecc. ecc.

Ecco, sono orgogliosa, ma non sono una povera pazza.

So benissimo che non tutti i follicoli contengono uova, anzi, e' possibile che nessuno di questi follicoli contenga un uovo.
E poi, anche se al momento della raccolta si trovassero delle uova, non e' detto che
1. siano mature,
2. fertilizzino
3. si trasformino in embrioni di buona qualita'
4. l'eventuale embrione, una volta trasferito nell'utero, attecchisca
5. una volta attecchito, la gravidanza venga portata a termine (perche' non e' poi cosi raro che succeda, nelle prime 12 settimane, che una abortisca spontaneamente: non voglio seminare terrore, ma son cose che succedono)

Quindi, considerati tutti questi passi che ancora dobbiamo fare, mi guardo bene dall'esaltarmi e pensare di avere il pupo nel sacco (e' proprio il caso di dirlo).

Dear Husband, invece, appena usciti dalla sala eco, sorriso a diecimila denti stampato in faccia, mi comunica che, secondo i suoi calcoli, la data del parto sara' intorno a Ferragosto 2011, e che gli sembra un'idea molto carina, quella partorire a Ferragosto.
Io lo ascoltavo, ma ci ho messo un attimo a realizzare di cosa stesse parlando.
E una volta realizzato, gli ho sorriso e gli ho detto gentilmente di stare tranquillo, che ora avrei chiamato un'infermiera e l'avremmo portato alla neuro.

E poi dico, a parte il fatto che da qui a partorire ci sono gli ostacoli 1-5 da superare: un'idea carina, partorire a Ferragosto?!
Io non so, fate voi.
Noi avremmo programmato di ritrasferisci in Italia l'estate prossima. E forse non si ricorda, il Dear Husband, perche' sono passati sette anni da quando abbiamo lasciato l'Italia
(oh, il sette ricorre, ora mi informo sulla kabala, sicuramente e' scritto nel destino che vada tutto bene, e che i punti 1-5 li possiamo bypassare, perche' noi siamo protetti dal kabala karma)
ecco, forse non si ricorda, il caro Dear Husband, di cosa significhi Ferragosto in Italia, per di piu' in citta'. Passare Ferragosto in citta' in Italia significa essere in un deserto di solitudine, in uno scenario post-apocalittico in cui non si vede un'anima in giro per le strade della citta', in cui gli ospedali sono pieni di vecchietti in stato di emergenza caldo, e in cui non trovi un'essere umano che ti aiuti neanche se ti si rompono le acque in mezzo alla strada. E qui mi verrebbe da fare una battuta sulla calura e l'emergenza siccita', ma mi astengo perche' sarebbe di cattivo gusto, e questo e' un blog per benino.
Forse questo non se lo ricorda, il Dear Husband, quando dice che partorire a Ferragosto e' carino.

Comunque, ora e' veramente assurdo parlare di queste cose, perche' come ripeto, non sappiamo nemmeno se questi (gloriosi e miracolosi) follicoli contengano uova, o solo acqua salata pronta per gettarci la pasta.
Io me li immagino parecchio hot & wet, questi follicoli (scusate, vogliamo parlare ancora un po' dei miei follicoli?), soprattutto con tutti gli ormoni che ho in circolo. Giusto per darvi un'idea dello stato di stimolazione ormonale in cui si trova il mio corpo in questo momento, vorrei postare una foto dello stato di erezione dei miei capezzoli mentre facevo il bagno stamattina, una cosa mai pervenuta in precedenza.
Ma non si puo', perche' questo e' un blog per benino.
In compenso provo a mettervi la foto del mio buon compagno Brufolo, che ormai mi accompagna da settimane e non accenna ad andarsene. E anche di cio' che rimane delle tazze di acqua, te', succhi e frullati che mi sono gia sbevazzata da stamattina ad ora. Perche' uno degli effetti collaterali delle perazze ormonali e' che ti trasformano in un cammello avido di liquidi - minimo tre litri al giorno.



Ora vi lascio perche' devo andare a controllare che nessuno abbia visto su Facebook l'aggiornamento di Dear Husband: "Abbiamo sette follicoli, praticamente l'abbiamo nel sacco"
NO-NO-NO!

Biancaneve e i 7 Follicoli


Oggi c'e' la neve anche qui da noi poveri abitanti della pianeggiante landa senza montagne, detta UK!
Ovviamente, non e' neve vera come quella delle montagne da cui vengo io, e gia' mi preparo a rispondere con altezzosa superiorita' a qualsiasi commento degli indigeni, con frasi del tipo
"Ah, si beh, ma da dove vengo io, questa neve noi ce la mangiamo a colazione", oppure
"Ah, si beh, ma questa neve non e' buona per sciarci sopra per andare al lavoro, come ero solita fare prima di trasferirmi qui da voi poveri abitanti della pianura", oppure
"Ah, si beh, ma questo non e' niente, in confronto ai kilometri (in verticale) di neve che io quotidianamente dovevo spalare con le mie delicate manine quando, da bambina, mi facevo strada tra gli orsi polari per andare a scuola",
e cosi' via.

Ma pur sempre neve e'. E svegliarsi la mattina senza il minimo sospetto, guardare fuori dalla finestra e vedere gli alberi, i tetti, le strade imbiancare, e' veramente bello.

E soprattutto s'intona perfettamente alla fase in cui sono ora con la FIVET
(da oggi non lo chiamo piu' IVF, perche', bazzicando in vari forum italiani, ho scoperto che si dice FIVET - Fertilizzazione in Vitro con Embryo Transfer).
Infatti, dopo 10 giorni di grandi sperazzamenti e tonnellate di ormoni, non solo mi sono cresciuti dei brufoli immensi, ma a quanto pare anche sette, ben SETTE follicoli!

Ecco, chi se ne intende sapra' che sette follicoli, in realta', non sono un numero esorbitante, per chi ha le ovaie in stato di funzionamento ottimale. Ma per chi, come me, ha una riserva ovarica pressoche' nulla, che vuol dire che le mie ovaie stanno gia' preparandosi ad andare in pensione, sette follicoli sono un risultato che ha dell'incredibile.

Quando ho fatto la prima eco martedi, non ci credevo proprio.
Ero li, a gambe all'aria, che contavo le mattonelle del soffitto per distrarmi, e intrattenevo l'idea di proporre all'infermiera di usare i brufoli che mi tempestavano la faccia, come piano di riserva. Quando ho sentito che contavano due...tre...fino a sei (+ due piccoli piccoli)! Ma siccome mi sembrava impossibile, ho proprio chiesto di vederli io, personalmente, sul monitor. E infatti erano li, i blob in bianco e nero, belli panzuti, che misuravano quasi un centimetro l'uno.
Eh si, sono momenti di gloria.

Poi giovedi abbiamo fatto il bis: altra eco, altri ricchi premi e cotillons: non solo i sei follicoli erano cresciuti di qualche altro millimetro, come da manuale, ma un settimo (di quei due piccoli piccoli) se ne era aggiunto, e stava piano piano recuperando i quanto a dimensioni rispetto agli altri.

E qui il Dear Husband (che si chiama cosi perche' nei forum inglesi sull'inseminazione artificiale hanno tutto uno slang loro, fatto di Dear qui e Dear la', tutto molto gentile ed carino, very English, appunto), che si era intruffolato nella stanza dell'eco all'ultimo momento, ha cominciato a gonfiarsi di orgoglio.
Da qui a pochi minuti, ha ufficialmente inizio lo sbarellamento del suddetto Dear Husband.

E questo ve lo racconto in un secondo post, perche' altrimenti viene troppo lunga...

venerdì 19 novembre 2010

E il terzo giorno, resuscito'

E finalmente, al terzo giorno di iniezioni, emergo dal mio silenzio per comunicarvi che...non e' per niente male questa faccenda delle pere di ormoni!


Direi che si puo' fare tranquillamente, soprattutto se il primi due giorni c'e' un amorevole assistente (aka Dear Husband) che si siede con te in bagno e ti ascolta mentre ti parli da sola e ti ripeti ad alta voce le cose da fare tirando grandi soffi di sollievo al raggiungimento di ogni minimo passo intermedio.
Lui guardava, controllava, buttava nel cestino le ampolle man mano che venivano svuotate, e sotto sotto sbadigliava, perche' alla fine ci ho messo una mezzora piena a fare due iniezioni.
Eh, beh, io con calma vado - e pure le mie ovaie, a quanto pare, visto che hanno bisogno di una dose massima di stimolazione, una dose che a quanto pare non tutti i dottori della mutua approverebbero, qui.

Insomma, mi sto facendo delle grandi perazze, e me ne vanto. Ok?!

Oh, e lasciatemi pure aggiungere che le iniezioni vanno fatte la sera, ma che cio' non mi ha impedito, l'altro giorno, di accogliere ospiti subito dopo, con un sorriso rilassato e una mega torta mimosa alla panna (ricetta courtesy della mia amica super pasticcera F.), in pieno stile Desperate Housewife. Ma a me Wysteria Lane un baffo fa, sono troppo oltre, tzk!

Ecco, esaltamento esaurito - o esauritamente esaltata, fate voi - io torno nel mio angolino, e vi lascio con un paio di video che illustrano la faccenda.
Il primo mostra colei che chiamero' IngaIløna (perche' ha un'aria svedese e glaciale, ma anche un po da porno star, come tutte le svedesi del resto) mentre dimostra come fare un'iniezione di Menopur dal suo appartamento impossibilmente asettico, che in realta' altro non puo' essere che un siparietto Ikea.

Il secondo e' un delirio di trionfante musica gospel sullo sfondo del quale scorrono istruzioni su come fare le iniezioni.

Giusto per darvi l'idea di cio' che NON succede nella realta'.
Alleluja!

martedì 9 novembre 2010

Come si fa un'iniezione



Oggi ho guidato la mia cara Citroen Saxo
(di terza mano, annata 1998, senza serratura del baule perche' mi si e' rotta e il nostro meccanico polacco di fiducia me l'avrebbe "messa a posto" qualche mese fa, ma non si capisce perche' io sia sempre qui a temere di passare su un dosso artificiale a piu di 2 km all'ora perche' altrimenti mi si apre il baule. E gli automobilisti dietro o se la ridono o si sbracciano per farmelo sapere, o entrambe le cose - gia' successo...).

...dicevo, ho guidato la mia cara Saxo per andare in clinica per farmi spiegare come prepararmi le iniezioni da sola.
Prima di uscire mi ero letta per filo e per segno tutti i foglietti informativi dei medicinali, e ancora mi passavano davanti agli occhi i disegnini esplicativi di come si dovessero fare le miscele e le iniezioni.
L'effetto e' stato quasi piu grafico di un film dell'orrore, e gia' mi imperversava una bufera di domande e perplessita' in testa. Se a questo si aggiunge che fuori soffiava la solita tempesta autunnale, e che ci sono parecchi dossi da passare sulla strada per la clinica, direi che non sono proprio arrivata a destinazione in condizioni ottimali.

Fortunatamente questa e' una clinica di superlusso, quindi ho parcheggiato con grande disinvoltura a lato di una spider car verde bottiglia con interni in pelle umana, sono entrata e sono andata dritta a prendermi la mia legittima e gratuita cioccolata calda.

Stavo giusto cominciando ad annegare nella cioccolata i ricordi dei disegnini, che arriva Sarah, bionda e sorridente infermiera sulla ventina che mi porta nel suo regno di aghi e siringhe. Devo dire che la spiegazione e' stata molto rassicurante, e vi assicuro che quando mi ha passato la siringa dicendomi "Ecco, ora tocca a te, prova a miscelare", non mi tremavano (quasi) le mani.

In breve, il mio protocollo prevede tre tipi di iniezioni al giorno: due (Menopur e Gonal-F) per stimolare le ovaie, e l'altra (Cetrotide) per fare in modo che le ovaie non rilascino eventuali uova prima del fatidico giorno della Raccolta.
A parte le specifiche modalita' di dosaggio, una iniezione consiste nel:
1. Riempire la siringa di preparato liquido
2. Iniettare il liquido nell'ampolla in cui e' contenuta la polvere magica (cioe' la medicina)
3. Shakerare piano
4. Riaspirare la soluzione nella siringa
5. Cambiare ago, perche quello usato nei passi 1-4 e' spesso come uno spaghetto Barilla numero 5, e non e' raccomandabile usare quello per iniettarsi
6. Premere lo stantuffo finche' ogni residuo d'aria e' eliminato
7. Iniettare

Il passo 7 sembrera' il piu' inquietante, ma immagino che, eseguiti i passi 1-6, il peggio sia passato e si voglia semplicemente finire la procedura.
E poi, vi assicuro, e' veramente un attimo.
Questo lo so perche' due mesi fa mi sono fatta la mia prima (e, finora, unica) iniezione premiscelata durante il ciclo di inseminazione intrauterina (nulla in confronto a queste, ma pur sempre un'iniezione). La quale, siccome andava fatta alle dieci di sera precise, ha avuto luogo nel bagno di un cinema in centro.
Ma questa storia la racconto un'altra volta, altrimenti semino troppo terrore in un post solo.

Ripeto: sembra peggio a sentirlo raccontare (e a vederlo nei fogliettini illustrativi), che farlo!
Almeno spero.

lunedì 8 novembre 2010

Ansia da prestazione



E' proprio il caso di dirlo, visto che dopo settimane di procrastinazione e annunci: "Apro un blog sull'IVF", ormai questa idea del blog e' nell'aria, e la domanda 'Allora quando lo apri questo blog?' sta diventando quasi piu frequente di 'Allora, ha funzionato l'IVF?'.

Tra le due, preferisco ovviamente la prima, visto che sull'apertura del blog ho potere decisionale, mentre il successo dell'IVF non dipende (in gran parte) da me, se non, forse, per il fatto che non mi sono ancora decisa a cominciarlo, questo benedetto IVF.

Effettivamente, come si dice per il lotto: se non giochi, non vinci.

Il fatto e' che io sono una specialista in procrastinazione: e' proprio un arte che ho affinato in questi ultimi anni, e che si addice molto alla professione di dottoranda, cosa che sono ormai da molti, troppi anni (ma questa e' un'altra storia).

Ma ora e' il momento di mettersi in gioco, e tra dieci giorni, finalmente, si comincia con l'inseminazione in vitro (IVF)!

Dicevo, c'e' un limite a quello che io posso fare personalmente per fare in modo che questo IVF funzioni. Oltre alla dieta (per ora sotto controllo), allo smettere di fumare (oggi sono 100 giorni senza una sigaretta! anche questa, pero', e' un'altra storia), e all'esercizio fisico (ultimamente mi potete trovare sul prato semi-congelato del campus universitario, sul mio tappetino a fare yoga imbacuccata e circondata da paperelle e altri animali, e pure questa e' un'altra storia), non c'e' molto che io possa fare, se non provare e sperare che funzioni.

Ma c'e' anche chi non crede in diete e salutismo, e si sbomba di sigarette e vinello.
C'e' pure chi crede nell'agopuntura e chi no, chi crede nella riflessologia e chi no, chi crede nelle tisane, chi nei mantra, chi nei CD di ipnoterapia, chi nel mettersi a gambe all'aria e recitare la Divina Commedia, e c'e' chi crede nel "che sara' sara'". E io devo dire che sono tra questi ultimi. Ebbene si, non solo sono una procrastinatrice incallita, sono pure fatalista!

Cio' non vuol dire che io non creda nell'importanza di avere punti saldi ai quali attaccarsi in questo viaggio che, come si dice in U.K. (vivo qui da 7 anni, ma questa e'...si, un'altra storia ancora), e' un'ottovolante di emozioni (mah, qui mi dovete dare la licenza di traduzione).
Per cui, il mio messagio principale, in questo blog, e' di rispetto per chiunque stia affrontando questo viaggio, ma anche per chiunque abbia scelto un'altra strada (adozione, vita senza figli)
E spero che condividendo la mia esperienza, questo viaggio sara' meno solitario di quanto non lo debba essere di gia'. E poi chissa', magari parlandone ci sara' qualcuna la fuori che si sentira' meno sola, e vorra' unirsi a me nel portare avanti questo argomento, l'infertilita', del quale non si parla abbastanza.

(se non in discorsi veramente vergognosi come quello fatto oggi dal sottosegretario Giovanardi in apertura della Conferenza Nazionale sulla Famiglia:
Vi consiglio di aprire il link anche solo per la fotografia di questo losco figuro)
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